{"id":2602,"date":"2016-01-28T01:04:23","date_gmt":"2016-01-27T23:04:23","guid":{"rendered":"http:\/\/demamah.it\/?p=2602"},"modified":"2016-01-28T01:10:00","modified_gmt":"2016-01-27T23:10:00","slug":"domenica-di-sessagesima-forma-straordinaria","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/demamah.it\/?p=2602","title":{"rendered":"Domenica di sessagesima (forma straordinaria)"},"content":{"rendered":"<p>(2 Cor 11,19-33; 12,1-9;\u00a0\u00a0\u00a0 Lc 8,4-15)<\/p>\n<p>Belluno, chiesa di s. Stefano, 31 gennaio 2016<\/p>\n<p>Tutti noi desideriamo essere terreno buono per la parola di Dio. La parola di Dio ci viene offerta, donata, e noi la vogliamo accogliere. La parola di Dio \u00e8 potente, ha creato il mondo, ha fatto e fa i santi; noi la vogliamo ospitare nel cuore.<\/p>\n<p>Il brano di Vangelo che abbiamo ora ascoltato, nella parte finale ci ha indicato le caratteristiche, le qualit\u00e0 necessarie per essere terreno buono per la parola di Dio. Ci ha detto: <em>\u201cIl seme caduto sul terreno buono sono coloro che, dopo aver ascoltato la parola con cuore integro e buono, la custodiscono e portano frutto con perseveranza\u201d<\/em>.<\/p>\n<p>Anzitutto, ci dice il Vangelo, occorre <em>\u2018ascoltare\u2019<\/em> la parola di Dio. Non basta \u2018udirla\u2019, occorre \u2018ascoltarla\u2019. Ascoltare implica attenzione, richiede impegno, domanda un sussulto di volont\u00e0. Per udire non occorre \u2018voler\u2019 udire; capita di udire tante cose, tante voci, tanti suoni, tanti rumori; alle volte anche contro volont\u00e0. Per ascoltare, invece, occorre \u2018voler\u2019 ascoltare. Tra l\u2019udire e l\u2019ascoltare corre la stessa differenza che corre tra il vedere e il guardare. Per vedere non occorre volont\u00e0, per guardare s\u00ec. Per udire non occorre volont\u00e0, per ascoltare s\u00ec. Davanti alla parola di Dio occorre mettere in movimento la volont\u00e0. Venendo a Messa veniamo volendo ascoltare la parola di Dio che ci verr\u00e0 offerta? Ci veniamo dicendoci: \u201cVoglio ascoltare e fare posto nel cuore a quanto le letture bibliche, a quanto l\u2019omelia, mi diranno?\u201d Da questo sussulto di volont\u00e0 e da questa disposizione interiore dipende molto del frutto della parola che ci viene donata.<\/p>\n<p>Occorre, poi, -ci ha detto il Vangelo- ascoltare la parola di Dio <em>\u201ccon cuore integro e buono\u201d<\/em>. Il testo greco del Vangelo usa un\u2019espressione particolare per dire \u201cintegro e buono\u201d, usa l\u2019espressione \u201ckal\u00f2s k\u00e0i agath\u00f2s\u201d ( \u03ba\u03b1\u03bb\u03bf\u0340\u03c2\u00a0 \u03ba\u03b1\u03b9\u02cb\u00a0 \u0343\u03b1\u03b3\u03b1\u03b8\u03cc\u03c2 ), che alla lettera vuol dire \u2018bello e buono\u2019, ed \u00e8 l\u2019espressione greca classica per indicare qualcosa di perfetto. Ci\u00f2 che \u00e8 \u2018kal\u00f2s k\u00e0i agath\u00f2s\u2019 \u00e8 perfetto, completo, non manca di nulla. \u2018Kal\u00f2s k\u00e0i agath\u00f2s\u2019, cio\u00e8 perfetto, deve essere il cuore che ascolta la parola di Dio. Il cuore \u00e8 perfetto quando \u00e8 vero; quando \u00e8 umile e riconosce il bisogno estremo che ha di Dio; quando si pone davanti alla parola di Dio con sete, senza difese e barriere, disposto e pronto a lasciarsi intercettare da Dio, colpire dalla parola, cambiare dalla parola che ascolta. E\u2019 importante che il cuore sia cos\u00ec: \u2018perfetto\u2019.<\/p>\n<p>E poi il Vangelo ci indica ancora due condizioni per essere terreno buono. Ci ha detto che la parola di Dio ascoltata va <em>\u201ccustodita\u201d<\/em>. Custodire la parola \u00e8 importante, \u00e8 essenziale, perch\u00e9 se la parola viene dimenticata non pu\u00f2 pi\u00f9 portare frutto; la parola porta frutto e agisce se, e finch\u00e9, viene ricordata, finch\u00e9 resta nella mente e nel cuore; la sua azione \u00e8 condizionata dalla custodia che ne facciamo. Qui si apre il capitolo del raccoglimento, del silenzio, del tempo della meditazione; del non lasciarsi sommergere dal lavoro, dagli impegni, dalle preoccupazioni o dai piaceri della vita, come ci ha detto il Vangelo. E\u2019 la sfida a non essere troppo \u2018Marta\u2019 e troppo poco \u2018Maria\u2019 (Lc 10,38-42).<\/p>\n<p>E, da ultimo, siamo terreno buono per la parola di Dio se ci impegniamo a farla fruttare con perseveranza. Con<em> \u201cperseveranza\u201d<\/em>, dice il Vangelo. Occorre essere perseveranti nello sforzo, nell\u2019impegno, nel permettere e nel favorire l\u2019azione della parola di Dio ascoltata. Non \u00e8 sufficiente l\u2019impegno di un momento, di qualche ora, di una giornata. La parola di Dio, che \u00e8 forte e potente in s\u00e9, ha bisogno del nostro continuo sforzo di collaborazione con essa; sforzo sempre ripreso e sempre di continuo rinnovato. Con perseveranza.<\/p>\n<p>Se metteremo in pratica le condizioni necessarie per essere terreno buono, la parola di Dio porter\u00e0 in noi frutti meravigliosi, e far\u00e0 di noi delle persone meravigliose, le persone meravigliose che la parola di Dio sa fare. Riascoltiamo: <em>\u201cIl seme caduto sul terreno buono sono coloro che, dopo aver<u> ascoltato<\/u> la parola con cuore<u> perfetto<\/u>, la <u>custodiscono<\/u> e portano frutto con<u> perseveranza<\/u>\u201d<\/em>.<\/p>\n<p><em>don Giovanni Unterberger<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(2 Cor 11,19-33; 12,1-9;\u00a0\u00a0\u00a0 Lc 8,4-15) Belluno, chiesa di s. 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