{"id":1405,"date":"2014-04-01T22:21:39","date_gmt":"2014-04-01T20:21:39","guid":{"rendered":"http:\/\/demamah.it\/?p=1405"},"modified":"2014-04-01T22:21:39","modified_gmt":"2014-04-01T20:21:39","slug":"5-domenica-di-quaresima","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/demamah.it\/?p=1405","title":{"rendered":"5\u00b0 Domenica di Quaresima"},"content":{"rendered":"<p align=\"center\">( Ez 37,12-14;\u00a0\u00a0 Rm 8,8-11;\u00a0\u00a0 Gv 11,1-45)<\/p>\n<p align=\"right\">Duomo, sabato 5 aprile 2014<\/p>\n<p>Iniziamo questa omelia con una citazione del documento \u201cGaudium et spes\u201d del Concilio Vaticano II. E\u2019 una citazione lunga, ma \u00e8 quanto mai profonda e significativa; \u00e8 una pagina \u201cforte\u201d del Concilio.<\/p>\n<p>Scrive il Concilio: \u201cIn faccia alla morte l&#8217;enigma della condizione umana diventa sommo. L&#8217;uomo non solo si affligge al pensiero dell\u2019avvicinarsi del dolore \u00a0e della dissoluzione del corpo, ma anche, ed anzi, pi\u00f9 ancora, per il timore che tutto finisca per sempre. Ma l&#8217;istinto del cuore lo fa giudicare rettamente quando aborrisce e respinge l&#8217;idea di una totale rovina e di un annientamento definitivo della sua persona. Il germe dell&#8217;eternit\u00e0 che porta in s\u00e9, irriducibile com&#8217;\u00e8 alla sola materia, insorge contro la morte.<\/p>\n<p>Tutti i tentativi della tecnica, per quanto utilissimi, non riescono a calmare le ansiet\u00e0 dell&#8217;uomo; il prolungamento della longevit\u00e0 biologica non pu\u00f2 soddisfare quel desiderio di vita ulteriore che sta dentro, invincibile, nel suo cuore. Se qualsiasi immaginazione viene meno di fronte alla morte, la Chiesa invece, istruita dalla Rivelazione divina, afferma che l&#8217;uomo \u00e8 stato creato da Dio per un fine di felicit\u00e0 oltre i confini della miseria terrena. Insegna inoltre che la morte corporale, dalla quale l&#8217;uomo sarebbe stato esentato se non avesse peccato, sar\u00e0 vinta quando l\u2019uomo sar\u00e0 restituito allo stato perduto per il peccato, dall\u2019onnipotenza e dalla misericordia del Salvatore. Dio infatti ha chiamato e chiama l&#8217;uomo ad aderire a lui con tutto il suo essere, in una comunione perpetua con la incorruttibile vita divina.<\/p>\n<p>Questa vittoria l&#8217;ha conquistata Cristo risorgendo alla vita, liberando l&#8217;uomo dalla morte mediante la sua morte. Pertanto la fede, offrendosi con solidi argomenti a chiunque voglia riflettere, d\u00e0 una risposta alle sue ansiet\u00e0 circa la sorte futura; e al tempo stesso d\u00e0 la possibilit\u00e0 di una comunione in Cristo con i propri cari gi\u00e0 strappati dalla morte, dando la speranza che essi abbiano gi\u00e0 raggiunto la vera vita presso Dio\u201d. (Conc. Vat. II, <i>Gaudium et spes<\/i>, n.18).<\/p>\n<p>La pagina di Vangelo che abbiamo sentito proclamare ci ha mostrato un Ges\u00f9 signore e vincitore della morte.<\/p>\n<p><i>\u201cSignore, manda gi\u00e0 cattivo odore; \u00e8 nella tomba da quattro giorni\u201d<\/i>, disse Marta a Ges\u00f9 riferendosi al fratello Lazzaro morto. Ma Ges\u00f9, sicuro e con somma autorit\u00e0 ordin\u00f2: <i>\u201cTogliete la pietra\u201d<\/i>; e a Lazzaro disse: <i>\u201cLazzaro, vieni fuori! E il morto usc\u00ec, i piedi e le mani legati, e il viso avvolto da un sudario\u201d<\/i>. Lazzaro torn\u00f2 vivo.<\/p>\n<p>Ges\u00f9 disse: <i>\u201cIo sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore vivr\u00e0; chiunque vive e crede in me, non morir\u00e0 in eterno\u201d<\/i>. Ges\u00f9 \u00e8 fonte di vita; di vita oltre la morte; di vita oltre ogni morte. Ges\u00f9 ci far\u00e0 risorgere dalla morte fisica, ma gi\u00e0 fin d\u2019ora egli ci fa risorgere da tante altre morti.<\/p>\n<p>Il profeta Ezechiele nella prima Lettura ci ha fatto giungere la grande promessa di Dio: <i>\u201cEcco, io apro i vostri sepolcri, vi faccio uscire dalle vostre tombe, o popolo mio\u201d<\/i>. Quante tombe, e quanti sepolcri, vorrebbero tenerci prigionieri\u2026! La tomba, il sepolcro del peccato; di certi difetti e di certe cattive abitudini e comportamenti che ci sembrano invincibili, insuperabili, e che vorrebbero tenerci per sempre prigionieri e sepolti in se stessi. La tomba, il sepolcro, della sfiducia, dello scoraggiamento, della tristezza, della non-speranza. La tomba, il sepolcro, del risentimento, della vendetta, dei rapporti spezzati, della non-comunione cosciente e voluta, del non-perdono.<\/p>\n<p>Quante tombe! quante morti! Ma da tutte queste tombe e da tutte queste morti Ges\u00f9 vuole farci risorgere, vuole liberarci. Egli \u00e8 la vita; egli \u00e8 il vincitore di ogni morte. Con lui, uniti a lui e forti di lui, noi possiamo gridare con san Paolo: <i>\u201cLa morte \u00e8 stata ingoiata per la vittoria. Dov\u2019\u00e8, o morte la tua vittoria? dov\u2019\u00e8, o morte, il tuo pungiglione?\u201d<\/i> (1Cor 15,54-55). Dio \u00e8 il Dio della vita; Ges\u00f9 \u00e8 il Ges\u00f9 della risurrezione e della vita. Con lui c\u2019\u00e8 un futuro per l\u2019uomo; un futuro che egli ci assicura, e che con generosit\u00e0 ci doner\u00e0.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>( Ez 37,12-14;\u00a0\u00a0 Rm 8,8-11;\u00a0\u00a0 Gv 11,1-45) Duomo, sabato 5 aprile 2014 Iniziamo questa omelia con una citazione del documento \u201cGaudium et spes\u201d del Concilio Vaticano II. 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