{"id":1164,"date":"2013-12-29T23:18:35","date_gmt":"2013-12-29T21:18:35","guid":{"rendered":"http:\/\/demamah.it\/?p=1164"},"modified":"2014-01-25T18:37:07","modified_gmt":"2014-01-25T16:37:07","slug":"la-comunione-dei-ricci","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/demamah.it\/?p=1164","title":{"rendered":"La comunione dei ricci"},"content":{"rendered":"<p>Una fiaba racconta che durante l\u2019era glaciale molti animali morirono per il freddo. I ricci se ne accorsero e decisero di unirsi in gruppo e aiutarsi. In questo modo si proteggevano, ma le spine di ognuno ferivano i compagni pi\u00f9 vicini che davano calore. Perci\u00f2 decisero di allontanarsi e iniziarono a congelare e a morire. Cos\u00ec capirono che, o accettavano le spine del compagno vicino, oppure sarebbero spariti dalla terra. <!--more-->Con saggezza decisero di tornare tutti insieme. In questo modo impararono a convivere con le piccole ferite che un compagno vicino pu\u00f2 causare, dato che la cosa pi\u00f9 importante era il calore dell\u2019altro. In questo modo sopravvissero\u2026<\/p>\n<p>Questa fiaba \u00e8 l\u2019icona della nostra realt\u00e0, della nostra situazione. Siamo in molti a questo mondo, e tutti limitati e difettosi. Il vivere assieme, gomito a gomito, ci procura continuamente fastidi, difficolt\u00e0 e fatica; mette a dura prova la nostra capacit\u00e0 di comunione. Eppure per la comunione siamo fatti; senza la comunione noi moriamo. Non \u00e8 forse vero che la cosa che pi\u00f9 temiamo \u00e8 l\u2019isolamento? Non \u00e8 forse vero che siamo in continua ricerca di comunione, e che solo nella comunione stiamo bene? Abbiamo bisogno degli altri; abbiamo bisogno del \u201ccalore\u201d degli altri.<\/p>\n<p>Noi iniziamo ad esistere da un evento di comunione, anche biologico; viviamo per nove mesi in stretta comunione con la nostra madre; e poi viviamo la nostra vita nella comunione di una famiglia, aperti e protesi verso una comunione che s\u2019allarga sempre di pi\u00f9. Siamo profondamente e costitutivamente segnati dalla comunione, dalla \u201c<i>communis unio<\/i>\u201d ( = unione comune tra due o pi\u00f9 persone), come dice l\u2019origine latina della parola.<\/p>\n<p>Anche la Parola di Dio, luce che viene dall\u2019alto, ci dice che siamo fatti \u201cdi\u201d comunione e \u201cper\u201d la comunione. Al momento di creare l\u2019uomo &#8211; ci dice il libro della Genesi &#8211; Dio disse: \u201c<i>Facciamo l\u2019uomo a nostra immagine, secondo la nostra somiglianza<\/i>\u201d (Gn 1,26). L\u2019autore del libro della Genesi non sapeva ancora che Dio \u00e8 Trinit\u00e0, e insieme perfetta Unit\u00e0; non sapeva che Dio esiste in tre Persone ed \u00e8 un unico Dio, comunione perfetta. Noi lo sappiamo, grazie alla rivelazione che di Dio ci ha fatto Ges\u00f9. Ogni uomo porta in s\u00e9 il segno della Trinit\u00e0 e Unit\u00e0 di Dio. Ogni uomo \u00e8 fatto a immagine e somiglianza di Dio Trinit\u00e0-Unit\u00e0, comunione piena.<\/p>\n<p>L\u2019umanit\u00e0 \u00e8 costituita di persone tutte diverse tra di loro, ma fatte per diventare \u201cuna cosa sola\u201d, in piena e perfetta comunione. Nell\u2019uomo l\u2019immagine e la somiglianza con Dio cresce e diventa sempre pi\u00f9 piena e perfetta in misura che l\u2019uomo diventa \u201ccomunione\u201d. Di qui comprendiamo l\u2019importanza di curare le relazioni. Le relazioni ci qualificano. Le relazioni, in base a come sono, ci avvicinano o ci allontanano da Dio, ci fanno pi\u00f9 o meno somiglianti a Lui; e ci avvicinano o ci allontano da noi stessi, dal pi\u00f9 profondo di noi, dal \u201ccome siamo fatti\u201d, dalla nostra essenziale e fondamentale struttura. Ecco perch\u00e9, in base a come sono le nostre relazioni, noi ci sentiamo pi\u00f9 o meno uniti a Dio, e pi\u00f9 o meno \u201cvicini\u201d e \u201cin sintonia con noi stessi\u201d; e quindi pi\u00f9 o meno felici o infelici.