{"id":2554,"date":"2015-12-26T22:10:46","date_gmt":"2015-12-26T20:10:46","guid":{"rendered":"http:\/\/demamah.it\/?p=2554"},"modified":"2015-12-26T22:15:12","modified_gmt":"2015-12-26T20:15:12","slug":"domenica-della-santa-famiglia-di-nazareth-forma-ordinaria","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/demamah.it\/?p=2554","title":{"rendered":"Domenica della santa Famiglia di Nazareth 2015 (forma ordinaria)"},"content":{"rendered":"<p>(1Sam 1,20-22. 24-28;\u00a0\u00a0 1Gv 3,1-2. 21-24;\u00a0\u00a0 Lc 2,41-52)<\/p>\n<p>Duomo di Belluno, sabato 26 dicembre 2015<\/p>\n<p>Guardarsi allo specchio \u00e8 gesto importante. Guardarsi allo specchio d\u00e0 la vera immagine di s\u00e9. Guardandosi allo specchio si pu\u00f2 notare qualche difetto, qualche ruga sul volto, qualcosa che va corretto e rimediato. Guardarsi allo specchio \u00e8 utile; anzi, possiamo dire, necessario. Lo specchio che la Liturgia di questa domenica ci mette davanti, invitandoci a specchiarci in esso, \u00e8 la santa Famiglia di Nazareth, la famiglia di Giuseppe, Maria e Ges\u00f9. Specchio tersissimo per le nostre famiglie.<\/p>\n<p>Della santa Famiglia di Nazareth il Vangelo che abbiamo ora sentito proclamare, ci mette davanti un momento preciso, una situazione particolare. Giuseppe e Maria erano saliti a Gerusalemme in pellegrinaggio per la festa di Pasqua insieme con Ges\u00f9 dodicenne. Al momento del ritorno si verific\u00f2 una cosa strana, impensata: Ges\u00f9, anzich\u00e9 unirsi ai suoi genitori per tornare a casa, si ferm\u00f2, a loro insaputa, al tempio di Gerusalemme ad ascoltare e ad interrogare i dottori della legge. E quando Maria sua madre gli disse: <em>\u201cFiglio, perch\u00e9 ci hai fatto questo?\u201d<\/em>, egli rispose: <em>\u201cPerch\u00e9 mi cercavate? Non sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre mio?\u201d.<\/em> Risposta inattesa, risposta misteriosa; tanto che Giuseppe e Maria -nota il Vangelo- non compresero quella risposta; e Maria<em> \u201ccustodiva tutte queste cose<\/em> -parole e comportamento di Ges\u00f9- <em>nel suo cuore\u201d<\/em>, cercando di capire. E faceva fatica a capire.<\/p>\n<p>La condizione della santa Famiglia di Nazareth era quella di non avere tutto chiaro in se stessa, di avere in s\u00e9 del mistero. Quel figlio, Ges\u00f9, era per Giuseppe e Maria \u2018mistero\u2019, un mistero non del tutto afferrabile; un mistero che chiedeva ed aveva bisogno di essere ascoltato, indagato, capito. Ma non solo Ges\u00f9 era mistero ai suoi genitori, gli stessi suoi genitori erano \u2018mistero\u2019 l\u2019uno all\u2019altro.<\/p>\n<p>Giuseppe non avr\u00e0 mai smesso per tutta la vita di sentire Maria come \u2018mistero\u2019: il concepimento straordinario di Maria per opera dello Spirito Santo, la scelta di Maria di rimanere vergine pur essendo sposata a lui, il modo santo di vivere di lei, sar\u00e0 stato per Giuseppe un \u2018mistero\u2019. E d\u2019altra parte, per Maria, Giuseppe doveva essere un \u2018mistero\u2019: perch\u00e9 mai Dio le aveva messo accanto quell\u2019uomo che non era il padre di suo figlio? uno sposo con cui vivere da sposa in modo del tutto particolare? Erano \u2018mistero\u2019 le une alle altre, le persone della santa Famiglia di Nazareth.<\/p>\n<p>Cos\u00ec \u00e8 anche per le persone di ogni famiglia. Ogni persona \u00e8 \u2018mistero\u2019. La consuetudine e la vita insieme, la vita di famiglia che pone le persone tanto vicine le une alle altre e che chiede di occuparsi le une delle altre, pu\u00f2 far dimenticare che ciascun membro della famiglia \u00e8 un mistero; mistero che va ascoltato, rispettato, accolto. Il rischio di fronte ad ogni persona in generale, e cos\u00ec pure all\u2019interno della famiglia, \u00e8 quello di dimenticare ci\u00f2, cos\u00ec che facilmente insorge la tentazione di possedere l\u2019altro, di volerlo dominare, di volersene appropriare, di sapere gi\u00e0 tutto dell\u2019altro, quasi che l\u2019altro non fosse un \u2018mistero\u2019; un mistero invece da ascoltare e da capire, un mistero da scoprire.<\/p>\n<p>L\u2019atteggiamento di Maria ci \u00e8 di esempio e di indicazione: una volta ritrovato Ges\u00f9 al tempio, ella non lo rimprovera quasi sapesse quello che Ges\u00f9 avrebbe dovuto fare, ma gli pone una domanda: <em>\u201cFiglio, perch\u00e9 ci hai fatto questo?\u201d<\/em>. Maria domanda, Maria chiede, Maria vuole capire; Maria ha la disposizione d\u2019animo di lasciarsi dire da Ges\u00f9 qualcosa che di Ges\u00f9 ella ancora non sa.<\/p>\n<p>Il trattarsi vicendevolmente da \u2018mistero\u2019 \u00e8 segno d\u2019amore, di vero amore; e, insieme, il trattarsi vicendevolmente da \u2018mistero\u2019 richiede amore, richiede vero amore. Ecco opportuna l\u2019esortazione dell\u2019apostolo Giovanni, che nella seconda lettura proclamataci ci ha detto:<em> \u201cAmatevi gli uni gli altri, secondo il precetto che Ges\u00f9 ci ha dato\u201d<\/em>. Trattiamoci da \u2018mistero\u2019, con amore, con rispetto, direi perfino con riverenza e devozione. Non dominiamoci. Ascoltiamoci. Permettiamo all\u2019altro di rivelarci il suo mistero. E riveliamo il nostro mistero che \u00e8 in noi.<\/p>\n<p><em>don Giovanni Unterberger<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(1Sam 1,20-22. 24-28;\u00a0\u00a0 1Gv 3,1-2. 21-24;\u00a0\u00a0 Lc 2,41-52) Duomo di Belluno, sabato 26 dicembre 2015 Guardarsi allo specchio \u00e8 gesto importante. Guardarsi allo specchio d\u00e0 la vera immagine di s\u00e9. 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