{"id":3005,"date":"2016-07-18T23:24:18","date_gmt":"2016-07-18T21:24:18","guid":{"rendered":"http:\/\/demamah.it\/?p=3005"},"modified":"2016-07-18T23:24:18","modified_gmt":"2016-07-18T21:24:18","slug":"10a-domenica-dopo-pentecoste-forma-straordinaria","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/demamah.it\/?p=3005","title":{"rendered":"10a domenica dopo Pentecoste (forma straordinaria)"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"http:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/DMMH_omelia_10domenica_S_160724.pdf\" rel=\"attachment wp-att-2999\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-2999\" src=\"http:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/Immagine_Omelia_S_160724-300x152.jpg\" alt=\"Immagine_Omelia_S_160724\" width=\"300\" height=\"152\" srcset=\"https:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/Immagine_Omelia_S_160724-300x152.jpg 300w, https:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/Immagine_Omelia_S_160724-768x389.jpg 768w, https:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/Immagine_Omelia_S_160724.jpg 1000w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">clicca <a href=\"http:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/DMMH_omelia_10domenica_S_160724.pdf\">QUI<\/a> per scaricare l&#8217;omelia<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">\u00a0(1 Cor 12,2-11;\u00a0\u00a0 Lc 18, 9-14)<\/p>\n<p>Belluno, chiesa di s. Stefano, 24 luglio 2016<\/p>\n<p><em>\u201cHumilitas\u201d<\/em> fu il motto episcopale scelto da mons. Albino Luciani, quando nel 1958 fu eletto vescovo.\u00a0 A distanza di pochi giorni dalla consacrazione episcopale, il vescovo Luciani celebr\u00f2 una Messa solenne nella sua parrocchia natale di Canale d\u2019Agordo e ai fedeli suoi compaesani nell\u2019omelia disse: <em>\u201cNon so che cosa abbia pensato il Signore, che cosa abbia pensato il Papa, che cosa abbia pensato la divina Provvidenza di me. Sto pensando in questi giorni che con me il Signore attua il suo vecchio sistema: prende i piccoli dal fango della strada e li mette in alto, prende la gente dai campi, dalle reti del lago e ne fa degli apostoli. \u00c8 il suo vecchio sistema. Certe cose il Signore non le vuole scrivere n\u00e9 sul bronzo, n\u00e9 sul marmo, ma addirittura nella polvere, affinch\u00e9 se la scrittura resta non scompaginata, non dispersa dal vento, sia ben chiaro che tutto \u00e8 opera e tutto \u00e8 merito del solo Signore. Io sono il piccolo di una volta, io sono colui che viene dai campi, io sono la pura e povera polvere; su questa polvere il Signore ha scritto la dignit\u00e0 episcopale dell\u2019illustre diocesi di Vittorio Veneto. Se qualche cosa mai di buono salter\u00e0 fuori da tutto questo, sia ben chiaro fin da adesso: \u00e8 solo frutto della bont\u00e0, della grazia, della misericordia del Signore\u201d<\/em>.<\/p>\n<p>Quanto diverso il sentire di s\u00e9 del vescovo Luciani dal sentire di s\u00e9 del fariseo della parabola che abbiamo ora ascoltato! Il fariseo era soddisfatto di se stesso , pienamente soddisfatto; si sentiva a posto perch\u00e9 non aveva rubato, non era stato adultero, digiunava frequentemente, pagava le decime prescritte fino all\u2019ultimo centesimo\u2026 Che cosa poteva rimproverargli Dio? Non era egli forse pienamente in regola con lui? E invece quell\u2019uomo aveva un piccolo difetto; si fa per dire \u2018piccolo difetto\u2019, perch\u00e9 la superbia \u00e8 il pi\u00f9 grande difetto che ci sia: quel fariseo era superbo. Tanto che di lui Ges\u00f9 disse: <em>\u201cQuell\u2019uomo se ne torn\u00f2 a casa dal tempio non giustificato\u201d<\/em>, cio\u00e8 non in comunione con Dio. La superbia stacca da Dio, tiene lontani da Dio, tiene chiusi ai doni di Dio. Dice la Sacra Scrittura:<em> \u201cDio resiste ai superbi e d\u00e0 la sua grazia agli umili\u201d<\/em> (Gc 4,6). Dice ancora: <em>\u201cIl Signore guarda verso l\u2019umile, ma al superbo volge lo sguardo da lontano\u201d <\/em>(Sal 138,6). Dice ancora: <em>\u201cChi ha occhi altezzosi e cuore superbo Dio non lo pu\u00f2 sopportare\u201d<\/em> (Sal 101,5).