{"id":2739,"date":"2016-03-12T01:01:54","date_gmt":"2016-03-11T23:01:54","guid":{"rendered":"http:\/\/demamah.it\/?p=2739"},"modified":"2016-03-12T01:02:51","modified_gmt":"2016-03-11T23:02:51","slug":"la-pietas","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/demamah.it\/?p=2739","title":{"rendered":"La P\u00ecetas"},"content":{"rendered":"<p>La prima volta che sentii parlare di \u2018p\u00ecetas\u2019 fu a scuola negli anni delle Medie. Studiavamo l\u2019Iliade di Omero, poema che racconta in poesia la conquista di Troia da parte dei Greci. Un poema di guerra, fatto di combattimenti e di duelli, di rimbombare di armi, ma cosparso qua e l\u00e0 di gesti di \u2018p\u00ecetas\u2019. L\u2019insegnante era davvero bravo e tutto interessato a noi, alla nostra crescita e formazione umana. Ricordo che non si lasciava sfuggire episodio di \u2018p\u00ecetas\u2019 senza sottolinearlo e farcelo notare.<\/p>\n<p>Ci faceva notare la \u2018p\u00ecetas dei grandi guerrieri greci e troiani, uomini rudi, dal temperamento forte e bellicoso, armati fino ai denti, ma che in cuore avevano una grande devozione e rispetto per gli d\u00e8i. \u201cEcco vedete, ci diceva, una caratteristica propria della \u2018p\u00ecetas\u2019 \u00e8 il rispetto, la devozione e la sottomissione agli d\u00e8i. \u2018Pio\u2019 \u2013 continuava &#8211; \u00e8 l\u2019uomo che riconosce un \u2018Qualcuno\u2019 al di sopra di s\u00e9, un \u2018Qualcuno\u2019 da onorare, da rispettare, a cui sottomettersi e a cui obbedire. Voi siete \u2018pii\u2019? avete la \u2018p\u00ecetas\u2019 verso Dio?\u201d, ci chiedeva.<\/p>\n<p>Un episodio, poi, su cui si sofferm\u00f2 molto, commentandolo a lungo, fu la fuga di Enea da Troia in fiamme. I Greci erano riusciti a penetrare in citt\u00e0 grazie al famoso \u2018cavallo di Troia\u2019 e vi avevano appiccato il fuoco. La citt\u00e0 bruciava e non restava che mettersi in salvo fuggendo. Enea aveva un padre anziano e un figlio molto giovane; bisognava fare in fretta. Enea si caric\u00f2 il padre sulle spalle e prese per mano il figlioletto e fugg\u00ec da Troia mettendo in salvo se stesso e loro. L\u2019insegnante ci disse: \u201cEcco un\u2019altra caratteristica della \u2018p\u00ecetas\u2019: l\u2019amore ai genitori, l\u2019amore ai figli. Voi, amate i vostri genitori? Obbedite a loro? E i vostri genitori vi vogliono bene? Certamente vi vogliono bene!\u201d<\/p>\n<p>Ancor oggi ringrazio quel mio insegnante di sessant\u2019anni fa che, prendendo lo spunto da un poema non cristiano, mi educ\u00f2 alla \u2018p\u00ecetas\u2019, valore profondamente cristiano e, prima ancora, umano.<\/p>\n<p>Quanto bisogno c\u2019\u00e8 anche oggi della \u2018p\u00ecetas\u2019 verso Dio e della \u2018p\u00ecetas\u2019 all\u2019interno dei rapporti di famiglia! Come sarebbe diverso il mondo, se nel mondo ci fosse pi\u00f9 \u2018p\u00ecetas\u2019!<\/p>\n<p>In seguito, nei miei studi teologici, ebbi modo di approfondire \u2018il dono della piet\u00e0\u2019, uno dei sette doni dello Spirito Santo. Il dono della \u2018piet\u00e0\u2019 \u00e8 il dono che suscita e rafforza in noi la nostra relazione filiale nei confronti di Dio. <em>\u201cSiamo figli di Dio\u201d<\/em>, afferma san Paolo; possiamo chiamare Dio <em>\u2018abb\u00e0, pap\u00e0\u2019<\/em> (Rm 8,15-16). Non siamo orfani, abbiamo un Padre che si prende cura di noi. Abbiamo la grazia di avere Dio stesso come Padre!<\/p>\n<p>Si racconta di san Francesco: un giorno stava facendo strada da Assisi verso Perugia insieme ai suoi frati. I suoi frati scherzavano, ridevano, erano piuttosto dissipati. Francesco cerc\u00f2 di ovviare alla cosa invitandoli a recitare in silenzio il Padre nostro e a meditare su di esso. Dopo una mezz\u2019ora di silenzio e di raccoglimento i frati cominciarono a girare lo sguardo qua e l\u00e0 per la campagna, a dare calci ai sassi che incontravano sulla strada, ad ammiccare tra di loro: avevano terminato la loro meditazione. Francesco invece restava tutto silenzioso e assorto. Ad un certo punto i frati gli chiesero: \u201cFrancesco, non hai ancora terminato di meditare? A che punto del Padre nostro sei arrivato?\u201d E Francesco rispose: \u201cSono ancora alla parola \u2018Padre\u2019\u2026\u201d<\/p>\n<p>L\u2019avere Dio come padre \u00e8 una grazia grandissima; ci d\u00e0 serenit\u00e0 e fiducia, ci fa sentire in mani buone e amorevoli. Che cosa pu\u00f2 accaderci di vero male nelle mani del Padre? Nulla. Noi abbiamo bisogno del dono della \u2018piet\u00e0\u2019 che ci faccia sentire \u2018figli\u2019 e non servi, che ci riscatti dalla paura di Dio, che ci faccia certi che non saremo mai da lui dimenticati. Egli ha detto: <em>\u201cPu\u00f2 forse una donna dimenticarsi del suo bambino, cos\u00ec da non commuoversi per il figlio delle sue viscere? Anche se una donna se ne dimenticasse, io non ti dimenticher\u00f2 mai\u201d <\/em>(Is 49,15).<\/p>\n<p>Il dono della piet\u00e0, poi, ci aiuta a vivere da figli di Dio riconoscenti, obbedienti, che gli vogliono bene. Fonte del dono della piet\u00e0 \u00e8 lo Spirito Santo; a lui possiamo domandarlo.<\/p>\n<p>\u2018P\u00ecetas\u2019 umana, p\u00ecetas dell\u2019Iliade; \u2018piet\u00e0\u2019 soprannaturale, piet\u00e0 dello Spirito Santo. E\u2019 bello possedere tali ricchezze!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La prima volta che sentii parlare di \u2018p\u00ecetas\u2019 fu a scuola negli anni delle Medie. Studiavamo l\u2019Iliade di Omero, poema che racconta in poesia la conquista di Troia da parte dei Greci. 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