{"id":6048,"date":"2021-04-01T22:23:32","date_gmt":"2021-04-01T20:23:32","guid":{"rendered":"http:\/\/demamah.it\/?p=6048"},"modified":"2021-04-01T22:23:51","modified_gmt":"2021-04-01T20:23:51","slug":"venerdi-santo-5","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/demamah.it\/?p=6048","title":{"rendered":"Venerd\u00ec Santo"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image\"><a href=\"http:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/DMMH_Venerd\u00ec-Santo.pdf\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"1024\" height=\"815\" src=\"http:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/Vincent-van-Gogh-Gli-ulivi-1889-1024x815.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-6042\" srcset=\"https:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/Vincent-van-Gogh-Gli-ulivi-1889-1024x815.jpg 1024w, https:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/Vincent-van-Gogh-Gli-ulivi-1889-300x239.jpg 300w, https:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/Vincent-van-Gogh-Gli-ulivi-1889-768x611.jpg 768w, https:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/Vincent-van-Gogh-Gli-ulivi-1889.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><figcaption><em>Vincent van Gogh &#8211; Gli ulivi &#8211; 1889<\/em><\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p style=\"text-align:center\">clicca <a href=\"http:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/Vincent-van-Gogh-Gli-ulivi-1889.jpg\">QUI<\/a> per scaricare l&#8217;omelia<\/p>\n\n\n\n<p style=\"text-align:center\">(Gv 18,1 _ 19,42)<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Forse avete notato il particolare\ncon cui l\u2019evangelista Giovanni ha concluso il suo racconto della Passione. Ha\ndetto che Ges\u00f9 fu sepolto in un giardino. In un giardino fu deposto colui che\nera stato obbediente a Dio, obbediente sempre, obbediente in tutto, obbediente\nfino alla morte, e alla morte di croce.<\/p>\n\n\n\n<p>Questo\ngiardino ci ricorda un altro giardino, quello dell\u2019Eden, il giardino degli\ninizi, in cui furono posti Adamo ed Eva, i nostri progenitori. In quel giardino\nessi peccarono, disobbedirono a Dio, e procurarono morte per s\u00e9 e per tutto il\ngenere umano. Quello fu il giorno della disobbedienza; il giardino invece in\ncui fu sepolto Ges\u00f9 fu il giardino dell\u2019obbedienza. L\u00ec egli disse il suo \u201cs\u00ec\u201d\nal Padre, e procur\u00f2 vita e salvezza a tutti noi.<\/p>\n\n\n\n<p>Quante volte\nnoi siamo stati nel giardino della disobbedienza! Quante volte abbiamo fatto la\nnostra volont\u00e0, anche quando era sbagliata, anche quando era cattiva, e non\nabbiamo fatto la volont\u00e0 di Dio, che ci avrebbe fatto crescere come creature\nbuone, virtuose e sante!<\/p>\n\n\n\n<p>Ma il giardino\ndella disobbedienza, della nostra disobbedienza, \u00e8 stato risanato dal giardino\ndi Cristo e dall\u2019obbedienza di Cristo. Gli cost\u00f2 molto quel risanamento; gli\ncost\u00f2 la vita; fu dolore grandissimo per lui il trasformare il giardino del\nmale nel giardino del bene. Ma egli lo fece! Per amore.<\/p>\n\n\n\n<p>Un omileta dei\nprimi secoli ebbe a scrivere queste toccanti parole, immaginandole uscite dalle\nlabbra di Cristo in croce: \u201c<em>Per te, che\nhai peccato in un giardino, io sono stato tradito e sepolto in un giardino.\nGuarda sulla mia faccia gli sputi che io ricevetti per te, per poterti\nrestituire al primo soffio vitale. Guarda sulle mie guance gli schiaffi\nsopportati per rifare a mia immagine la tua bellezza perduta. Guarda sul mio\ndorso la flagellazione subita per liberare le tue spalle dal peso dei tuoi\npeccati. Guarda le mie mani inchiodate al legno per te, che un tempo avevi\nmalamente allungato la tua mano all\u2019albero proibito. Morii sulla croce e la\nlancia penetr\u00f2 nel mio costato, perch\u00e9 il mio cuore fosse aperto per te, che mi\navevi trafitto. Il mio sonno nella morte ti liberer\u00e0 dal sonno dell\u2019inferno. La\nmia lancia trattenne la lancia che si era rivolta contro di te. Sorgi; il\nnemico, Satana, ti fece uscire dalla terra del paradiso; io invece non ti\nrimetto pi\u00f9 in quel giardino, ma ti colloco sul trono celeste. Ti fu proibito\ndi toccare la pianta simbolica della vita, ma io, che sono la vita, ti comunico\nquello che sono. Sorgi; il trono celeste \u00e8 pronto, la sala allestita, la mensa\napparecchiata, l\u2019eterna dimora \u00e8 addobbata, i forzieri aperti. In altre parole,\n\u00e8 preparato per te, dai secoli eterni, il regno dei cieli<\/em>\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Tutto questo\nha fatto il Signore per noi, morendo sulla croce. La sua Passione ha vinto; ha\ndistrutto il peccato; ha aperto le porte del paradiso; ha riportato l\u2019umanit\u00e0\nalla comunione con Dio. Mai l\u2019uomo avrebbe potuto immaginare che Dio, il Figlio\ndi Dio, si sarebbe sottoposto alla morte, alla morte da cui tutti noi cos\u00ec\nfortemente rifuggiamo, per ottenerci salvezza. Proprio per noi, che quella\nmorte gliel\u2019abbiamo inflitta!<\/p>\n\n\n\n<p>I santi hanno\nben compreso questa follia d\u2019amore di Dio, e&nbsp;\nsono arrivati a desiderare di condividere le sofferenze della sua\nPassione. Santa Rita lo desider\u00f2 al punto che ebbe una ferita sulla fronte\nprovocata da una spina della corona di spine di Ges\u00f9; san Francesco lo desider\u00f2\nal punto che ebbe le stimmate sulle mani, ai piedi e al costato.<\/p>\n\n\n\n<p>Noi non\ngiungeremo a tanto. Ma vogliamo almeno tenere conto, nella vita, di Cristo\ncrocifisso; di ricordarci del suo immenso amore per noi; di fare sempre bene il\nsegno della croce; di ricambiare l\u2019amore con cui siamo stati amati con un amore\ngrande verso il prossimo; con una lotta contro il peccato pi\u00f9 decisa e pi\u00f9\ngenerosa.<\/p>\n\n\n\n<p>Siamo stati\namati, dobbiamo amare!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>clicca QUI per scaricare l&#8217;omelia (Gv 18,1 _ 19,42) &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Forse avete notato il particolare con cui l\u2019evangelista Giovanni ha concluso il suo racconto della Passione. Ha detto che Ges\u00f9 fu sepolto in un giardino. 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