{"id":2993,"date":"2016-07-15T09:19:40","date_gmt":"2016-07-15T07:19:40","guid":{"rendered":"http:\/\/demamah.it\/?p=2993"},"modified":"2016-07-15T09:19:40","modified_gmt":"2016-07-15T07:19:40","slug":"9a-domenica-dopo-pentecoste-forma-straordinaria","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/demamah.it\/?p=2993","title":{"rendered":"9a domenica dopo Pentecoste (forma straordinaria)"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"http:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/DMMH_omelia_9domenica_S_160717.pdf\" rel=\"attachment wp-att-2986\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-2986\" src=\"http:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/Immagine_Omelia_S_160717jpg-300x152.jpg\" alt=\"Immagine_Omelia_S_160717jpg\" width=\"300\" height=\"152\" srcset=\"https:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/Immagine_Omelia_S_160717jpg-300x152.jpg 300w, https:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/Immagine_Omelia_S_160717jpg-768x388.jpg 768w, https:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/Immagine_Omelia_S_160717jpg.jpg 1000w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">clicca <a href=\"http:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/DMMH_omelia_9domenica_S_160717.pdf\">QUI<\/a> per scaricare l&#8217;omelia<\/p>\n<p>(1 Cor 10,6-13;\u00a0\u00a0 Lc 19, 41-47)<\/p>\n<p>Belluno, chiesa di s. Stefano, 17 luglio 2016<\/p>\n<p>Colpisce e fa impressione il pianto di Ges\u00f9.\u00a0 Ges\u00f9 doveva essere un uomo forte; forte non solo fisicamente, forte anche moralmente, anche psicologicamente ed emotivamente. La sua natura umana era sana ed equilibrata. Fa quindi impressione e colpisce che un uomo perfettamente equilibrato, qual era Ges\u00f9. sia stato preso da una crisi di pianto, e sia scoppiato in lacrime oppresso da un dolore profondo.<\/p>\n<p>A farlo piangere fu il pensiero della fine tragica che avrebbe colpito Gerusalemme, la citt\u00e0 santa, la citt\u00e0 ricca di storia di Dio, bella e maestosa anche nei suoi palazzi e nelle sue strutture murarie. Di quella citt\u00e0 non sarebbe rimasto che pietra su pietra, un cumulo di macerie. E infatti quarant\u2019anni dopo, nell\u2019anno 70, l\u2019esercito di Roma rase al suolo Gerusalemme.<\/p>\n<p>Gerusalemme si era chiusa al Signore, non aveva riconosciuto il tempo della visita di Dio che in Ges\u00f9 le portava salvezza e futuro; Gerusalemme sarebbe perita in conseguenza delle proprie scelte sbagliate. Anche san Paolo nell\u2019epistola ci ha enumerato una serie di scelte sbagliate compiute dal popolo di Israele nel deserto, scelte che gli procurarono sofferenze, dolori e morte. <em>\u201cSi diedero all\u2019impudicizia, e ne morirono ventitremila in un solo giorno; si ribellarono a Dio, e caddero vittime dei serpenti; mormorarono contro il Signore, e caddero vittime dello sterminatore\u201d<\/em>.<\/p>\n<p>Dalle scelte che l\u2019uomo fa gli derivano precise conseguenze. Da scelte buone derivano conseguenze buone, da scelte cattive derivano conseguenze cattive. Quanto forse anche noi ci siamo dovuti rammaricare per scelte sbagliate compiute, e quanto forse possiamo ancora oggi gioire per decisioni buone prese! Dice il Signore nel libro del Deuteronomio:<em> \u201cDavanti a te, Israele, stanno la\u00a0 vita e il bene, la morte e il male. Cammina per le vie del Signore e osserva i suoi comandamenti, perch\u00e9 tu viva e ti moltiplichi; ma se il tuo cure si volge al male, di certo perirai\u201d<\/em> (Dt 30,15-18).<\/p>\n<p>E\u2019 un invito, quello che ci viene oggi dalla Parola di Dio, ad un grande senso di responsabilit\u00e0 circa il nostro agire. La scienza ci dice, bench\u00e9 a noi possa sembrare esagerato, che il battito d\u2019ali di una farfalla in Amazzonia pu\u00f2 provocare un ciclone nelle Azzorre. In effetti, quanto male, quanto rancore pu\u00f2 provocare, ad esempio, una parola dura, cattiva, di giudizio, pronunciata verso una persona. Alle volte persone non si parlano pi\u00f9 per decenni per una parola cattiva detta e pronunciata malamente.<\/p>\n<p>Nulla possiamo fare con superficialit\u00e0. E\u2019 necessaria piuttosto molta vigilanza su ci\u00f2 che diciamo, su ci\u00f2 che facciamo. Siamo tutti interdipendenti; il comportamento di ciascuno incide in bene o in male, oltre che su se stessi, anche sugli altri. Vale ancora il discorso del \u2018buon esempio\u2019 e del \u2018cattivo esempio\u2019, come si usava dire una volta. L\u2019individualismo e l\u2019autoreferenzialit\u00e0, a cui, se non facciamo attenzione, facilmente cediamo, rischiano di farci dimenticare la dimensione relazionale e sociale che, in quanto esseri umani, abbiamo.<\/p>\n<p>E\u2019 stato scritto che noi siamo \u2018i figli dei nostri atti\u2019, delle nostre scelte. E\u2019 proprio cos\u00ec. Con i nostri atti, con le scelte di ogni giorno, anche quelle piccole e minime a cui magari diamo poca importanza, noi ci costruiamo, ci diamo fisionomia e statura. E diamo fisionomia e volto, in parte almeno, anche alle persone con cui viviamo e con cui veniamo in contatto. Diamo volto alle relazioni, al mondo che ci circonda.<\/p>\n<p>Ges\u00f9 pianse sulle conseguenze dolorose delle scelte sbagliate di Gerusalemme; che egli possa gioire, e con lui noi,\u00a0 e tutti, sulle conseguenze buone e sane del nostro quotidiano vivere ed agire buono.<\/p>\n<p><em>don Giovanni Unterberger<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>clicca QUI per scaricare l&#8217;omelia (1 Cor 10,6-13;\u00a0\u00a0 Lc 19, 41-47) Belluno, chiesa di s. 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