{"id":6090,"date":"2021-04-29T08:32:53","date_gmt":"2021-04-29T06:32:53","guid":{"rendered":"http:\/\/demamah.it\/?p=6090"},"modified":"2021-04-29T08:32:53","modified_gmt":"2021-04-29T06:32:53","slug":"amare-con-lamore-di-cristo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/demamah.it\/?p=6090","title":{"rendered":"Amare con l&#8217;amore di Cristo"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter is-resized\"><a href=\"http:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/Amare-con-lamore-di-Cristo-2012.pdf\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" src=\"http:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/Leonardo-da-Vinci-Salvator-Mundi-1500-circa-723x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-6088\" width=\"448\" height=\"635\" srcset=\"https:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/Leonardo-da-Vinci-Salvator-Mundi-1500-circa-723x1024.jpg 723w, https:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/Leonardo-da-Vinci-Salvator-Mundi-1500-circa-212x300.jpg 212w, https:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/Leonardo-da-Vinci-Salvator-Mundi-1500-circa-768x1088.jpg 768w, https:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/Leonardo-da-Vinci-Salvator-Mundi-1500-circa.jpg 1028w\" sizes=\"(max-width: 448px) 100vw, 448px\" \/><\/a><figcaption><em>Leonardo da Vinci &#8211; Salvator Mundi &#8211; 1500 circa<\/em><\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p style=\"text-align:center\">clicca <a href=\"http:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/Amare-con-lamore-di-Cristo-2012.pdf\">QUI<\/a> per scaricare la lettura<\/p>\n\n\n\n<p style=\"text-align:right\"><em>dalla conferenza di don Giovanni di marzo 2012<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019orazione di\nColletta della Messa della quarta settimana del Tempo ordinario \u00e8 un\u2019orazione\nmolto bella, che a me piace tanto, e che mi sono imparato a memoria. Nella sua\nbrevit\u00e0, essa ci fa domandare al Signore due cose importanti, una delle quali\nriguarda direttamente questa nostra meditazione; dice: \u201cDio grande e\nmisericordioso, concedi a noi tuoi fedeli di adorarti con tutta l\u2019anima e di\namare i nostri fratelli nella carit\u00e0 del Cristo\u201d. Amare i nostri fratelli nella\ncarit\u00e0 di Cristo, ecco ci\u00f2 che vorremmo fare, ci\u00f2 a cui vorremmo arrivare:\namare i fratelli come Ges\u00f9 amava, avere in noi, nel nostro cuore, l\u2019amore di\nGes\u00f9, avere in noi l\u2019amore del suo Cuore. Santa Caterina da Siena, in una\nestasi mistica, ebbe la sensazione che Ges\u00f9 le desse il suo cuore, che Ges\u00f9 le\ntogliesse il cuore e le desse il proprio.<\/p>\n\n\n\n<p>Cercheremo in\nquesta meditazione di fissare lo sguardo su Ges\u00f9, sul suo amore, su come Ges\u00f9\namava, sulla qualit\u00e0 del suo amore, per imparare da lui; \u201cImparate da me, che\nsono mite e umile di cuore\u201d (Mt 11,29); per imparare ad amare come lui amava.<\/p>\n\n\n\n<p>1. Una prima\ncaratteristica dell\u2019amore di Ges\u00f9 \u00e8 la solidariet\u00e0; l\u2019amore di Ges\u00f9 fu un amore\nsolidale. Sono tre i gradi della solidariet\u00e0; il primo dice: \u201cio ti aiuto, ti\nsono vicino nella tua situazione, restando per\u00f2 io nella mia\u201d; il secondo grado\ndice; \u201cio condivido con te, entro a far parte della tua situazione, vi\npartecipo, ma senza lasciarmi investire e coinvolgere appieno\u201d; e il terzo\ngrado dice: \u201cio assumo su di me in pieno e del tutto