{"id":2214,"date":"2015-06-17T15:24:22","date_gmt":"2015-06-17T13:24:22","guid":{"rendered":"http:\/\/demamah.it\/?p=2214"},"modified":"2015-06-17T15:24:22","modified_gmt":"2015-06-17T13:24:22","slug":"12-domenica-del-tempo-ordinario-forma-ordinaria","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/demamah.it\/?p=2214","title":{"rendered":"12\u00b0 Domenica del Tempo ordinario (forma ordinaria)"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: right;\">(Ez 17,22-24;\u00a0\u00a0 2Cor 5,6-10;\u00a0\u00a0 Mc 4,26-34)<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\">Duomo di Belluno, sabato 20 giugno 2015<\/p>\n<p>Dice un salmo:<em> \u201cIl Signore non lascer\u00e0 vacillare il tuo piede, non si addormenter\u00e0 il tuo custode. Non si addormenter\u00e0, non prender\u00e0 sonno, il custode di Israele. Egli veglier\u00e0 su di te quando esci e quando entri, ora e sempre\u201d<\/em> (Sal 121,3-4. 8). E\u2019 la professione di fede di un pio israelita, che afferma e proclama la sua certezza di essere sempre sotto lo sguardo vigile, premuroso e buono di Dio. \u201cDio &#8211; egli dice \u2013 non patisce sonno, non si assopisce e non si addormenta; egli mi guarda sempre e si prende sempre cura di me\u201d.<\/p>\n<p>Dicendo:<em> \u201cNon si addormenta, non prende sonno il mio custode\u201d<\/em>, il salmista polemizza sottilmente con la religione cananea a contatto con la quale egli viveva. Per i cananei, pagani, gli d\u00e9i si addormentavano e si risvegliavano periodicamente. La loro religione era una religione legata ai cicli della natura, all\u2019alternarsi delle stagioni; per cui gli d\u00e9i, che presiedevano ai cicli della natura e all\u2019alternanza delle stagioni, seguivano essi stessi tali cicli, si addormentavano d\u2019inverno e si risvegliavano a primavera; con la natura. \u201cIl nostro Dio &#8211; dice il salmista \u2013 non si addormenta mai; \u00e8 sempre sveglio, vigile, giorno e notte, in ogni stagione, inverno e primavera\u201d.<\/p>\n<p>Santa Teresa di Lisieux nell\u2019anno che precedette la sua morte, ammalata e fortemente sofferente per una dolorosissima tubercolosi ossea, fu colpita contemporaneamente da un\u2019altra prova assai dolorosa: ebbe l\u2019impressione che tutto ci\u00f2 in cui aveva creduto (Dio, il suo amore, la sua salvezza, il paradiso l\u2019aldil\u00e0, tutto ci\u00f2 che aveva dato senso alla sua vita di religiosa carmelitana), fosse una grande colossale illusione. Dio le si era come eclissato completamente; non lo sentiva pi\u00f9, non lo vedeva pi\u00f9. Eppure Dio era certamente con lei.<\/p>\n<p>La beata Madre Teresa di Calcutta, dopo l\u2019esperienza mistica che l\u2019aiut\u00f2 ad intraprendere la sua missione di soccorritrice dei pi\u00f9 poveri tra i poveri, trascorse quarant\u2019anni, come lei stessa confid\u00f2 al sacerdote suo confessore, nella pi\u00f9 completa e totale aridit\u00e0 spirituale. Eppure Dio non poteva averla abbandonata.<\/p>\n<p>Queste sante rivissero, nella misura consentita ad una creatura umana, l\u2019esperienza di immenso dolore di Ges\u00f9 in croce, quando egli grid\u00f2 dall\u2019abisso della sua estrema solitudine: <em>\u201cDio mio, Dio mio, perch\u00e9 mi hai abbandonato?\u201d<\/em> (Mc 15,34). Certamente Dio non poteva aver abbandonato Ges\u00f9! Se c\u2019era un momento in cui il Padre aveva lo sguardo e il cuore rivolti a lui era proprio quel momento: il momento della suprema sofferenza del Figlio; il momento della suprema offerta della vita, che Ges\u00f9 stava facendo.<\/p>\n<p>Sul muro, a destra dell\u2019ingresso della chiesa di san Rocco, un affresco raffigura la Crocifissione: rappresenta Ges\u00f9 in croce e il Padre che sostiene i bracci della croce, con sopra la presenza dello Spirito Santo sotto forma di colomba. Il Padre era accanto, vicinissimo a suo Figlio in croce; lo sosteneva, lo reggeva nel suo dolore e nel suo patire.<\/p>\n<p>La vita di ogni uomo si imbatte, lungo il suo percorso, in tempeste, difficolt\u00e0, prove alle volte dure, faticose e persistenti, che sembrano pi\u00f9 forti delle forze dell\u2019uomo. E Dio sembra assente. L\u2019episodio del Vangelo che abbiamo ascoltato ne \u00e8 perfetta immagine.<\/p>\n<p>Gli apostoli erano in mezzo alla bufera; il forte vento gettava l\u2019acqua del lago nella loro barca che <em>\u201cera ormai piena\u201d<\/em>, dice il Vangelo, ed essi in un certo senso erano senza Ges\u00f9: Ges\u00f9 dormiva\u2026 Gridarono: <em>\u201cMaestro, non t\u2019importa che siamo perduti?\u201d<\/em>. E\u2019 il grido che alle volte sale dal cuore anche a noi quando siamo nel dolore e nella prova. Grido simile a quello del salmo 44: <em>\u201cSvegliati, perch\u00e9 dormi, Signore? Destati, non respingerci per sempre. Perch\u00e9 nascondi il tuo volto, dimentichi la nostra miseria e oppressione? Sorgi, vieni in nostro aiuto, salvaci per la tua misericordia\u201d<\/em> (Sal 44,24-27).<\/p>\n<p>Quella, sera sul lago, Ges\u00f9 si svegli\u00f2 al grido degli apostoli, minacci\u00f2 il vento e disse: <em>\u201cTaci, calmati\u201d<\/em>, e si fece grande bonaccia. Ges\u00f9 non permise che gli apostoli andassero a fondo. Ges\u00f9 non permetter\u00e0 che andiamo a fondo neanche noi. Egli \u00e8 con noi, \u00e8 sulla nostra barca; \u00e8 dentro la barca della nostra vita. Ci\u00f2 che ci \u00e8 chiesto \u00e8 avere fede. Ges\u00f9 rimprover\u00f2 gli apostoli quella sera e disse:<em> \u201cPerch\u00e9 avete paura? Non avete ancora fede?\u201d<\/em><\/p>\n<p>La fede ci tiene su. La fede che il Signore \u00e8 con noi. che non ci lascer\u00e0 mancare la grazia necessaria ci sostiene, ci fa capaci di affrontare ogni avversit\u00e0 e ogni dolore. Non da soli, ma con lui. Con lui che \u00e8 con noi. Con lui che <em>\u201cnon si addormenta e non prende sonno\u201d<\/em>; con lui che non \u00e8 un dio cananeo, ma \u00e8 il Dio vero; il Dio che sempre \u00e8 con le sue creature, specialmente nel dolore, anche qualora noi non ne percepissimo la presenza e lo sentissimo lontano, assente. Egli \u00e8 con noi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Ez 17,22-24;\u00a0\u00a0 2Cor 5,6-10;\u00a0\u00a0 Mc 4,26-34) Duomo di Belluno, sabato 20 giugno 2015 Dice un salmo: \u201cIl Signore non lascer\u00e0 vacillare il tuo piede, non si addormenter\u00e0 il tuo custode. 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