{"id":2536,"date":"2015-12-16T18:06:08","date_gmt":"2015-12-16T16:06:08","guid":{"rendered":"http:\/\/demamah.it\/?p=2536"},"modified":"2015-12-16T18:06:08","modified_gmt":"2015-12-16T16:06:08","slug":"4-domenica-davvento-forma-ordinaria","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/demamah.it\/?p=2536","title":{"rendered":"4\u00b0 Domenica d&#8217;Avvento (forma ordinaria)"},"content":{"rendered":"<p>(Mi 5, 1-4a;\u00a0\u00a0 Ebr 10,5-10;\u00a0\u00a0 Lc 1,39-45)<\/p>\n<p>Duomo di Belluno, sabato 20 dicembre 2015<\/p>\n<p>Sono centoquaranta i chilometri da Nazareth ad Ain Karem, il villaggio di Zaccaria ed Elisabetta. Elisabetta non era pi\u00f9 giovanissima, tanto che ormai tutti pensavano che non avrebbe avuto figli. Elisabetta era sposata gi\u00e0 da tempo con Zaccaria, ma non era mai diventata madre. Ma ecco che, a sorpresa, e in risposta del Cielo alle preghiere insistenti ed appassionate di Zaccaria, Elisabetta rimase incinta. Si trovava ora al sesto mese di gravidanza, e questa notizia fu comunicata a Maria il giorno dell\u2019Annunciazione. L\u2019angelo Gabriele quel giorno le disse: <em>\u201cElisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia, ha concepito un figlio, e questo \u00e8 il sesto mese per lei, che tutti dicevano sterile\u201d <\/em>(Lc 1,36). Questa notizia dell\u2019angelo doveva aiutare Maria a fidarsi di Dio e a rispondere di \u2018s\u00ec\u2019 a ci\u00f2 che Dio le domandava: diventare madre senza concorso d\u2019uomo, diventare madre restando vergine; cosa impossibile alla natura, ma non a Dio, che pu\u00f2 tutto.<em> \u201cNulla \u00e8 impossibile a Dio\u201d<\/em>, le disse l\u2019angelo (Lc 1,37).<\/p>\n<p>Maria doveva conoscere Elisabetta. Pi\u00f9 volte Maria l\u2019avr\u00e0 incontrata a Gerusalemme in occasione dei pellegrinaggi per la festa di Pasqua e delle Capanne. Maria, adolescente, sar\u00e0 andata pi\u00f9 volte a Gerusalemme con Gioacchino ed Anna, i suoi pii genitori, in pellegrinaggio, in ossequio alla legge di Mos\u00e8, che prescriveva tali pellegrinaggi. E altrettanto avranno fatto Zaccaria ed Elisabetta, persone giuste ed osservanti di tutte le prescrizioni del Signore, come dice di loro il Vangelo (Lc 1,6). A Gerusalemme, in occasione dei pellegrinaggi, i parenti lontani si incontravano, coglievano l\u2019occasione per stare insieme, per condividere esperienze, vicende, affetti.<\/p>\n<p>Maria doveva conoscere Elisabetta, che le era parente. E quando seppe che era incinta ed aspettava un bambino, si dovette sentire sorgere in cuore il desiderio di andarla a trovare ed aiutare. La gravidanza per Elisabetta poteva non essere facile e senza problemi, data la sua et\u00e0 avanzata, ed un aiuto le poteva riuscire sommamente utile\u00a0 e gradito.<\/p>\n<p>Maria part\u00ec. Si sar\u00e0 unita ad una carovana di gente che partiva da Nazareth e dai villaggi vicini alla volta di Gerusalemme, e percorse i centotrenta chilometri che separavano Nazareth da Gerusalemme, per poi proseguire, da sola, per Ain Karem, distante da Gerusalemme dieci chilometri. Maria ed Elisabetta si incontrarono. Abbiamo sentito il racconto che ne ha fatto Luca.<\/p>\n<p>E\u2019 bello notare come il racconto inizi. Luca dice:<em> \u201cMaria si alz\u00f2 e and\u00f2 in fretta verso la regione montuosa, in una citt\u00e0 di Giuda, fino alla casa di Elisabetta\u201d<\/em>. Colpisce quell\u2019 \u2018alzarsi\u2019 di Maria e quel suo \u2018andare in fretta\u2019 fino da Elisabetta. Elisabetta era incinta, agli ultimi mesi di gravidanza, che possiamo immaginare faticosi e pesanti; ma anche Maria era incinta, ed anche i primi mesi di gravidanza sono segnati da fastidi e disturbi. Ma Maria si alz\u00f2 e and\u00f2 in fretta ad aiutare Elisabetta. Non bad\u00f2 a s\u00e9, bad\u00f2 alla sua parente. And\u00f2 \u2018in fretta\u2019. E\u2019 la fretta dell\u2019amore, la fretta della generosit\u00e0 e del desiderio di servire. <em>\u201cL\u2019amore non conosce lentezze\u201d<\/em>: dice sant\u2019Ambrogio, commentando questo particolare del Vangelo.<\/p>\n<p>Maria stava vivendo il suo Avvento; attendeva la nascita del suo bambino, il Figlio di Dio. E\u00a0 si prepar\u00f2 ad accoglierlo accogliendo il bisogno e la necessit\u00e0 di aiuto di Elisabetta; decentrandosi da s\u00e9 e andando \u2018in fretta\u2019 ad offrirle il suo servizio. Centoquaranta chilometri all\u2019andata, centoquaranta chilometri al ritorno; a piedi, o su di un carro. Tre mesi in casa della parente, a darle presenza, sostegno, aiuto.<\/p>\n<p>Anche noi stiamo vivendo l\u2019Avvento; anche noi attendiamo il Signore, anche noi vogliamo accoglierlo nel nostro cuore e nella nostra vita. Che anche per noi il modo pi\u00f9 bello e pi\u00f9 vero di preparaci ad accogliere Ges\u00f9 che nasce sia quello di accogliere il problema, la difficolt\u00e0, la preoccupazione, la paura, il bisogno di compagnia e d\u2019affetto, il bisogno di perdono, il bisogno di sicurezza, di pane, di pace dei nostri fratelli e delle nostre sorelle? <em>\u201cChi accoglie uno di questi piccoli<\/em> (e \u2018piccoli\u2019 sono tutti i bisognosi) <em>accoglie me\u201d<\/em>, ha detto Ges\u00f9 (Mc 9,37).<\/p>\n<p>Accogliamolo gi\u00e0 ora quel Ges\u00f9 che si nasconde in ogni nostro prossimo, specialmente se bisognoso, e allora lo accoglieremo in modo vero anche a Natale.<\/p>\n<p><em>don Giovanni Unterberger<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Mi 5, 1-4a;\u00a0\u00a0 Ebr 10,5-10;\u00a0\u00a0 Lc 1,39-45) Duomo di Belluno, sabato 20 dicembre 2015 Sono centoquaranta i chilometri da Nazareth ad Ain Karem, il villaggio di Zaccaria ed Elisabetta. 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