{"id":2991,"date":"2016-07-15T09:16:14","date_gmt":"2016-07-15T07:16:14","guid":{"rendered":"http:\/\/demamah.it\/?p=2991"},"modified":"2016-07-15T09:19:58","modified_gmt":"2016-07-15T07:19:58","slug":"16a-domenica-del-tempo-ordinario-forma-ordinaria","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/demamah.it\/?p=2991","title":{"rendered":"16a domenica del Tempo ordinario (forma ordinaria)"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"http:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/DMMH_omelia_16domenica_O_160716.pdf\" rel=\"attachment wp-att-2985\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-2985\" src=\"http:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/Immagine_Omelia_O_160716-300x152.jpg\" alt=\"Immagine_Omelia_O_160716\" width=\"300\" height=\"152\" srcset=\"https:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/Immagine_Omelia_O_160716-300x152.jpg 300w, https:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/Immagine_Omelia_O_160716-768x389.jpg 768w, https:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/Immagine_Omelia_O_160716.jpg 1000w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">clicca <a href=\"http:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/DMMH_omelia_16domenica_O_160716.pdf\">QUI<\/a> per scaricare l&#8217;omelia<\/p>\n<p>(Gn 18,1-10a;\u00a0 Col 1,243-28;\u00a0 Lc 10,38-42)<\/p>\n<p>Duomo di Belluno, sabato 16 luglio 2016<\/p>\n<p>Ges\u00f9 \u00e8 a Betania, in casa di Marta e Maria, le sorelle di Lazzaro. Era, questa, una famiglia di amici, in cui Ges\u00f9 era solito appoggiarsi durante il suo ministero in Giudea. A Maria non sembrava vero di avere il Maestro, una volta tanto, tutto per s\u00e9, di poter ascoltare in silenzio e con tutta l\u2019attenzione del cuore le parole di vita eterna che egli diceva anche nei momenti di riposo; cos\u00ec ella se ne stava accovacciata ai suoi piedi, come si usa fare ancor oggi in Oriente.<\/p>\n<p>Marta invece era tutta preoccupata di fare una buona accoglienza a Ges\u00f9, facendo pulizia, mettendo in ordine, preparando un buon pasto. Non \u00e8 difficile immaginare il suo tono un po\u2019 irritato nel dire a Ges\u00f9: <em>\u201cSignore, d\u00ec a mia sorella che mi aiuti\u201d<\/em>. Ma Ges\u00f9 a lei:<em> \u201cMarta, Marta, tu ti affanni e ti agiti per molte cose, ma di una cosa solo c\u2019\u00e8 bisogno. Maria ha scelto la parte migliore che non le sar\u00e0 tolta\u201d<\/em>.<\/p>\n<p>Ges\u00f9 dice anche a noi: \u201cAmico, tu ti affanni e ti agiti per molte cose, per cose che non sono sempre davvero importanti\u201d. E Ges\u00f9 ha ragione: siamo spesso delle \u2018Marte affaccendate\u2019, persone che corrono affannosamente dietro progetti, affari, occupazioni, impegni; e facciamo fatica a fermarci e a sostare. E\u2019 la vanit\u00e0 della nostra vita. Ges\u00f9 ammonisce: <em>\u201cChi di voi agitandosi pu\u00f2 aggiungere un centimetro alla propria statura o un minuto alla durata della propria vita?\u201d <\/em>(cfr Mt 6,27). Ges\u00f9 ci invita ad uscire da questa vanit\u00e0, e dalla dispersione; ci prospetta la conquista dell\u2019unica cosa necessaria, che nessuno mai potr\u00e0 toglierci.<\/p>\n<p>La cosa necessaria che nessuno mai potr\u00e0 toglierci \u00e8 quella che scelse Maria. Maria scelse di ascoltare Ges\u00f9. Scelse Ges\u00f9! E con Ges\u00f9 scelse tutto: il suo Regno, la sua volont\u00e0; scelse ci\u00f2 che resta per sempre, il tesoro nascosto che i ladri non possono rubare, n\u00e9 la tignola consumare (cfr Mt 6,20). E\u2019 Cristo questo tesoro.<em> \u201cCristo in noi, speranza della gloria\u201d<\/em>, ci ha detto san Paolo nella seconda Lettura. Cristo \u00e8 il tesoro che ci assicura la gloria, la vittoria finale sulla vanit\u00e0 e sulla morte.<\/p>\n<p>Che dire allora dello zelo e dell\u2019affaccendarsi di Marta? Ges\u00f9 non lo squalifica; lo corregge. Ges\u00f9 non rimprovera Marta per la sua volont\u00e0 di servizio, per il suo darsi da fare, ma corregge in Marta il suo lasciarsi travolgere dalle occupazioni, il suo affannarsi eccessivo, l\u2019eccessiva importanza che d\u00e0 alle cose esteriori e materiali e al proprio lavoro, fino a perdere il senso delle proporzioni e dei valori.<\/p>\n<p>Conoscendo Ges\u00f9, Marta avrebbe dovuto capire che a Ges\u00f9 faceva pi\u00f9 piacere avere il suo ascolto e la sua compagnia che non avere un lauto pranzo con molte portate. E, in fondo in fondo, Marta, senza accorgersene, finiva per cercare pi\u00f9 di fare bella figura con l\u2019ospite che di far contento l\u2019ospite; cercava insomma un po\u2019 se stessa. Da ci\u00f2 si ricava che il miglior modo di essere Marta \u00e8 di essere Maria! L\u2019attento ascolto della Parola di Dio, il tenere l\u2019occhio fisso su Ges\u00f9, l\u2019abitudine alla preghiera e alla riflessione, purifica l\u2019azione, impedisce di cercare se stessi anche quando si fa la carit\u00e0 ai fratelli, fa fare tutto con calma, che poi \u00e8 il sistema migliore per fare bene le cose e farne di pi\u00f9.<\/p>\n<p><em>\u201cMaria, seduta ai piedi del Signore, ascoltava la sua parola\u201d<\/em>. Ascoltava! Non solo con le orecchie, ma col cuore e con tutto il suo essere, essa dava ascolto a Ges\u00f9. Impariamo anche noi questo ascolto profondo, sicch\u00e9 la parola di Ges\u00f9 che sentiamo in chiesa o che leggiamo a casa, ci ritorni in mente al momento opportuno, quando siamo di fronte a una scelta da fare, a una tentazione da superare. Dobbiamo essere, per la parola di Dio, quel terreno buono di cui parla la parabola del seminatore.<\/p>\n<p>Allora, se saremo molto Maria, saremo in modo migliore e molto pi\u00f9 giusto e pi\u00f9 bello anche Marta, secondo la vocazione che ciascuno di noi ha ricevuto da Dio.<\/p>\n<p><em>don Giovanni Unterberger<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>clicca QUI per scaricare l&#8217;omelia (Gn 18,1-10a;\u00a0 Col 1,243-28;\u00a0 Lc 10,38-42) Duomo di Belluno, sabato 16 luglio 2016 Ges\u00f9 \u00e8 a Betania, in casa di Marta e Maria, le sorelle di Lazzaro. 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