la tua situazione, la\nfaccio mia; \u00e8 come se la vivessi io al posto tuo e in te\u201d. <\/p>\n\n\n\n<p>Ges\u00f9 fu\nsolidale con l\u2019uomo in questo grado, il grado pi\u00f9 alto. Egli non solo disse dal\ncielo: \u201cti salvo\u201d, restando lui in cielo, ma scese dal cielo e si fece uomo, si\nfece uno di noi, si fece come noi; prese su di s\u00e9 il nostro male per liberarci\ndal male, accett\u00f2 di essere fatto lui \u201cpeccato\u201d, come dice san Paolo, perch\u00e9\nnoi fossimo liberati dai nostri peccati (2 Cor 5,21). Solidariet\u00e0 piena.\nNessuna distanza, solidariet\u00e0 nel nostro limite, nei nostri difetti, nei nostri\nsbagli.<\/p>\n\n\n\n<p>A noi capita\ndi sentire di tanto in tanto di una persona che ha fatto del male, di sentire\nper televisione di un marito che ha ucciso la moglie, di un tale che ha\ntruffato in maniera gravissima altre persone, e il primo movimento che proviamo\n\u00e8 quello di prendere le distanze da quella persona, di giudicarla, di\ncondannarla, di rifiutarla; tutto il contrario della solidariet\u00e0! Non ci viene\nin mente di pregare per quella persona, di considerarla comunque nostro\nfratello, nostra sorella, pur riconoscendo cattivo il suo comportamento. Via da\nnoi, anzich\u00e9 ancora con noi. <\/p>\n\n\n\n<p>E tantomeno noi\nal suo posto! Padre Massimiliano Kolbe visse la solidariet\u00e0 perfetta di Ges\u00f9;\nentr\u00f2 lui nel bunker della fame al posto di quell\u2019uomo, padre di cinque figli,\ncondannato a morire di fame dalle S.S. nel campo di sterminio di Auschwitz. San\nDomenico Savio accett\u00f2 lui di essere incolpato dal maestro di scuola d\u2019aver\nmesso neve invece che legna nella stufa, mentre a farlo era stato un altro, e\nsopport\u00f2 di essere messo in ginocchio davanti a tutti i suoi compagni, \u201cperch\u00e9\n\u2013 disse \u2013 anche Ges\u00f9 si \u00e8 messo al posto nostro\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Noi forse\nsiamo molto distanti da questo tipo di solidariet\u00e0, da un amore solidale cos\u00ec.\nForse facciamo fatica e non riusciamo sempre neanche ad essere solidali nel\nsenso di aiutare chi ha bisogno, se la cosa ci scomoda troppo. \u201cRallegratevi\ncon quelli che sono nella gioia, piangete con quelli che sono nel pianto\u201d,\nesorta San Paolo (Rm 12,15); \u201cportate i pesi gli uni degli altri\u201d (Gal 6,2). L\u2019apostolo\nci invita alla solidariet\u00e0; alla solidariet\u00e0 ci invita Ges\u00f9. La condivisione\ncon il fratello, con la sorella, nelle sue pene, nelle sue preoccupazioni,\nnelle sue paure, nei suoi dubbi, e anche nelle sue gioie e nei suoi successi \u00e8\nsegno d\u2019amore, \u00e8 imitazione dell\u2019amore solidale di Cristo.<\/p>\n\n\n\n<p>2. L\u2019amore di\nGes\u00f9 fu un amore preveniente. Lo fu fin nella sua radice. Ges\u00f9 lasci\u00f2 il cielo\ndi sua iniziativa, senza che l\u2019uomo glielo chiedesse. Avrebbe mai potuto l\u2019uomo\nchiedergli una cosa simile? Non l\u2019avrebbe neanche potuta immaginare! E poi,\nl\u2019uomo era peccatore; come avrebbe potuto avanzare una richiesta del genere?\n\u201cDio \u00e8 amore e ci ha amati per primo\u201d, dice l\u2019apostolo Giovanni (1Gv 4,8.19). \u00c8\nDio che ha fatto il primo passo verso di noi, che si \u00e8 mosso verso l\u2019uomo. Ges\u00f9\nci ha amati per primo. \u201cMentre noi eravamo ancora peccatori \u2013 osserva san Paolo\n\u2013 Cristo mor\u00ec per gli empi. A stento si trova chi sia disposto a morire per un\ngiusto; forse ci pu\u00f2 essere chi ha il coraggio di morire per una persona\ndabbene. Ma Dio dimostra il suo amore verso di noi perch\u00e9, mentre eravamo\nancora peccatori, Cristo \u00e8 morto per noi\u201d (Rm 5,6-8).