<\/p>\n<p>Costruire la comunione costa fatica. Si tratta di mettere insieme e comporre un\u2019infinit\u00e0 di differenze; e di farlo di continuo, in ogni momento, e sempre di nuovo\u2026 Siamo tutti diversi, ciascuno con la sua mentalit\u00e0, con la sua sensibilit\u00e0, col suo temperamento, con i suoi pregi e con i suoi difetti, con la sua individualit\u00e0 \u201cunica\u201d nella storia (non ci sono due persone uguali al mondo! Come non ci sono due onde uguali nel mare,\u00a0 come non ci sono due foglie uguali sullo stesso albero\u2026). Le differenze sono ricchezza, sono vita, sono bellezza; ma quanta fatica metterle insieme e armonizzarle in una ben riuscita melodia! E\u2019 stato detto: Dio ci d\u00e0 la gioia delle differenze, e ci lascia la fatica della comunione.<\/p>\n<p>Per costruire la comunione occorre tutto un corredo di virt\u00f9: umilt\u00e0, pazienza, stima dell\u2019altro, sensibilit\u00e0, attenzione alla persona, decentramento da s\u00e9, capacit\u00e0 di servizio, capacit\u00e0 di dono, capacit\u00e0 di perdono, tenerezza, instancabile carit\u00e0. Occorre rivestirsi di questa multiforme veste per essere uomini, donne, di comunione.<\/p>\n<p>Un\u2019ultima osservazione va fatta a riguardo della comunione, osservazione importante. Noi istintivamente pensiamo di essere noi capaci di costruire comunione, e quindi ci impegniamo con buona volont\u00e0 a costruirla; \u201cpartiamo\u201d a fare comunione col fratello, con la sorella, dimenticando che il vero costruttore della comunione \u00e8 Dio. Nel libro del profeta Ezechiele troviamo un passo estremamente illuminante e chiarificatore a questo riguardo. Dio dice ad Ezechiele: \u201c<i>Prendi un bastone e scrivici su il nome del regno di Giuda, e poi prendi un altro bastone e scrivici su il nome del regno di Israele; questi due regni sono tra loro divisi, ma dovranno essere riuniti. Poi accosta i due bastoni l\u2019uno all\u2019altro e tienili uniti nella tua mano, in modo che formino una cosa sola nella tua mano. Ecco -dice il Signore- io far\u00f2 cos\u00ec con il regno di Giuda e con il regno di Israele: li prender\u00f2 nella mia mano ed essi diventeranno un unico regno, un regno unito, nella mia mano<\/i>\u201d (Ez 37,15-19). Il messaggio \u00e8 chiaro: \u00e8 nella mano di Dio che il regno di Giuda e il regno di Israele potranno trovare la loro unit\u00e0 e superare la loro divisione; \u00e8 nella mano di Dio che gli uomini potranno trovare la loro unit\u00e0 e la comunione tra di loro; la potranno trovare solo nella mano di Dio, non fuori di quella mano. Ci\u00f2 significa che il nostro impegno per costruire comunione \u00e8 il lasciarci \u201cprendere in mano\u201d da Dio. Nella misura in cui ci lasceremo prendere in mano da Lui, ci lasceremo trasformare e modellare da Lui su di S\u00e8, noi diventeremo uomini e donne di comunione. E\u2019 Lui, Dio, la vera comunione, la nostra comunione! Solo in Dio potremo trovarci uniti! Al pari dei raggi di una ruota, che alla circonferenza sono distanti tra loro, ma che quanto pi\u00f9 si avvicinano al perno della ruota, tanto pi\u00f9 vengono a trovarsi vicini l\u2019uno all\u2019altro.<\/p>\n<p>La comunione va chiesta: \u00e8 una grazia; e il vero cammino verso la comunione \u00e8 l\u2019aderire profondamente e decisamente a Dio. Ci doni il Signore la grazia della comunione, ci doni di saperci amare tra di noi come Lui ha amato noi (Gv 13,34); e sostenga il nostro impegno e sforzo di amarLo al di sopra di ogni cosa. In tal modo noi diventeremo comunione; noi, che di comunione, abbiamo estremo bisogno!<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una fiaba racconta che durante l\u2019era glaciale molti animali morirono per il freddo. I ricci se ne accorsero e decisero di unirsi in gruppo e aiutarsi. 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