{"id":3125,"date":"2016-09-14T23:58:46","date_gmt":"2016-09-14T21:58:46","guid":{"rendered":"http:\/\/demamah.it\/?p=3125"},"modified":"2016-09-14T23:58:46","modified_gmt":"2016-09-14T21:58:46","slug":"25-domenica-del-tempo-ordinario-forma-ordinaria-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/demamah.it\/?p=3125","title":{"rendered":"25\u00b0 Domenica del Tempo ordinario (forma ordinaria)"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"http:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/DMMH_omelia_25domenica_O_160918.pdf\" rel=\"attachment wp-att-3120\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-3120\" src=\"http:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/Immagine_Omelia_O_160918-300x152.jpg\" alt=\"immagine_omelia_o_160918\" width=\"300\" height=\"152\" srcset=\"https:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/Immagine_Omelia_O_160918-300x152.jpg 300w, https:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/Immagine_Omelia_O_160918-768x388.jpg 768w, https:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/Immagine_Omelia_O_160918.jpg 1000w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">clicca <a href=\"http:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/DMMH_omelia_25domenica_O_160918.pdf\">QUI<\/a> per scaricare l&#8217;omelia<\/p>\n<p>Duomo di Belluno, 18 settembre 2016<\/p>\n<p>E\u2019 brutto prendere abbagli. E\u2019 pericoloso prendere abbagli. L\u2019amministratore disonesto della parabola che abbiamo ora ascoltato aveva preso un abbaglio: aveva pensato di poter amministrare a suo piacimento i beni del suo padrone; aveva pensato di poter sfruttare i clienti del suo padrone esigendo da loro pi\u00f9 del dovuto; si era lasciato abbagliare dalla ricchezza, dal denaro, da un ingiusto e facile guadagno. Ne erano rimasti abbagliati anche i ricchi possidenti in Israele al tempo del profeta Amos di cui ci ha detto la prima Lettura (si era intorno al 760 a.C.), i quali non desideravano se non di arricchire ancora di pi\u00f9, imbrogliando e alterando pesi e misure a danno della gente.<\/p>\n<p>La ricchezza abbaglia. Le creature spesso, se non stiamo accorti, abbagliano. Le creature sono belle; Dio le ha create sane e belle, dice la Sacra Scrittura; le ha create con dentro di esse un raggio della sua bellezza, del suo splendore, della sua gloria. E quella bellezza, quello splendore e quella gloria sono, nella mente di Dio, oltre che un regalo per noi che siamo fatti e abbiamo bisogno di bellezza, anche un invito e una scala a salire fino a lui, che \u00e8 la bellezza infinita, la bellezza senza confini, la fonte e la sorgente di ogni bellezza.<\/p>\n<p>San Francesco sapeva vedere le creature cos\u00ec, le sapeva vedere belle della bellezza di Dio; sapeva vedere in esse la stessa bellezza di Dio. E lodava il Signore: <em>\u201cLaudato si\u2019, mi\u2019 Signore, con tucte le tue creature, specialmente messer lo frate sole, lo quale iorna, et allumini noi per lui. Et ellu \u00e8 bello e radiante cum grande splendore: de te, Altissimo, porta significatione. Laudato si\u2019, mi\u2019 Signore, per sora luna e le stelle\u2026 per frate vento\u2026 per sor\u2019 acqua\u2026 per frate focu\u2026\u201d<\/em>. San Francesco nelle creature vedeva Dio, un\u2019orma\u00a0 e un segno di lui.<\/p>\n<p>Non cos\u00ec sant\u2019Agostino prima della conversione. Nel suo libro \u201cLe Confessioni\u201d egli scrive: <em>\u201cTardi ti amai, bellezza tanto antica e tanto nuova, tardi ti amai. Tu eri dentro di me e io ero fuori. L\u00e0 ti cercavo. Deforme, mi gettavo sulle belle forme delle tue creature. Eri con me ed io non ero con te. Mi tenevano lontano da te le tue creature, che neppure esisterebbero se non esistessero in te\u201d<\/em> (Le Confessioni, libro x,27).<\/p>\n<p>Ero \u2018deforme\u2019, dice di s\u00e9 sant\u2019Agostino. Ero deforme dentro nel cuore e, deforme, sbagliato dentro, avido e voglioso di possesso, di sfruttamento, di insano piacere da spremere dalle creature, mi gettavo malamente su di esse. Erano belle le tue creature, Signore, ma io ero deforme, e in esse non riuscivo a vedere la tua bellezza. La loro stessa bellezza mi teneva lontano da te, bellezza increata. <em>\u201cMa mi chiamasti, e il tuo grido sfond\u00f2 la mia sordit\u00e0; balenasti, e il tuo splendore dissip\u00f2 la mia cecit\u00e0; diffondesti la tua fragranza, e io respirai; ora anelo verso di te\u201d<\/em>.<\/p>\n<p>Abbiamo bisogno anche noi, come sant\u2019Agostino, di un aiuto dal Signore per anelare pienamente a lui, per non essere preda delle creature, catturati da esse. Ci \u00e8 tanto facile, per la nostra debolezza, fermarci a ci\u00f2 che si vede, a ci\u00f2 che si tocca, a ci\u00f2 che si gusta, mentre siamo fatti per una bellezza pi\u00f9 grande.<\/p>\n<p>I ricchi al tempo di Amos si lasciarono abbagliare dal desiderio di diventare sempre pi\u00f9 ricchi; l\u2019amministratore disonesto della parabola si lasci\u00f2 abbagliare dall\u2019occasione di impostare il proprio lavoro a proprio ingiusto interesse; il pericolo di lasciarci abbagliare da ci\u00f2 che pu\u00f2 portarci lontano da Dio \u00e8 sempre presente.<\/p>\n<p>Ci dia il Signore gli occhi di san Francesco, gli occhi di sant\u2019Agostino convertito; ci dia la sapienza del cuore e la limpidezza di sguardo che sa vedere Dio in tutte le sue creature.<em> \u201cBeati i puri di cuore: essi vedranno Dio\u201d<\/em> (Mt 5,8).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>don Giovanni Unterberger<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>clicca QUI per scaricare l&#8217;omelia Duomo di Belluno, 18 settembre 2016 E\u2019 brutto prendere abbagli. 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