{"id":2516,"date":"2015-11-18T22:36:31","date_gmt":"2015-11-18T20:36:31","guid":{"rendered":"http:\/\/demamah.it\/?p=2516"},"modified":"2015-11-18T22:36:31","modified_gmt":"2015-11-18T20:36:31","slug":"festa-di-cristo-re-2015-forma-ordinaria","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/demamah.it\/?p=2516","title":{"rendered":"Festa di Cristo Re 2015 (forma ordinaria)"},"content":{"rendered":"<p>(Dn 7,13-14;\u00a0\u00a0 Ap 1,5-8;\u00a0\u00a0 Gv 18, 33b-37)<\/p>\n<p>Duomo di Belluno, sabato 21 novembre 2015<\/p>\n<p>Immaginiamo la scena. Siamo a Gerusalemme il 7 aprile dell\u2019anno 30 d.C. E\u2019 un venerd\u00ec; giorno importante, perch\u00e8 al calar del sole di quel giorno sarebbe iniziata la grande settimana di Pasqua, la pi\u00f9 solenne e santa settimana dell\u2019anno per gli Ebrei. Gi\u00e0 si stavano preparando gli agnelli che sarebbero stati uccisi e immolati per la cena della sera.<\/p>\n<p>Un uomo \u00e8 stato arrestato nella notte, Ges\u00f9 di Nazareth; egli ora sta davanti al procuratore romano Ponzio Pilato, a processo.<em> \u201cTu sei re?\u201d<\/em>, gli domanda il procuratore. <em>\u201cS\u00ec, io sono re\u201d<\/em>, risponde il prigioniero. <em>\u201cNon sono re come i re di questo mondo, ma io sono re\u201d<\/em>.<\/p>\n<p>Re strano. Era nato in Galilea in un piccolo e disprezzato villaggio, da una donna comune del popolo, privo di qualsiasi titolo nobiliare. Aveva fatto il falegname fino a due anni e mezzo prima; aveva poi percorso la Galilea e la Giudea predicando una dottrina nuova, una dottrina sua, che gli aveva attirato odio e opposizione. A seguirlo era stata gente povera, umile, senza rilevanza e importanza sociale e politica, ed egli si diceva re? Ma re di che cosa? Re di quale regno? Re di chi? <em>\u201cS\u00ec, io son re\u201d<\/em>, affermava il prigioniero.<\/p>\n<p>A Pilato quelle parole dovevano suonare farneticazione, pazzia, cosa inimmaginabile\u2026 Pressato dalla folla che voleva la morte di quel prigioniero, Pilato lo condanna a morte, lo fa mettere in croce; e sul cartello appeso alla croce sopra il capo di Ges\u00f9 fa scrivere:<em> \u201cGes\u00f9 Nazareno, re dei Giudei\u201d<\/em>; e lo fa scrivere in ebraico, in latino e in greco, le lingue del mondo allora conosciuto (Gv 19,19-20). All\u2019insaputa di Pilato e della gente di allora, quell\u2019iscrizione trilingue era la proclamazione della regalit\u00e0 universale di Ges\u00f9. Ges\u00f9 era davvero il re del mondo!<\/p>\n<p>Sarebbe avvenuta poi la risurrezione di Ges\u00f9, sarebbe sceso lo Spirito Santo il giorno di Pentecoste, e gli apostoli avrebbero capito le parole di Ges\u00f9: <em>\u201cIo sono re\u201d<\/em>; avrebbero capito che egli era il re del mondo, reso re dal Padre, re universale di tutto e di tutti. Ges\u00f9 \u00e8 re! San Paolo scrive ai Filippesi: <em>\u201cGes\u00f9 umili\u00f2 se stesso, facendosi obbediente fino alla morte e alla morte di croce. Per questo Dio lo ha esaltato e gli ha dato il nome che \u00e8 al di sopra di ogni altro nome, perch\u00e9 nel nome di Ges\u00f9 ogni ginocchio si pieghi nei cieli, sulla terra e sotto terra, e ogni lingua proclami che Ges\u00f9 Cristo \u00e8 Signore\u201d <\/em><em>(Fil 2,8-11)<\/em>. Signore, \u201c<em>kyrios<\/em>\u201d nel testo greco, cio\u00e8 \u201cre, dominatore\u201d.<\/p>\n<p>L\u2019arte bizantina ci ha donato degli stupendi mosaici del Cristo \u2018<em>pantokr\u00e0tor<\/em>\u2019, Cristo re-signore, nel duomo di Cefal\u00f9, di Monreale, nella Cappella Palatina di Palermo, nella basilica di Santa Sofia a Costantinopoli.<\/p>\n<p>Pilato quel giorno non sapeva di avere davanti a s\u00e9 il re dell\u2019universo, n\u00e9 lo sapeva la folla che gridava: <em>\u201cCrocifiggilo! Crocifiggilo! Nostro re \u00e8 Cesare, l\u2019imperatore di Roma!\u201d<\/em> (Gv 19,15). Noi sappiamo, nella nostra fede, che Cristo \u00e8 re, e che egli deve dominare su di noi. Deve dominare su di noi e ne ha tutto il diritto perch\u00e9 egli \u00e8 il nostro Dio, perch\u00e9, in quanto Dio, ci ha fatti, a lui apparteniamo e siamo sua creatura. Egli ha diritto di regnare su di noi anche perch\u00e9 <em>\u201cci ha comperati a caro prezzo\u201d<\/em>, come dice san Paolo (1Cor 6,20), riscattandoci della nostra sbagliata condotta, dal nostro peccato e dalla morte eterna.<\/p>\n<p>Ma noi permettiamo a Cristo di regnare su di noi e sulla nostra vita? Egli non \u00e8 un re duro, asservitore e oppressore; al contrario, egli \u00e8 un re <em>\u201cdi verit\u00e0 e di vita, di santit\u00e0 e di grazia, di giustizia, di amore e di pace\u201d<\/em>, come recita il Prefazio della Messa di questo giorno.<\/p>\n<p>Ges\u00f9 ci dice: \u201c<em>Venite a me, voi tutti che siete affaticati e oppressi, e io vi ristorer\u00f2. Prendete il mio giogo sopra di voi, il mio giogo \u00e8 dolce e il mio carico leggero\u201d <\/em>(Mt 11,28-30). Il giogo di Cristo \u00e8 un giogo che salva, \u00e8 un giogo che innalza, che fa santo l\u2019uomo e lo realizza pienamente. Il giogo di Cristo \u00e8 l\u2019unico giogo che pu\u00f2 salvare il mondo, che pu\u00f2 riportare il mondo all\u2019ordine, alla fraternit\u00e0 e alla pace. <em>\u201cBeata la nazione il cui Dio \u00e8 il Signore\u201d<\/em>, dice un salmo (Sal 33,12). Beato il cuore dell\u2019uomo il cui Dio \u00e8 il Signore.<\/p>\n<p><em>don Giovanni Unterberger<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Dn 7,13-14;\u00a0\u00a0 Ap 1,5-8;\u00a0\u00a0 Gv 18, 33b-37) Duomo di Belluno, sabato 21 novembre 2015 Immaginiamo la scena. Siamo a Gerusalemme il 7 aprile dell\u2019anno 30 d.C. 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