{"id":5499,"date":"2020-07-04T08:04:10","date_gmt":"2020-07-04T06:04:10","guid":{"rendered":"http:\/\/demamah.it\/?p=5499"},"modified":"2020-07-04T08:04:10","modified_gmt":"2020-07-04T06:04:10","slug":"5-domenica-dopo-pentecoste-forma-straordinaria","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/demamah.it\/?p=5499","title":{"rendered":"5^ domenica dopo Pentecoste (forma straordinaria)"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image\"><a href=\"http:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/DMMH_S_5dopoPentecoste2020.pdf\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"1024\" height=\"750\" src=\"http:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/William-Blake-The-Good-ed-Evil-Angels-1795-1805-circa-1024x750.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-5493\" srcset=\"https:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/William-Blake-The-Good-ed-Evil-Angels-1795-1805-circa-1024x750.jpg 1024w, https:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/William-Blake-The-Good-ed-Evil-Angels-1795-1805-circa-300x220.jpg 300w, https:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/William-Blake-The-Good-ed-Evil-Angels-1795-1805-circa-768x563.jpg 768w, https:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/William-Blake-The-Good-ed-Evil-Angels-1795-1805-circa.jpg 1536w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><figcaption><em>William Blake &#8211; The Good ed Evil Angels &#8211; 1795-1805 circa<\/em><\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p style=\"text-align:center\">clicca <a href=\"http:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/DMMH_S_5dopoPentecoste2020.pdf\">QUI<\/a> per scaricare l&#8217;omelia<\/p>\n\n\n\n<p style=\"text-align:center\">(1Pt 3,8-15;&nbsp;&nbsp; Mt 5,20-24)<\/p>\n\n\n\n<p style=\"text-align:right\">Belluno, chiesa di s.\nPietro, 5 luglio 2020<\/p>\n\n\n\n<p>Il Vangelo ci\nchiama ad una carit\u00e0 alta: a non adirarci con il fratello, a non lasciarci\nsfuggire di bocca nessuna parola ingiuriosa, offensiva; e anche l\u2019apostolo\nPietro ci ha invitati alla carit\u00e0: <em>\u201cSiate\npartecipi delle gioie e dei dolori gli uni degli altri. Non rendete male per\nmale, n\u00e9 ingiuria per ingiuria, ma, al contrario, rispondete benedicendo\u201d<\/em>.\nDi inviti alla carit\u00e0 abbiamo continuo bisogno, perch\u00e9 \u00e8 cos\u00ec facile mancare a\nquesta virt\u00f9, regina delle virt\u00f9!<\/p>\n\n\n\n<p>Ma in questa\nmeditazione vogliamo soffermarci su una frase dell\u2019apostolo Pietro tanto bella\ne tanto liberante: <em>\u201cChi potr\u00e0 farvi del\nmale, se sarete assidui nel bene?\u201d<\/em> Di male possiamo riceverne molto: torti,\noffese, incomprensioni, cattiverie, ingiustizie, calunnie, tradimenti\u2026; eppure\nl\u2019apostolo afferma che tutto ci\u00f2 potrebbe non farci del male. Evidentemente non\npu\u00f2 intenderlo nel senso che queste cose non ci farebbero soffrire, non ci farebbero\n\u2018sentir male\u2019 (non sarebbe possibile), ma egli afferma che esse possono non\n\u2018farci\u2019 del male. In che senso, e perch\u00e9?<\/p>\n\n\n\n<p>Tutto sta nel\ncapire e nel comprendere quale sia il vero male. Vero male dell\u2019uomo non \u00e8\ntout-court ci\u00f2 che ci fa soffrire; ci pu\u00f2 essere qualcosa che ci fa soffrire e\nche nostro vero male non sia, e che anzi, addirittura, sia per noi un bene.\nL\u2019esperienza ce lo dice. Vero male per l\u2019uomo \u00e8 allontanarsi da Dio, vivere\nsenza di lui, dimenticarlo, impostare la vita su principi e progetti propri e\nnon sull\u2019osservanza dei suoi comandamenti: questo \u00e8 il male, che ci porta alla\nrovina.<\/p>\n\n\n\n<p>Ora, se una\npersona vive bene, cerca il bene, vive unita a Dio, si sforza di fare in tutto\nla sua santa volont\u00e0, questa persona \u00e8 al riparo dal male, dal vero male;\nnessuno pu\u00f2 farle vero male; potr\u00e0 farla soffrire, ma non \u2018farle vero male\u2019.\nInfatti Pietro dice: <em>\u201cChi vi potr\u00e0 fare\ndel male, se sarete assidui nel bene?\u201d<\/em> Questa visione delle cose \u00e8\nestremamente liberante, ci mette al riparo da tutto. Nessuna offesa, nessun\ntorto, nessuna azione cattiva contro di noi pu\u00f2 rovinare il nostro cammino con\nDio, la nostra ricerca del bene, il nostro destino eterno, cio\u00e8 il nostro vero\nbene. \u201cPoco importa, poco importa\u2026\u201d pu\u00f2 dire il credente che vive in Dio, di\ntutto ci\u00f2 che, pur doloroso, non lo distoglie dal Signore.<\/p>\n\n\n\n<p>E\u2019\nstraordinario quanto san Giovanni Crisostomo (349-407),\nvescovo di Costantinopoli esiliato due volte e morto lontano dalla sua sede,\nsulle rive del Mar Nero, disse in un\u2019omelia: \u201cMolti marosi e minacciose\ntempeste ci sovrastano, ma non abbiamo paura di essere sommersi, perch\u00e9 siamo\nfondati sulla roccia. Infuri pure il mare, non pu\u00f2 sgretolare la roccia, che \u00e8\nCristo. Cosa dovremmo temere? La morte? \u2018Per me il vivere \u00e8 Cristo e il morire\nun guadagno\u201d (Fil 1,21). Allora l\u2019esilio?\n\u2018Del Signore \u00e8 la terra e quanto contiene\u2019 (Sal\n24,1). La confisca dei beni? \u2018Non abbiamo portato nulla in questo mondo\ne nulla possiamo portarne via\u2019 (1Tm 6,7).\nDisprezzo le potenze di questo mondo e i suoi beni mi fanno ridere.&nbsp; Cristo \u00e8 con me, di chi avr\u00f2 paura? Anche se\nsi alzano contro di me i cavalloni di tutti i mari o il furore dei principi,\ntutto questo per me vale meno di semplici ragnatele. Il Signore \u00e8 la mia torre,\nla pietra inamovibile, il bastone del mio sicuro appoggio\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>San Giovanni\nCrisostomo si sentiva sicuro da tutto, perch\u00e9 fondato su Cristo e in comunione\ncon lui. Nulla poteva fargli vero male, perch\u00e9 nulla insidiava il suo rapporto\ncol Signore. Possa anche la nostra vita essere cos\u00ec radicata in Dio, e la nostra\namicizia con lui venire a tal punto coltivata, da non essere scalfita e\nrovinata da niente e da nessuno.<\/p>\n\n\n\n<p style=\"text-align:right\"><em>don Giovanni\nUnterberger<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>clicca QUI per scaricare l&#8217;omelia (1Pt 3,8-15;&nbsp;&nbsp; Mt 5,20-24) Belluno, chiesa di s. 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