{"id":3144,"date":"2016-09-23T12:45:29","date_gmt":"2016-09-23T10:45:29","guid":{"rendered":"http:\/\/demamah.it\/?p=3144"},"modified":"2016-09-23T12:54:02","modified_gmt":"2016-09-23T10:54:02","slug":"19-domenica-dopo-pentecoste-forma-straordinaria","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/demamah.it\/?p=3144","title":{"rendered":"19\u00b0 Domenica dopo Pentecoste (forma straordinaria)"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"http:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/DMMH_omelia_19domenica_S_160925.pdf\" rel=\"attachment wp-att-3139\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-3139\" src=\"http:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/Immagine_Omelia_S_160925-300x150.jpg\" alt=\"immagine_omelia_s_160925\" width=\"300\" height=\"150\" srcset=\"https:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/Immagine_Omelia_S_160925-300x150.jpg 300w, https:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/Immagine_Omelia_S_160925-768x385.jpg 768w, https:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/Immagine_Omelia_S_160925-1024x514.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">clicca <a href=\"http:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/DMMH_omelia_19domenica_S_160925.pdf\">QUI<\/a> per scaricare l&#8217;omelia<\/p>\n<p>Belluno, chiesa di s. Stefano, 25 settembre\u00a02015<\/p>\n<p>La parabola di Ges\u00f9 che abbiamo ora ascoltato mette in campo un re che ha preparato un ricco pranzo di nozze per il proprio figlio che si sposa. E mette in campo due serie di inviatati: una prima serie pi\u00f9 circoscritta e pi\u00f9 ristretta, pi\u00f9 qualificata; e una seconda serie pi\u00f9 ampia, pi\u00f9 generale e pi\u00f9 generica. Il re che ha preparato il pranzo di nozze per il figlio \u00e8 Dio; la prima serie di invitati sono il popolo di Israele, la seconda serie di invitati sono gli altri popoli.<\/p>\n<p>Infatti, in prima battuta, l\u2019invito a partecipare alla festa di nozze, cio\u00e8 ad entrare nel regno di Dio, Dio lo rivolse al popolo di Israele, il popolo in cui suo Figlio Ges\u00f9 si \u00e8 incarnato, il popolo che Dio si era particolarmente curato fin dall\u2019antichit\u00e0 e che sarebbe dovuto essere il primo ad accogliere il Messia, ad entrare nel dono offertogli tramite Ges\u00f9. E invece quel popolo aveva rifiutato l\u2019invito, aveva preferito le proprie cose, i propri interessi, ed era arrivato ad uccidere i servi che lo invitavano alle nozze; aveva ucciso i profeti. Avrebbe ucciso anche Ges\u00f9.<\/p>\n<p>L\u2019invito di Dio al banchetto di nozze, ad entrare nel Regno, non era per\u00f2 limitato ad Israele, era offerto anche ai pagani, ai non ebrei; segno della volont\u00e0 di Dio di rivolgersi a tutti, di chiamare tutti, di volere la salvezza di tutti. Il re della parabola disse ai servi <em>\u201c \u2018Andate ai crocicchi delle strade, e tutti quelli che troverete, chiamateli alle nozze\u2019. I servi andarono e radunarono tutti quelli che trovarono, cattivi e buoni, e la sala delle nozze si riemp\u00ec di commensali\u201d<\/em>.<\/p>\n<p>Tutti sono chiamati. Sono chiamati non solo i \u2018buoni\u2019, ma anche i \u2018cattivi\u2019. <em>\u201cNon sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori<\/em>, disse Ges\u00f9.<em> Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati\u201d <\/em>(Mt 9,12-13). Sono chiamati anche i \u2018cattivi\u2019!<\/p>\n<p>Quanti peccatori chiam\u00f2 Ges\u00f9! La Maddalena, Zaccheo, l\u2019adultera, il buon ladrone; e quanti peccatori chiam\u00f2 Dio lungo la storia! Il 24 settembre 2015 papa Francesco nel discorso che tenne all\u2019Assemblea plenaria del Congresso degli Stati Uniti, ricord\u00f2 una donna di quella nazione: Dorothy Day. Dorothy Day era nata a New York nel 1897. Da giovane fu giornalista di ispirazione marxista; si batt\u00e9 per una emancipazione senza limiti dei diritti della donna, per il libero amore, per il controllo indiscriminato delle nascite; abort\u00ec. Si convert\u00ec poi, nel 1927, al cattolicesimo, si fece oblata benedettina, e spese tutta la sua vita, fino al 1980 quando mor\u00ec, in una grande opera di giustizia sociale a favore dei pi\u00f9 deboli, dei pi\u00f9 poveri, dei pi\u00f9 dimenticati dalla societ\u00e0, seguendo in pieno i princ\u00ecpi della Dottrina sociale della Chiesa, e fondando una rivista e un Movimento a favore dei poveri presente oggi anche in Germania, nei Paesi Bassi, in Irlanda, in Svezia, in Messico, in Australia e in Nuova Zelanda. Nell\u2019anno 2000 \u00e8 stata aperta la sua causa di beatificazione. Dio chiama anche i \u2018cattivi\u2019, i peccatori, quelli che hanno sbagliato. Dio chiama anche noi.<\/p>\n<p>Occorre rivestire l\u2019abito nuziale. Il re della parabola, entrato nella sala del banchetto, che nel frattempo si era riempita, vide un uomo che non indossava l\u2019abito nuziale. Lo rimprover\u00f2, e disse ai servi: <em>\u201cLegatelo mani e piedi e gettatelo fuori nelle tenebre, l\u00e0 sar\u00e0 pianto e stridore di denti\u201d<\/em>. Occorre rivestire l\u2019abito di nozze, l\u2019abito che consente di partecipare al banchetto del Regno di Dio. L\u2019abito nuziale \u00e8 quello indicato da san Paolo nella prima Lettura che abbaiamo ascoltato: <em>\u201cRivestite l\u2019abito nuovo, creato secondo Dio nella giustizia e nella santit\u00e0 vera\u201d<\/em>; \u00e8 l\u2019abito che l\u2019apostolo in un\u2019altra sua lettera indica cos\u00ec:<em> \u201cRivestitevi del Signore Ges\u00f9\u201d <\/em>(Rm 13,14). Ges\u00f9 \u00e8 l\u2019abito da indossare; Ges\u00f9, le sue virt\u00f9, il suo pensiero, il suo stile di vita sono il vestito di cui rivestirci. Di cui rivestirci ogni giorno, di cui rivestirci ogni mattina, e da non smettere mai, neanche di notte!<\/p>\n<p>Solo rivestiti di Ges\u00f9 Cristo entreremo in paradiso; e il tempo che abbiamo nelle mani \u00e8 il tempo in cui lavorare alacremente per confezionarci questo vestito, per diventare come Ges\u00f9, per arrivare a ci\u00f2 che san Paolo indica come meta:<em> \u201cNon sono pi\u00f9 io che vivo, ma Cristo vive in me\u201d <\/em>(Gal 2,20).<\/p>\n<p><em>don Giovanni Unterberger<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>clicca QUI per scaricare l&#8217;omelia Belluno, chiesa di s. 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