<\/p>\n\n\n\n<p>Durante la sua\nvita Ges\u00f9 pi\u00f9 volte am\u00f2 di amore preveniente. Presso la piscina di Betesda, a\nGerusalemme, c\u2019era un malato infermo da trentotto anni, e Ges\u00f9 gli disse: \u201cVuoi\nguarire?\u201d (Gv 5,6). Quel malato non conosceva Ges\u00f9, lo vedeva in quel momento\nper la prima volta, e non sapeva che Ges\u00f9 avrebbe potuto guarirlo; per cui non\ngli chiese nulla. Ges\u00f9 gli sarebbe passato accanto e per quel malato sarebbe\nstato come se Ges\u00f9 non gli fosse passato accanto! Mentre gli passava accanto il\nFiglio di Dio, il taumaturgo per eccellenza. Fu Ges\u00f9 a prendere l\u2019iniziativa e\na dirgli: \u201cVuoi guarire?\u201d, e a guarirlo.<\/p>\n\n\n\n<p>Una folla\nseguiva Ges\u00f9 gi\u00f9 da un bel po\u2019 di tempo, ed aveva esaurito le provviste di cibo\nche aveva portato con s\u00e9. Doveva tornare alle proprie case ed era gi\u00e0 sera;\nalcuni abitavano anche lontano. Ges\u00f9, guardando quella gente si commosse, e\nsenza che nessuno gli chiedesse nulla, la sfam\u00f2, moltiplic\u00f2 per essa pane e\npesci (Mc 6,35-44).<\/p>\n\n\n\n<p>A Gerusalemme\nc\u2019era un cieco seduto lungo la strada, cieco dalla nascita. Ges\u00f9 gli si\navvicin\u00f2 e gli ridiede la vista, di sua iniziativa (Gv 9,1-7).<\/p>\n\n\n\n<p>Ges\u00f9 \u00e8 cos\u00ec, il suo amore \u00e8 cos\u00ec.\nTante volte Ges\u00f9 attese la richiesta del malato, perch\u00e9 voleva che nel malato\nsi attivasse la fede, ma il suo amore era un amore preveniente.<\/p>\n\n\n\n<p>Chiss\u00e0 in\nquante occasioni e in quanti modi l\u2019amore di Ges\u00f9 \u00e8 stato ed \u00e8, anche con noi,\nun amore preveniente! Forse che noi abbiamo chiesto stamattina che il sole si\nalzasse all\u2019orizzonte? Forse che noi avevamo chiesto che ad incontrarci fosse\nquella persona che ci ha tanto aiutato nella vita? e l\u2019abbiamo incontrata.\nForse che noi abbiamo chiesto di consacrarci al Signore? \u00e8 lui che ci ha\nispirato questo desiderio: \u201cNon voi avete scelto me, ma io ho scelto voi\u201d, dice\nGes\u00f9 (Gv 15,16). Ges\u00f9 ci ha prevenuti. Ci ha perdonato i peccati duemila anni\nfa, prima ancora che li commettessimo! Si pu\u00f2 pensare un amore pi\u00f9 preveniente\ndi cos\u00ec?<\/p>\n\n\n\n<p>Sull\u2019esempio\nsuo deve essere preveniente anche il nostro amore, deve diventare della stessa\nqualit\u00e0 del suo. Dobbiamo diventare attenti, sensibili, capaci di ascolto\nprofondo delle situazioni, delle necessit\u00e0, degli stati d\u2019animo del nostro\nprossimo. E andare loro incontro prima che ce lo chiedano, e anche senza che ce\nlo chiedano. Le persone alle volte non sanno chiedere, si vergognano di\nchiedere, non si ritengono degne di chiedere, e non chiedono. Ma l\u00e0 dove noi\nvediamo un bisogno il nostro amore deve muoversi, e, con intelligenza e\ndelicatezza, in un certo senso domandando permesso e con tanto affetto, fare\nci\u00f2 che ci \u00e8 possibile. Non deve essere duro e cieco il nostro cuore.