{"id":5616,"date":"2020-08-29T18:18:51","date_gmt":"2020-08-29T16:18:51","guid":{"rendered":"http:\/\/demamah.it\/?p=5616"},"modified":"2020-08-29T18:18:51","modified_gmt":"2020-08-29T16:18:51","slug":"13-domenica-dopo-pentecoste-forma-straordinaria-3","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/demamah.it\/?p=5616","title":{"rendered":"13^ domenica dopo Pentecoste (forma straordinaria)"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image\"><a href=\"http:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/DMMH_S_13dopoPentecoste_2020.pdf\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"1000\" height=\"627\" src=\"http:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/Sandro-Botticelli-Purificazione-di-un-lebbroso-1481-82.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-5610\" srcset=\"https:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/Sandro-Botticelli-Purificazione-di-un-lebbroso-1481-82.jpg 1000w, https:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/Sandro-Botticelli-Purificazione-di-un-lebbroso-1481-82-300x188.jpg 300w, https:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/Sandro-Botticelli-Purificazione-di-un-lebbroso-1481-82-768x482.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 1000px) 100vw, 1000px\" \/><\/a><figcaption><em>Sandro Botticelli &#8211; Purificazione di un lebbroso &#8211; 1481-82<\/em><\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p style=\"text-align:center\">clicca <a href=\"http:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/DMMH_S_13dopoPentecoste_2020.pdf\">QUI<\/a> per scaricare l&#8217;omelia<\/p>\n\n\n\n<p style=\"text-align:center\">(Gal 3,16-22;&nbsp;&nbsp; Lc 17,11-19)<\/p>\n\n\n\n<p style=\"text-align:right\">Belluno, chiesa di s.\nPietro, 30 agosto 2020<\/p>\n\n\n\n<p>Il regime del\n\u2018dovuto\u2019 tiene le cose dentro un meccanismo ristretto e fisso; \u2018io ti do quello\nche ti devo, tu mi dai quello che mi devi\u2019: le cose sono a posto, ma il\nrapporto resta freddo, arido, privo di freschezza e di vita. Non fu di questo\ntipo il rapporto tra Ges\u00f9 e i dieci lebbrosi; la guarigione non era loro\ndovuta, fu pura gratuit\u00e0. Quei malati, istantaneamente guariti, non poterono\nnon avvertirla, e tale gratuit\u00e0 non pot\u00e9 non generare in essi stupore. Il\n\u2018dovuto\u2019 non stupisce, il \u2018gratuito\u2019 meraviglia.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019uomo \u00e8\nimmerso nel gratuito, in un gratuito infinito, gratuito che lo precede e lo\naccompagna. Lo precede: \u00e8 gratuito il nostro essere venuti al mondo; che cosa\nabbiamo fatto noi per esserci, per nascere? nulla. Non c\u2019eravamo, e a un certo\nmomento siamo apparsi su questa terra. E dal gratuito siamo continuamente\naccompagnati: quale diritto abbiamo a continuare ad esistere, a vivere? Non \u00e8\ngratuit\u00e0 aprire ogni mattina gli occhi, respirare, vedere il sole, la luce, le\nmeraviglie del creato, godere della presenza dei nostri cari? E\u2019 gratuit\u00e0!\nChesterton, lo scrittore umorista inglese, scrisse: <em>\u201cI bambini il giorno della befana gioiscono meravigliati nel trovare la\ncalza piena di doni, e noi non dovremmo gioire meravigliati nel poter al\nmattino infilare nelle calze le nostre gambe?\u201d<\/em> E sentenzia:<em> \u201cIl mondo non languir\u00e0 per mancanza di\nmeraviglie, ma per mancanza di meraviglia\u201d<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma com\u2019\u00e8 che\nsiamo cos\u00ec poco stupiti? che diamo per scontate anche le cose pi\u00f9 grandi, pi\u00f9\nvere e pi\u00f9 belle? Guardiamo i bambini piccoli: sono occhi spalancati sulla\nrealt\u00e0, sono tutto occhi; per loro tutto \u00e8 nuovo, tutto \u00e8 da vedere, tutto da\nguardare! E noi, per il fatto che abbiamo gi\u00e0 visto, non avremmo pi\u00f9 nulla da\n\u2018vedere\u2019? Ricuperiamo la dimensione dello stupore! Entreremo allora nelle\nregioni della verit\u00e0, perch\u00e9 \u00e8 essere nella verit\u00e0, stupirsi; ed entreremo\nnelle regioni della gioia, perch\u00e9 d\u00e0 gioia l\u2019esperienza del gratuito.<\/p>\n\n\n\n<p>I dieci\nlebbrosi si sentirono graziati, ma uno solo fece il passo successivo, il passo\nche lo stupore chiede ed esige: il ringraziare. Uno solo torn\u00f2 a ringraziare\nGes\u00f9. Il percepire un dono deve spingere a dire \u2018grazie\u2019. E\u2019 immenso il nostro\ndebito di riconoscenza nei confronti di Dio! Gi\u00e0 nell\u2019ordine della creazione,\ncome ricordato, e ancor pi\u00f9 nell\u2019ordine della redenzione. Non d\u00e0 forse le\nvertigini, il dono di un Dio nato in una stalla? di un Dio morto su di una\ncroce tra due malfattori considerato malfattore egli stesso? Non d\u00e0 le\nvertigini, il dono di un amore paziente -il suo- al punto che sempre ci\nriaccoglie dopo ogni nostro errore e peccato, e mai ci rifiuta, ma ci allontana\ne ci manda via, ma sempre ci riabbraccia e ci rimette in cammino? E\u2019 dono di\nvertigini che la nostra morte sia vinta, e che il Signore, dopo la morte ci\nfaccia risorgere\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>Ges\u00f9 grad\u00ec\ngrandemente la riconoscenza del lebbroso tornato a ringraziare, ed ebbe parole\ndi rimprovero per gli altri nove. Il ringraziare, poi, apre a ricevere\nulteriori doni; il lebbroso tornato ricevette, oltre alla guarigione fisica,\nanche una salvezza pi\u00f9 profonda: <em>\u201cVa\u2019<\/em>\n-gli disse Ges\u00f9- <em>la tua fede ti ha\nsalvato\u201d<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p style=\"text-align:right\"><em>don Giovanni Unterberger<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>clicca QUI per scaricare l&#8217;omelia (Gal 3,16-22;&nbsp;&nbsp; Lc 17,11-19) Belluno, chiesa di s. 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