{"id":3042,"date":"2016-08-12T10:00:59","date_gmt":"2016-08-12T08:00:59","guid":{"rendered":"http:\/\/demamah.it\/?p=3042"},"modified":"2016-08-12T10:00:59","modified_gmt":"2016-08-12T08:00:59","slug":"13a-domenica-dopo-pentecoste-forma-straordinaria","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/demamah.it\/?p=3042","title":{"rendered":"13a domenica dopo Pentecoste (forma straordinaria)"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"http:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/DMMH_omelia_13domenica_S_160814.pdf\" rel=\"attachment wp-att-3039\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-3039\" src=\"http:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/Immagine_Omelia_S_160814-300x152.jpg\" alt=\"Immagine_Omelia_S_160814\" width=\"300\" height=\"152\" srcset=\"https:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/Immagine_Omelia_S_160814-300x152.jpg 300w, https:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/Immagine_Omelia_S_160814-768x388.jpg 768w, https:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/Immagine_Omelia_S_160814.jpg 1000w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">clicca <a href=\"http:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/DMMH_omelia_13domenica_S_160814.pdf\">QUI<\/a> per scaricare l&#8217;omelia<\/p>\n<p>Gal 3,16-22;\u00a0\u00a0 Lc 17,11-19<\/p>\n<p>Belluno, chiesa di s. Stefano, 14 agosto 2016<\/p>\n<p>Ges\u00f9 era in viaggio verso Gerusalemme. Stava attraversando la Samaria, quando un gruppo di lebbrosi lo scorse e si mise a gridare: <em>\u201cGes\u00f9, maestro, abbi piet\u00e0 di noi!\u201d<\/em> Quei lebbrosi dovevano conoscere Ges\u00f9, o almeno dovevano averne sentito parlare in termini di un uomo capace di guarire, capace di compiere guarigioni prodigiose; e insieme di un uomo generoso, incline a commuoversi e ad intervenire l\u00e0 dove c\u2019era un problema, una sofferenza, un dolore.<\/p>\n<p>Quei lebbrosi non si sbagliavano: Ges\u00f9 era proprio una persona buona, sensibile, pronta a venire incontro all\u2019uomo bisognoso; e insieme era una persona capace di cambiare le situazioni dolorose degli uomini. Per cui quei lebbrosi si misero a gridare: <em>\u201cGes\u00f9, maestro, abbi piet\u00e0 di noi!\u201d<\/em><\/p>\n<p>La finale del racconto ci ha fatto sapere che uno dei lebbrosi, quello che, dopo essere stato guarito, torn\u00f2 a ringraziare Ges\u00f9, era un samaritano. Probabilmente erano samaritani anche gli altri nove, perch\u00e9 Ges\u00f9, in quel momento, si trovava ad attraversare la regione della Samaria. Tra i samaritani e gli altri ebrei non correva buon sangue; a Ges\u00f9 era capitato che in un precedente viaggio attraverso la Samaria in compagnia degli apostoli, gli abitanti di un villaggio non li avessero accolti, li avessero fortemente rifiutati ( cfr Lc 9,51-53); ma Ges\u00f9 non era tipo da lasciarsi condizionare dai modi con cui veniva trattato, e in quel\u2019occasione non si mise a chiedersi: \u201cQuesti lebbrosi sono galilei? sono giudei? sono samaritani?\u201d Egli li guar\u00ec indipendentemente da ci\u00f2 che erano, indipendentemente dalla loro caratterizzazione e appartenenza all\u2019uno o all\u2019altro ceppo di ebrei. Ges\u00f9 era simile al Padre celeste, <em>\u201cche fa sorgere il suo sole sopra i malvagi e sopra i buoni, e fa piovere sopra i giusti e sopra gli ingiusti\u201d <\/em>(Mt 5,45). Ges\u00f9 aveva il cuore aperto verso tutti.<\/p>\n<p>Siamo noi ad essere inclini e facili a fare distinzioni, a catalogare e ad etichettare le persone. Facilmente le classifichiamo in persone a modo o non a modo; in persone simpatiche o antipatiche; di valore o di poco valore; utili a noi o di nessuna utilit\u00e0. E la classifica la fissiamo in base al nostro \u2018io\u2019, al nostro egoismo, al nostro interesse, alla nostra sensibilit\u00e0. Per cui alcuni li accogliamo e altri li respingiamo. Non cos\u00ec faceva Ges\u00f9; e non cos\u00ec fa Dio. Dio ci considera tutti suoi figli, e verso tutti conserva un volto buono, un cuore aperto, mani pronte a donare.<\/p>\n<p>Il lebbroso samaritano che torn\u00f2 indietro a ringraziare Ges\u00f9 d\u2019averlo guarito aveva un cuore capace di riconoscenza. Certamente dovette sentirsi grato a Ges\u00f9 per averlo guarito (chiss\u00e0 da quanto tempo era ammalato); ma forse un secondo motivo si aggiunse a spingerlo a ringraziare Ges\u00f9: il fatto che a guarirlo non era stato un samaritano, ma un galileo, uno che non aveva particolari motivi per guarirlo; anzi, che aveva piuttosto motivi per non interessarsi di lui e per lasciarlo nella sua malattia. Quel lebbroso samaritano dovette avvertire una somma gratuit\u00e0 nell\u2019intervento di Ges\u00f9, una gratuit\u00e0 che lo commosse, gli tocc\u00f2 il cuore, e lo fece tornare a dire \u2018grazie\u2019.<\/p>\n<p>Se anche noi riusciremo a capire l\u2019assoluta ed estrema gratuit\u00e0 con cui siamo amati e graziati da Dio, avremo la capacit\u00e0 di ringraziare, di lodare e di amare molto il Signore; e diventeremo capaci di essere gratuiti verso tutti, capaci di non operare ingiuste distinzioni, classificazioni e catalogazioni nei riguardi dei fratelli, cose che sono il segno triste di un amore debole e di un cuore ancora malato.<\/p>\n<p><em>don Giovanni Unterberger<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>clicca QUI per scaricare l&#8217;omelia Gal 3,16-22;\u00a0\u00a0 Lc 17,11-19 Belluno, chiesa di s. Stefano, 14 agosto 2016 Ges\u00f9 era in viaggio verso Gerusalemme. 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