<\/p>\n\n\n\n<p>3. L\u2019amore di\nGes\u00f9 fu un amore capace di fiducia nell\u2019uomo. Qualit\u00e0 straordinaria dell\u2019amore\ndi Ges\u00f9 anche questa! Pensate: non c\u2019era uomo come lui, non c\u2019era uomo buono,\nsapiente, capace come lui, eppure egli ebbe fiducia nell\u2019uomo. Chiam\u00f2 a s\u00e9\nalcuni pescatori, chiam\u00f2 Bartolomeo che doveva essere un contadino, chiam\u00f2\nSimone lo zelota che aveva idee politiche violente; chiam\u00f2 uomini fragili e\ndifettosi, ambiziosi e superbi (Giacomo e Giovanni gli chiesero i primi posti\nnel regno: Mc 10, 35-37); uomini entusiasti ma senza tenuta (Pietro gli\nprotest\u00f2 la sua fedelt\u00e0 anche a costo della vita: Lc 22,33, e poche ore dopo lo\nrinneg\u00f2: 22,54-60). Ges\u00f9 non rifiut\u00f2 la debolezza e la fragilit\u00e0; non cerc\u00f2\nl\u2019uomo perfetto per concedere fiducia; non ritir\u00f2 a Pietro la promessa del\nprimato dopo che Pietro lo ebbe rinnegato, ma glielo confer\u00ec con generosit\u00e0,\ncome se nulla fosse accaduto, accordandogli ancora fiducia.<\/p>\n\n\n\n<p>Anche a noi Ges\u00f9 d\u00e0 sempre di\nnuovo fiducia. Non si arrende in questo, nonostante le nostre innumerevoli\ncadute e defezioni. Continua a credere in noi.<\/p>\n\n\n\n<p>Il nostro\namore \u00e8 cos\u00ec? \u00e8 come il suo? Cerca sempre e per tutto la perfezione negli altri\nper dare stima, considerazione e affidabilit\u00e0, o sa rischiare, credere che il\nfratello, la sorella, ha delle buone qualit\u00e0 e delle risorse che possono\nrenderlo capace di bene, anche se per il passato avesse sbagliato e fosse\nvenuto meno ai suoi impegni? San Paolo, parlando dell\u2019amore nella prima lettera\nai Corinzi, dice che l\u2019amore \u201ctutto crede, tutto spera\u201d (1Cor 13,7), cio\u00e8 ha\nfiducia che l\u2019uomo possa convertirsi, possa crescere e migliorare, essere\ndiverso da quello che \u00e8 stato fino ad ora. Diamoci fiducia gli uni gli altri!\nUn po\u2019 di pi\u00f9 di quella che spontaneamente ci verrebbe da darci! \u00c8 gesto\nd\u2019amore, che fa tanto bene.<\/p>\n\n\n\n<p>4. L\u2019amore di\nGes\u00f9 fu un amore che lo spinse ad annunciare al mondo una bella cosa, la pi\u00f9\nbella che potesse essere annunciata, quella di cui il mondo aveva pi\u00f9 bisogno:\nche Dio \u00e8 padre, che Dio \u00e8 buono, che Dio non ha nulla contro l\u2019uomo, neanche\ncontro il peccatore, ma che \u00e8 solo amore e volont\u00e0 di salvezza; che Dio ha cura\ndell\u2019uomo. Dovremmo scorrere tutto i Vangelo per mostrare questa coloritura\ndell\u2019amore di Ges\u00f9, un amore che illumina, che rassicura, che porta pace al\ncuore. Ci basti ricordare il suo discorso sulla Provvidenza: \u201cNon affannatevi\ndi quello che mangerete o berrete, e neanche per il vostro corpo, di quello che\nindosserete. Guardate gli uccelli del cielo, guardate i gigli del campo; il\nPadre provvede a loro, e il Padre provveder\u00e0 ancora di pi\u00f9 a voi\u201d. (Mt 6,25-34).\n\u201cVoi valete molto pi\u00f9 di molti passeri\u201d (Mt 10,30).<\/p>\n\n\n\n<p>Annunciare\nquesto amore di Dio, parlare della Provvidenza, sostenere la fede che siamo\nnelle mani di un Padre buono \u00e8 un servizio d\u2019amore grandissimo. La gente \u00e8\nspesso in difficolt\u00e0, \u00e8 sottoposta alle volte a prove dolorosissime, fa fatica\nnella vita e si impaurisce. Parlarle di un Dio che \u00e8 Provvidenza pu\u00f2 aiutarla,\ne soprattutto pu\u00f2 aiutarla il fare esperienza attraverso di noi, attraverso il\nnostro amore, il nostro interessamento, la nostra partecipazione e la nostra\npresenza che c\u2019\u00e8 una Provvidenza, che c\u2019\u00e8 un Dio che si interessa all\u2019uomo.\nAnche l\u2019evangelizzazione, accompagnata dalla testimonianza della carit\u00e0, \u00e8 una\nforma di amore che assimila il nostro amore a quello di Ges\u00f9.