<\/p>\n<p>Via alla comunione con Dio non \u00e8 la superbia, ma l\u2019umilt\u00e0. Il pubblicano era umile. S\u00ec, era peccatore, ma era umile, e fu giustificato. Egli se ne stava in fondo al tempio, con gli occhi bassi; neppure osava alzarli verso il Signore; si batteva il petto e diceva tutto compunto e confuso:<em> \u201cO Dio, abbi piet\u00e0 di me peccatore\u201d<\/em>. <em>\u201cIo vi dico<\/em> -disse Ges\u00f9- <em>questi torn\u00f2 a casa sua giustificato\u201d<\/em>. L\u2019umilt\u00e0 giustifica; la sincerit\u00e0 di cuore che riconosce i propri errori, e che non si erge a giudice del prossimo, come faceva il fariseo, giustifica, mette in comunione con Dio.<\/p>\n<p>Papa Luciani dedic\u00f2 la sua prima udienza generale del mercoled\u00ec alla virt\u00f9 dell\u2019umilt\u00e0, e disse: <em>\u201cVi raccomando <\/em><em>una virt\u00f9 tanto cara al Signore; egli ha detto: \u2018Imparate da me che sono mite e umile di cuore\u2019 <\/em>(Mt 11,29<em>)<\/em><em>. Io rischio di dire uno sproposito, ma lo dico: il Signore tanto ama l&#8217;umilt\u00e0 che, a volte, permette dei peccati gravi. Perch\u00e9? perch\u00e9 quelli che li hanno commessi, questi peccati, dopo, pentiti, restino umili. Non vien voglia di credersi dei mezzi santi, dei mezzi angeli, quando si sa di aver commesso delle mancanze gravi. Il Signore ha tanto raccomandato: siate umili. Anche se avete fatto delle grandi cose, dite: siamo servi inutili. Invece la tendenza, in noi tutti, \u00e8 piuttosto al contrario: mettersi in mostra. Bassi, bassi: \u00e8 la virt\u00f9 cristiana che riguarda noi stessi\u201d<\/em>.\u00a0Il mondo d\u2019oggi non ha forse estremo bisogno di umilt\u00e0? Quanti conflitti, quanti soprusi, quanti delitti, piccoli e grandi, a causa della superbia e dell\u2019 \u2018io\u2019 che vuole sovrastare, prevalere, dominare! Quanto mal stare anche tra di noi, alle volte, a causa dell\u2019orgoglio e della superbia\u2026<\/p>\n<p>Il Signore Ges\u00f9, il vero \u2018grande\u2019, fu infinitamente umile. San Paolo canta l\u2019umilt\u00e0 di Ges\u00f9 nel bellissimo inno della lettera ai Filippesi: <em>\u201cCristo Ges\u00f9, pur essendo nella condizione di Dio, non ritenne un privilegio l\u2019essere come Dio, ma svuot\u00f2 se stesso assumendo una condizione di servo, diventando simile agli uomini. Dall\u2019aspetto riconosciuto come uomo, umili\u00f2 se stesso facendosi obbediente fino alla morte, e a una morte di croce\u201d <\/em>(Fil 2,6-8). Ed esorta: <em>\u201cAbbiate in voi gli stessi sentimenti di Cristo Ges\u00f9\u201d<\/em> (v 5).<\/p>\n<p>In noi ci sono, e coesistono insieme, il fariseo e il pubblicano; possa prevalere il pubblicano e venire messo a morte il fariseo; possa prevalere e vincere l\u2019umilt\u00e0, ed essere sconfitta \u00a0sempre di pi\u00f9 la superbia e l\u2019orgogliosa affermazione di noi stessi.<\/p>\n<p><em>don Giovanni Unterberger<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>clicca QUI per scaricare l&#8217;omelia \u00a0(1 Cor 12,2-11;\u00a0\u00a0 Lc 18, 9-14) Belluno, chiesa di s. Stefano, 24 luglio 2016 \u201cHumilitas\u201d fu il motto episcopale scelto da mons. 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