{"id":3031,"date":"2016-08-03T00:49:05","date_gmt":"2016-08-02T22:49:05","guid":{"rendered":"http:\/\/demamah.it\/?p=3031"},"modified":"2016-08-03T00:49:05","modified_gmt":"2016-08-02T22:49:05","slug":"12a-domenica-dopo-pentecoste-forma-straordinaria","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/demamah.it\/?p=3031","title":{"rendered":"12a domenica dopo Pentecoste (forma straordinaria)"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"http:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/DMMH_omelia_12domenica_S_160807.pdf\" rel=\"attachment wp-att-3028\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-3028\" src=\"http:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/Immagine_Omelia_S_160807-300x151.jpg\" alt=\"Immagine_Omelia_S_160807\" width=\"300\" height=\"151\" srcset=\"https:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/Immagine_Omelia_S_160807-300x151.jpg 300w, https:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/Immagine_Omelia_S_160807-768x388.jpg 768w, https:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/Immagine_Omelia_S_160807-1024x517.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">clicca <a href=\"http:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/DMMH_omelia_12domenica_S_160807.pdf\">QUI<\/a> per scaricare l&#8217;omelia<\/p>\n<p>Belluno, chiesa di s. Stefano, 7 agosto 2016<\/p>\n<p><em>\u201cUn samaritano, che era in viaggio, ne ebbe compassione e si prese cura di lui\u201d<\/em>. Fu generoso quel samaritano! Era in viaggio. Probabilmente prima di partire aveva programmato il viaggio entro un certo tempo, aveva calcolato di arrivare l\u00e0 dove era diretto nel dato giorno, alla data ora; e accett\u00f2 invece di arrivarvici dopo, in ritardo rispetto al programma prestabilito. Si ferm\u00f2 ai bordi della strada ove giaceva mezzo morto un uomo aggredito dai briganti, ed ebbe cura di lui.<\/p>\n<p>Il prendersi cura del fratello, della sorella, \u00e8 la grande cosa da fare, la grande opera di misericordia da compiere. Essere gli uni custodi degli altri. Papa Francesco impost\u00f2 l\u2019omelia della sua Messa di inizio pontificato proprio sul tema della custodia; disse: <em>\u201cCustodire vuol dire avere cura l\u2019uno dell\u2019altro, avere cura di tutti, di ogni persona, con amore, specialmente dei bambini, dei vecchi, di coloro che sono pi\u00f9 fragili e che spesso sono alla periferia del nostro cuore. Custodirsi reciprocamente: in famiglia i coniugi si custodiscono l\u2019un l\u2019altro, poi come genitori si prendono cura dei figli, e col tempo anche i figli diventano custodi dei genitori. Custodire \u00e8 vivere con sincerit\u00e0 le amicizie, che sono un reciproco custodirsi nella confidenza, nel rispetto e nel bene. In fondo, tutto \u00e8 affidato alla custodia dell\u2019uomo; tutto \u00e8 affidato alla cura dell\u2019uomo per l\u2019uomo\u201d<\/em>.<\/p>\n<p>Il papa continuava nella sua omelia: <em>\u201cOccorre custodirsi e avere cura gli uni degli altri con amore, con tenerezza. Anche con tenerezza, che non \u00e8 la virt\u00f9 del debole, anzi, al contrario, denota fortezza d\u2019animo e capacit\u00e0 di attenzione, di compassione, di vera apertura\u00a0all&#8217;altro, capacit\u00e0 di amore. No, non dobbiamo avere paura della bont\u00e0, della\u00a0tenerezza! Usiamoci tenerezza!\u201d <\/em><\/p>\n<p>Di certo possiamo immaginare che il buon samaritano abbia con tenerezza, con cura e delicatezza versato vino e olio sulle ferite dell\u2019uomo assalito dai briganti; e con cura e tenerezza abbia fasciato le sue piaghe, mentre con tenerezza gli avr\u00e0 parlato per confortarlo, per consolarlo, per incoraggiarlo e dargli speranza\u2026<\/p>\n<p>Avere cura gli uni degli altri impedisce di cadere nell\u2019indifferenza, nella chiusura in se stessi, nel proprio egoismo.<\/p>\n<p>Ancora: nell\u2019omelia della Messa di inizio pontificato papa Francesco esortava a un passo avanti chi lo ascoltava; disse:<em> \u201cMa per \u2018custodire\u2019 i fratelli dobbiamo avere cura di noi stessi. Ricordiamo che l\u2019odio, l\u2019invidia, la superbia sporcano la vita! Custodire allora vuol dire vigilare sui nostri sentimenti, sul nostro cuore, perch\u00e9 \u00e8 proprio da l\u00ec che escono le intenzioni buone e cattive, quelle che costruiscono e quelle che distruggono.\u201d<\/em><\/p>\n<p>E\u2019 quanto mai opportuno questo richiamo del papa: si \u00e8 custodi degli altri nella misura in cui si \u00e8 custodi di se stessi; si \u00e8 capaci di prendersi cura dei fratelli in proporzione che ci si prende cura della propria anima, del proprio cuore, dei propri sentimenti, del proprio mondo interiore; cio\u00e8 nella misura in cui si coltiva il proprio mondo interiore per renderlo buono, compassionevole, attento, tenero, generoso, pronto ad amare, a capire, ad ascoltare, ad aiutare.<\/p>\n<p>Il buon samaritano doveva aver avuto cura del proprio cuore, per essere stato capace di fermarsi accanto al ferito, perdere tempo per lui, ridimensionare il proprio programma di viaggio. Non era stato altrettanto coltivato il cuore del sacerdote e del levita, i quali, visto il malcapitato, passarono oltre, pur venendo dal tempio, dalla preghiera, dall\u2019incontro con Dio.<\/p>\n<p>L\u2019invito di Ges\u00f9, con la parabola del buon samaritano, \u00e8 dunque a prendersi cura del fratello, specialmente del fratello bisognoso. E per esserne capaci non dimentichiamo di prenderci cura do noi, del nostro cuore, perch\u00e9 sia buono.<\/p>\n<p><em>don Giovanni Unterberger<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>clicca QUI per scaricare l&#8217;omelia Belluno, chiesa di s. Stefano, 7 agosto 2016 \u201cUn samaritano, che era in viaggio, ne ebbe compassione e si prese cura di lui\u201d. Fu generoso quel samaritano! Era in viaggio. 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