<\/p>\n\n\n\n<p>5. L\u2019amore di\nGes\u00f9, poi, fu un amore capace di umiliarsi davanti agli uomini. <\/p>\n\n\n\n<p>Emblematico \u00e8 il gesto di Ges\u00f9\nche si inginocchi\u00f2 e si pieg\u00f2 fino a terra a lavare i piedi ai suoi apostoli\ndurante l\u2019ultima cena (Gv 13,1-15). Gesto che capovolge ogni schema e ogni\nlogica umana: il creatore ai piedi della creatura, Dio ai piedi dell\u2019uomo, il\nSanto ai piedi del peccatore.<\/p>\n\n\n\n<p>Pietro\navvert\u00ec la singolarit\u00e0 di quel gesto, che andava fuori ogni regola e ogni\nconvenzione, tanto che disse: \u201cTu, Signore, non mi laverai mai i piedi!\u201d.\nQuello era il gesto dello schiavo nei confronti del proprio padrone, del\ndiscepolo nei confronti del proprio rabb\u00ec quando questi tornava con i piedi\nimpolverati dalla predicazione. E Ges\u00f9 conferm\u00f2 come giusto il sentire di\nPietro, tanto che aggiunse: \u201cVoi mi chiamate maestro e Signore e dite bene,\nperch\u00e9 lo sono. Tuttavia, nonostante che io sia il vostro maestro e il vostro\nSignore, io vi lavo i piedi.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Ges\u00f9 non ha\nuna dignit\u00e0 da difendere secondo i parametri umani. I parametri umani dicono\nche chi \u00e8 pi\u00f9 importante deve farsi servire dal meno importante, e non\nviceversa. Non deve succedere viceversa. Ma l\u2019amore \u00e8 capace di fare viceversa.\nGes\u00f9 fece viceversa. Sempre durante l\u2019ultima cena Ges\u00f9 disse: \u201cChi \u00e8 pi\u00f9\ngrande? Chi sta a tavola o chi serve? Non \u00e8 forse colui che sta a tavola? Ma io\nsto in mezzo a vi come colui che serve\u201d (Lc 22,27). Ges\u00f9, il pi\u00f9 grande, si\numili\u00f2, per amore, rivelandoci che la vera grandezza sta nell\u2019amare, sta nel\nservire per amore.<\/p>\n\n\n\n<p>Grande \u00e8\ncolui che ama; pi\u00f9 grande \u00e8 colui che di pi\u00f9 ama. Non \u00e8 una umiliazione\nmettersi un gradino sotto gli altri per amore, quando l\u2019amore lo chiede e lo\nesige; \u00e8, al contrario, gesto di gloria e di onore. Non si \u00e8 mai tanto gloriosi\ne \u201conorevoli\u201d come quando si serve, come quando si innalza il prossimo\nmagnificandone le virt\u00f9 e le doti, le qualit\u00e0 e i successi; come quando si\nlavora perch\u00e9 gli altri riescano e siano contenti; perch\u00e9 gli altri si\naffermino e siano migliori e pi\u00f9 stimati di noi; grande antidoto, questo,\nall\u2019invidia! Grande conquista d\u2019amore!<\/p>\n\n\n\n<p>6. L\u2019amore di\nGes\u00f9 fu vissuto, ancora, in altre dimensioni. Ges\u00f9 ebbe un amore capace di\nsopportare il limite e la povert\u00e0 spirituale degli uomini. Questo aspetto\ndell\u2019amore di Ges\u00f9, non sempre rilevato e riconosciuto, a me fa grande\nimpressione. Penso alla conoscenza che Ges\u00f9 aveva del mistero di Dio, istruito\ncom\u2019era continuamente dallo Spirito Santo a cui egli era totalmente aperto, e\npenso, di converso, all\u2019ottusit\u00e0, alla rozzezza spirituale della gente con cui\nveniva in contatto. Penso a lui che era la Verit\u00e0, che veniva in contatto con l\u2019errore, con\nconcezioni imperfette, chiuse e sbagliate su Dio, sulla legge di Mos\u00e8, sul bene\nda compiere; e la gente non capiva, restava perplessa, lo abbandonava, come\nquando se ne andarono tutti, tranne i dodici apostoli, dopo il discorso\nsull\u2019Eucaristia nella sinagoga di Cafarnao (Gv 6,66). Penso alla sensibilit\u00e0,\nanche umana, di Ges\u00f9, che veniva in contatto con umanit\u00e0 grezze, costruite\nmale, piene di difetti. Anche con gli stessi apostoli quanta fatica e