{"id":3029,"date":"2016-08-03T00:46:33","date_gmt":"2016-08-02T22:46:33","guid":{"rendered":"http:\/\/demamah.it\/?p=3029"},"modified":"2016-08-03T00:46:33","modified_gmt":"2016-08-02T22:46:33","slug":"19a-domenica-del-tempo-ordinario-forma-ordinaria","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/demamah.it\/?p=3029","title":{"rendered":"19a domenica del Tempo ordinario (forma ordinaria)"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/DMMH_omelia_19domenica_O_160806.pdf\" rel=\"attachment wp-att-3027\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-3027 aligncenter\" src=\"http:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/Immagine_Omelia_O_160806-300x151.jpg\" alt=\"Immagine_Omelia_O_160806\" width=\"300\" height=\"151\" srcset=\"https:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/Immagine_Omelia_O_160806-300x151.jpg 300w, https:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/Immagine_Omelia_O_160806-768x388.jpg 768w, https:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/Immagine_Omelia_O_160806-1024x517.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">clicca <a href=\"http:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/DMMH_omelia_19domenica_O_160806.pdf\">QUI<\/a> per scaricare l&#8217;omelia<\/p>\n<p>Duomo di Belluno, sabato 6 agosto 2016<\/p>\n<p>Gli studiosi ci dicono che i Vangeli non furono scritti di getto. Ciascun evangelista, in particolare Matteo, Marco e Luca, si sono serviti, nel darci il loro Vangelo, di scritti precedenti; di racconti di miracoli, di detti di Ges\u00f9, di parabole che Ges\u00f9 aveva narrato, di fatti particolari della vita del Signore, che nelle prime comunit\u00e0 cristiane, a ridosso della Pasqua di risurrezione, si erano andati formando ed erano stati messi per iscritto. Gli evangelisti hanno attinto a questo grande deposito, e, sotto l\u2019ispirazione dello Spirito Santo, hanno organizzato ciascuno a proprio modo il materiale precedente, diventando dei \u2018redattori\u2019 pi\u00f9 che degli \u2018autori\u2019 del proprio Vangelo.<\/p>\n<p>Questo fa s\u00ec che nei Vangeli troviamo, ad esempio, una lunga serie di parabole riportate l\u2019una dopo l\u2019altra (si vedano le sette parabole del capitolo 13 del Vangelo di Matteo), parabole che Ges\u00f9 non raccont\u00f2 tutte di seguito, lo stesso giorno, ma che l\u2019evangelista riunisce insieme con intento didattico. Oppure troviamo la serie delle cinque controversie tra Ges\u00f9 e i farisei, al capitolo 2 del Vangelo di Marco, controversie che Ges\u00f9 sostenne in momenti diversi della sua vita pubblica, ma che Marco riunisce insieme, al fine di mostrare quanto Ges\u00f9 fosse osteggiato nel suo ministero.<\/p>\n<p>Cos\u00ec \u00e8 del brano evangelico che ci \u00e8 stato ora proclamato: esso riunisce insieme detti diversi di Ges\u00f9, pronunciati da lui in tempi differenti, ma riuniti insieme dall\u2019evangelista Luca. Per cui il brano non presenta una sua logica interna coerente, ma ci si presenta composito e con contenuti non ben legati tra di loro.<\/p>\n<p>Sono tre gli insegnamenti del Vangelo di oggi: un primo insegnamento \u00e8 l\u2019invito a non avere paura:<em> \u201cNon temere, piccolo gregge, perch\u00e9 al Padre vostro \u00e8 piaciuto dare a voi il Regno\u201d<\/em>. La paura e il timore ci assalgono, ci assalgono da molte parti e per molti motivi; per motivi interni a noi e per motivi esterni a noi. Ges\u00f9 ci invita a non temere, a non avere paura; ci rassicura, ci vuole infondere fiducia e speranza. Egli ci dice: \u2018Vi \u00e8 riservato il regno di Dio\u2019, cio\u00e8 vi \u00e8 riservata la sua salvezza. Il Signore si prender\u00e0 cura di voi, non vi lascer\u00e0 andare perduti, vi porter\u00e0 a buon fine. Non abbiate paura, sentitevi sicuri tra le sue braccia, al riparo da tempeste e uragani, custoditi pur in mezzo a prove, a tribolazioni e a dolori.<\/p>\n<p>Il secondo insegnamento \u00e8 un invito alla vigilanza: <em>\u201cSiate pronti, con le vesti strette ai fianchi e le lampade accese; siate simili a quelli che aspettano il loro padrone per aprirgli subito quando arriva e bussa\u201d<\/em>. Il Signore \u00e8 in visita. E\u2019 in visita continua, ogni giorno della nostra vita, fino alla visita ultima e definitiva, quella del giorno della nostra morte, quando il Signore ci incontrer\u00e0 per sempre. Occorre essere svegli, essere desti. Potrebbe succederci di essere addormentati per le visite del Signore; essere molto desti e svegli per la cose di quaggi\u00f9, immersi in esse e sommamente attenti alle cose terrene, e addormentati per le visite del Signore, incapaci di vederle, di riconoscerle, di accoglierle e di ospitarle nella mente e nel cuore. Sforziamoci e cerchiamo di pensare di pi\u00f9 al Signore nelle nostre giornate, cerchiamo di tenerlo di pi\u00f9 all&#8217;orizzonte del nostro vivere quotidiano. Per accogliere le sue visite.<\/p>\n<p>E il terzo insegnamento del brano evangelico \u00e8 un invito alla responsabilit\u00e0: <em>\u201cIl servo che, conoscendo la volont\u00e0 del padrone, non avr\u00e0 agito secondo la sua volont\u00e0, ricever\u00e0 molte percosse; quello invece che, non conoscendola, avr\u00e0 fatto cose meritevoli di percosse, ne ricever\u00e0 poche. A chiunque fu dato molto, molto sar\u00e0 chiesto\u201d<\/em>. Ges\u00f9 ci ricorda il dovere di corrispondere ai doni di Dio; ci ricorda che sulla nostra vita ci sar\u00e0 un giudizio; che non sar\u00e0 la stessa cosa aver corrisposto alle grazie di Dio o non avervi corrisposto per pigrizia o per cattiva volont\u00e0. Potremmo essere meritevoli di molte percosse. \u2018No\u2019 quindi ad una vita superficiale, mediocre, fiacca, vissuta in qualche modo; e invece \u2018s\u00ec\u2019 ad una vita generosa, impegnata, fatta di amore e di servizio, fatta di obbedienza alla volont\u00e0 del Signore.<\/p>\n<p>Ricco, molto ricco, questo brano di Vangelo che oggi la Liturgia ci propone. La grazia di Dio e la nostra buona volont\u00e0 ci aiutino a viverlo e a metterlo in pratica.<\/p>\n<p><em>don Giovanni Unterberger<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>clicca QUI per scaricare l&#8217;omelia Duomo di Belluno, sabato 6 agosto 2016 Gli studiosi ci dicono che i Vangeli non furono scritti di getto. 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