{"id":3301,"date":"2016-12-10T08:42:18","date_gmt":"2016-12-10T06:42:18","guid":{"rendered":"http:\/\/demamah.it\/?p=3301"},"modified":"2016-12-10T08:42:18","modified_gmt":"2016-12-10T06:42:18","slug":"3a-domenica-di-avvento-forma-straordinaria","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/demamah.it\/?p=3301","title":{"rendered":"3a domenica di Avvento (forma straordinaria)"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/DMMH_omelia_3avvento_S_161211.pdf\" rel=\"attachment wp-att-3299\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-3299 aligncenter\" src=\"http:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/Immagine_Omelia_S_161211-300x152.jpg\" alt=\"immagine_omelia_s_161211\" width=\"300\" height=\"152\" srcset=\"https:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/Immagine_Omelia_S_161211-300x152.jpg 300w, https:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/Immagine_Omelia_S_161211-768x388.jpg 768w, https:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/Immagine_Omelia_S_161211.jpg 1000w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">clicca <a href=\"http:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/DMMH_omelia_3avvento_S_161211.pdf\">QUI<\/a> per scaricare l&#8217;omelia<\/p>\n<p>(Fil 4,4-7; Gv 1,19-28)<\/p>\n<p>Belluno, chiesa di S. Stefano, 11 dicembre 2016<\/p>\n<p>Regolarmente, due volte all\u2019anno, la Chiesa, in due liturgie domenicali, esorta esplicitamente i fedeli alla gioia: nella terza domenica d\u2019Avvento, e nella quarta domenica di Quaresima; le due domeniche dette \u2018Gaudete\u2019 e \u2018Laetare\u2019, dalle prime parole dell\u2019Introito. Oggi ci viene detto:<em> \u201cRallegratevi nel Signore sempre,; ve lo ripeto ancora, rallegratevi\u201d <\/em>(Fil 4,4). La Chiesa sente il bisogno di invitare alla gioia perch\u00e9 sa quanto sia difficile per l\u2019uomo essere gioioso.<\/p>\n<p>Il Vangelo di oggi ci presenta Giovanni Battista nel deserto. Il Battista viveva nel deserto, da solo, in un regime di austerit\u00e0. Sar\u00e0 stato gioioso, felice, Giovanni Battista? Il Vangelo non lo dice, ma possiamo pensare che Giovanni Battista non fosse triste, abbattuto e sconsolato; se fosse stato triste, abbattuto e sconsolato, Giovanni Battista non avrebbe resistito a rimanere nel deserto e a perseverare in quella condizione dura di vita. Doveva essere sereno e, in fondo al cuore, gioioso.<\/p>\n<p>Giovanni Battista cercava il Signore.<em> \u201cGioisca il cuore di chi cerca il Signore\u201d<\/em>, dice un salmo (Sal 105,3); e un altro salmo dice: <em>\u201cGioia e allegrezza grande per quelli che ti cercano, Signore\u201d <\/em>(Sal 70,5); e un terzo salmo dice:<em> \u201cGuardate a lui e sarete raggianti\u201d <\/em>(Sal 34,6).<\/p>\n<p>Cercare il Signore \u00e8 sinonimo di gioia, per la Sacra Scrittura. La Sacra Scrittura ci dice: \u201cVuoi essere gioioso? Cerca il Signore. Lui ti far\u00e0 contento. Avrai fatiche e prove da sopportare, avrai dolori e sofferenze da affrontare, ma Lui ti salver\u00e0, ti protegger\u00e0, custodir\u00e0 la gioia nel tuo cuore\u201d.<\/p>\n<p>Gli ebrei nel deserto erano morsi dai serpenti, ma se guardavano con fede al serpente di bronzo che Mos\u00e8 aveva issato su di un palo, venivano guariti (Num 21,4-9). L\u2019evangelista Giovanni, rifacendosi a quell\u2019episodio, dir\u00e0: \u201cNoi troviamo la salvezza guardando a Ges\u00f9 issato sul palo, a Ges\u00f9 innalzato sulla croce\u201d (cfr Gv 3,14-15).<\/p>\n<p>Tutti noi siamo morsi da un\u2019infinit\u00e0 di piccoli serpenti ogni giorno: fastidi, disturbi, contrattempi, incomprensioni, offese\u2026 Questi piccoli serpenti, e alle volte grandi serpenti, vorrebbero toglierci la gioia, vorrebbero avvelenarci e farci cadere avviliti nella tristezza. Il d\u00e8mone della tristezza \u00e8 tanto brutto! Scoraggia, toglie le forze, fa crescere dentro la rabbia. Ma se noi guardiamo al Signore e cerchiamo lui, veniamo guariti da ogni morso di serpente; verremo, s\u00ec, morsi, e ne sentiremo il dolore, ma non ne resteremo avvelenati; i serpenti non ci avveleneranno; e noi non diventeremo, a nostra volta, velenosi per altri. Riusciremo a conservare la gioia.<\/p>\n<p>Ce la conserver\u00e0 il Signore. Ges\u00f9 ha detto: <em>\u201cLa mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena\u201d<\/em> (Gv 15,11);<em> \u201cnessuno vi potr\u00e0 togliere la gioia\u201d<\/em> (Gv 16,22). Se guarderemo a Ges\u00f9; se lo desidereremo; se cercheremo il suo sguardo; se cercheremo di fare la sua volont\u00e0; se la sua compagnia sar\u00e0 ci\u00f2 a cui aneliamo, egli ci si conceder\u00e0; egli ci si render\u00e0 presente e ci far\u00e0 felici; pur rimanendo noi nel deserto della nostra vita. Con Ges\u00f9 si \u00e8 contenti.<\/p>\n<p>Dice il salmo: <em>\u201cIo pongo sempre innanzi a me il Signore; di questo gioisce il mio cuore, esulta la mia anima; gioia piena nella sua presenza, dolcezza senza fine alla sua destra\u201d <\/em>(Sal 16,8-11). Con la presenza di Ges\u00f9 nella nostra vita porteremo un po\u2019 di gioia nel mondo. C\u2019\u00e8 tanta gente nel mondo che non ha gioia; la cerca e non la sa trovare. Porteremo alla gente la gioia del Signore.<\/p>\n<p><em>don Giovanni Unterberger<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>clicca QUI per scaricare l&#8217;omelia (Fil 4,4-7; Gv 1,19-28) Belluno, chiesa di S. 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