quanta\nsopportazione! Lui, mite, dovette frenare Giacomo e Giovanni che si erano\narrabbiati contro i samaritani fino a invocare un diluvio di fuoco su di loro\n(Lc 9,51-55); lui, aperto a tutto il bene, da qualsiasi persona venisse fatto,\naveva accanto a s\u00e9 Giovanni che era disturbato dal fatto che anche altri, oltre\nGes\u00f9, riuscivano a cacciare i demoni (Mc 9,28-40); lui, aperto e disponibile al\ndisegno del Padre che gli chiedeva di lasciarsi crocifiggere per la salvezza\ndel mondo, dovette sopportare e affrontare Pietro che voleva distoglierlo dal\ndisegno divino (Mc 8,31-33). Un giorno Ges\u00f9, dopo aver insegnato che non \u00e8\nquello che entra nell\u2019uomo, il cibo, a contaminare l\u2019uomo, ma \u00e8 ci\u00f2 che di\ncattivo esce dal cuore dell\u2019uomo a contaminarlo, disse agli apostoli che non\ncapivano: \u201cSiete cos\u00ec privi di intelletto? Non capite proprio?\u201d (Mc 7,18); e in\nun\u2019altra occasione disse loro: \u201cAvete occhi e non vedete, avete orecchi e non\nudite? Non intendete e non capite ancora? Avete il cuore indurito?\u201d (Mc\n8,17-18). Quanta pazienza dovette portare Ges\u00f9 con gli apostoli! E la port\u00f2.<\/p>\n\n\n\n<p>Riguardo alla gente disse un\ngiorno: \u201cO generazione incredula! Fino a quando dovr\u00f2 stare con voi? Fino a\nquando dovr\u00f2 sopportarvi?\u201d (Mc 9,19). Quel giorno Ges\u00f9 fu preso da sconforto,\nma poi si riprese, e continu\u00f2 a stare con la gente.<\/p>\n\n\n\n<p>Questo amore\ndi sopportazione, ben diverso dall\u2019atteggiamento espresso dal poeta latino\nOrazio: \u201c<em>odi profanum vulgus et arceo<\/em>\u201d\n(ho in uggia la massa del popolo ignorante e me ne sto alla larga), \u00e8 l\u2019amore\ndi sopportazione di cui abbiamo bisogno anche noi. Siamo tutti pieni di\ndifetti, abbiamo tutti un modo di pensare diverso, una sensibilit\u00e0 diversa, et\u00e0\ndiverse: occorre che ci accettiamo, che ci sopportiamo, con grande pazienza.\n\u201csopportatevi a vicenda\u201d, invita San Paolo (Col 3,13). E il beato Isacco, abate\ndel monastero della Stella in Francia, vissuto nel XII secolo, istruiva cos\u00ec i\nsuoi monaci: \u201cCi\u00f2 che nel mio fratello per qualsiasi motivo \u2013 o per necessit\u00e0 o\nper infermit\u00e0 del corpo o per leggerezza di costumi \u2013 vedo non potersi\ncorreggere, perch\u00e9 non lo sopporto con pazienza? Perch\u00e9 non lo curo\namorevolmente, come sta scritto: i loro piccoli saranno portati in braccio ed\naccarezzati sulle ginocchia? (Is 66,12). Forse perch\u00e9 mi manca quella carit\u00e0\nche tutto soffre, che \u00e8 paziente nel sopportare e benigna nell\u2019amare, secondo\nla legge di Cristo!\u201d <em>(Beato Isacco della Stella, PL 194, 1292)<\/em>.\nEcco dunque, un amore che si fa sopportazione serena, ricordando che anche noi,\na nostra volta, veniamo sopportati.<\/p>\n\n\n\n<p>7. Ma l\u2019amore\ndi Ges\u00f9 non solo ha sopportato il limite delle persone, si \u00e8 spinto pi\u00f9 avanti:\nha sopportato l\u2019ostilit\u00e0, la cattiveria, la menzogna, la persecuzione contro di\nlui. <\/p>\n\n\n\n<p>Un giorno che Ges\u00f9 scacciava i\ndemoni, i farisei dissero: \u201cCostui \u00e8 posseduto da Beelzeb\u00f9l e scaccia i demoni\nper mezzo del principe dei demoni\u201d (Mc 3, 22).<\/p>\n\n\n\n<p>Mi \u00e8 capitato, molti anni fa, di\nessere chiamato in una famiglia in cui una figlia stava per diventare testimone\ndi Geova. I genitori, preoccupati, mi chiamarono perch\u00e9 parlassi con la loro\nfiglia e la dissuadessi dall\u2019abbandonare la fede cattolica. Arrivato in casa,\nvi trovai, assieme alla ragazza, due signore testimoni di Geova. La ragazza,\nsapendo che sarei arrivato, le aveva fatte venire per sentirsi pi\u00f9 sicura.\nCominciammo a discutere, e ad un certo punto una di quelle signore mi disse:\n\u201cLei, a dire le cose che dice, ha un demonio in corpo, \u00e8 un indemoniato!\u201d A\nquelle parole non ci ho pi\u00f9 visto, mi sono talmente sentito offeso e arrabbiato,\nche chiusi la mia Bibbia, la infilai nella borsa, uscii di casa senza neanche\nsalutare, credo; non ricordo. A met\u00e0 strada sulla via del ritorno, mi venne in\nmente il passo di Vangelo che ho appena ricordato e mi dissi: anche a Ges\u00f9\nhanno detto che era un indemoniato, ma lui mica si \u00e8 arrabbiato, non ha fatto\ncome me; ha continuato a parlare con i suoi accusatori.<\/p>\n\n\n\n<p>Ges\u00f9 sopport\u00f2\nle critiche dei farisei, la guerra fredda che gli mossero cercando di metterlo\nin difficolt\u00e0 in mille modi (sul tributo da pagare a Cesare, sulla\nrisurrezione, sul divorzio, sul comandamento pi\u00f9 importante della legge\u2026), per\npoterlo accusare. Sopport\u00f2 le umiliazioni della passione, le percosse, gli\nschiaffi, gli sputi, i flagelli, le spine, i chiodi, la condanna a morte\nimbastita tutta sulla falsit\u00e0 e sulla menzogna. Sopport\u00f2 tutto senza accusare,\nsenza inveire, senza maledire.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019amore di\nGes\u00f9, vissuto da noi, ci porta a sopportare i torti, le offese, le\nincomprensioni, le malinterpretazioni, le calunnie, tutto ci\u00f2 che ci colpisse\ningiustamente e ci facesse soffrire. La vendetta \u00e8 sempre dietro l\u2019angolo quando\nsiamo trattati male; una vendetta magari sofisticata e sottile, non proprio\naperta ed eclatante, ma vera vendetta. \u201cNon fatevi giustizia da voi stessi,\ncarissimi \u2013 esorta san Paolo \u2013 ma lasciare fare a Dio. Non rendete a nessuno\nmale per male; non lasciatevi vincere dal male, ma vincete con il bene il male\u201d\n(Rm 12, 17-21). \u201cLa carit\u00e0 tutto sopporta\u201d, dice ancora l\u2019apostolo (1Cor 13,7).<\/p>\n\n\n\n<p>8. L\u2019amore di\nGes\u00f9 arriv\u00f2 fino alla fine, fino al sacrificio supremo di s\u00e9.<\/p>\n\n\n\n<p>Dice San Giovanni: \u201cGes\u00f9, sapendo\nche era giunta la sua ora di passare da questo mondo al Padre, dopo aver amato\ni suoi che erano nel mondo, li am\u00f2 sino alla fine\u201d (Gv 13,1), li am\u00f2 fino alla\ncroce. <\/p>\n\n\n\n<p>Impressiona il fatto che Ges\u00f9 non\nfu messo in croce perch\u00e9 non pot\u00e8 sfuggire a quella sorte. Egli sarebbe potuto\nfuggire dalla Palestina, avrebbe potuto mettersi in salvo; addirittura, essendo\nDio, avrebbe potuto fermare in ogni momento i passi, le mani, le menti dei suoi\nnemici; ma non lo fece, perch\u00e9 \u201c<em>oblatus\nest quia ipse voluit<\/em>\u201d (Is 53,7), fu sacrificato perch\u00e9 egli l\u2019ha voluto.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019evangelista\nGiovanni lo dice espressamente, l\u00e0 dove al capitolo dieci del suo Vangelo,\nriporta le parole di Ges\u00f9: \u201cIl Padre mi ama perch\u00e9 io offro la mia vita.\nNessuno me la toglie, ma la offro da me stesso, perch\u00e9 ho il potere di offrirla\ne il potere di riprenderla di nuovo\u201d (Gv 10,17-18). Ges\u00f9 mor\u00ec in croce di sua\nvolont\u00e0. Su un\u2019immaginetta che raffigurava una croce con Ges\u00f9 crocifisso era\nriportata questa frase che non mi \u00e8 pi\u00f9 andata via di mente, e che mi \u00e8 scesa\nnel cuore: \u201cA tenere Ges\u00f9 in croce non furono i chiodi, ma il suo amore per\nte\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>La preghiera\neucaristica seconda, al momento della consacrazione del pane e del vino dice:\n\u201cEgli (Ges\u00f9) offrendosi liberamente alla sua passione, prese il pane, rese\ngrazie, lo diede ai suoi discepoli\u2026\u201d. Offrendosi liberamente alla sua passione.\nDa questo \u201cliberamente\u201d si comprende tutto l\u2019amore di Ges\u00f9, un amore fatto di\nsacrificio, un amore che affront\u00f2 il sacrificio, e lo affront\u00f2 fino in fondo,\n\u201cfino alla fine\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019amore vero\n\u00e8 capace di sacrificio; l\u2019amore ha il sigillo dell\u2019autenticit\u00e0 quando accetta e\nresiste di fronte al sacrificio; se fugge il sacrificio non \u00e8 amore vero, o per\nlo meno \u00e8 amore debole, povero, anemico. L\u2019orazione di Colletta della quinta\ndomenica di quaresima dice: \u201cVieni in nostro aiuto, Signore, perch\u00e9 possiamo\nsempre vivere e agire in quella carit\u00e0 che spinse il tuo Figlio a dare la vita\nper noi\u201d. <\/p>\n\n\n\n<p>La carit\u00e0 che\nspinse Ges\u00f9 a dare la vita per noi \u00e8 quell\u2019amore che ci rende capaci di\nperseverare nella nostra vocazione; quell\u2019amore che ci rende capaci di servire\ni fratelli anteponendo le loro necessit\u00e0 a noi stessi; \u00e8 l\u2019amore che dice \u201cs\u00ec\u201d\na Dio in tutto ci\u00f2 che egli permette e dispone nella nostra vita.<\/p>\n\n\n\n<p>9. Non\npossiamo non accennare ad un\u2019altra grande qualit\u00e0 dell\u2019amore di Ges\u00f9, qualit\u00e0\nche ci fa tanto bene al cuore, e di cui i nostri rapporti hanno bisogno, di cui\nil mondo intero ha bisogno: la misericordia. L\u2019amore di Ges\u00f9 fu un amore\nmisericordioso.<\/p>\n\n\n\n<p>Potremmo dire\nche l\u2019amore di Ges\u00f9, nella sua vita e nella sua opera, si \u00e8 manifestato sempre\ncon questa nota, con questa caratteristica. I momenti e gli episodi di\nmisericordia di Ges\u00f9 sono innumerevoli, sono continui. Ricordiamo l\u2019adultera\n(Gv 8,1-11), Zaccheo (Lc 19,1-10), Pietro guardato e perdonato dopo il\nrinnegamento (Lc 22, 61), il buon ladrone (Lc 23,42-43).<\/p>\n\n\n\n<p>Ma ricordiamo\nla guarigione del lebbroso: \u201cne ebbe compassione\u201d (Mc 1,40-42); la\nmoltiplicazione del pane per la folla affamata (Mc 6,35-44); la risurrezione\ndel figlio della vedova di Nain: \u201cne ebbe compassione\u201d (Lc 7,11-17): tutti\ngesti di misericordia. Ma ricordiamo ancora la vocazione di Matteo, pubblicano\ne considerato pubblico peccatore, fatto diventare suo apostolo (Mt 9,9);\nricordiamo la frequentazione con i pubblicani e i peccatori, a cui Ges\u00f9 disse:\n\u201cNon sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati: misericordia voglio\ne non sacrificio: non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori\u201d (Mt\n9,12-13). Ges\u00f9 dall\u2019alto della croce preg\u00f2 il Padre per i suoi crocifissori:\n\u201cPadre, perdonali, perch\u00e9 non sanno quello che fanno\u201d (Lc 23,34); vertice di\nmisericordia! Fra tutte le parabole che Ges\u00f9 raccont\u00f2, le pi\u00f9 belle sono le\ncosiddette \u201cparabole della misericordia\u201d: la pecorella smarrita, la dramma\nperduta, il figliol prodigo (Lc 15).<\/p>\n\n\n\n<p>Ges\u00f9 invit\u00f2\nalla misericordia: \u201cAmate i vostri nemici, fate del bene a coloro che vi\nodiano, benedite coloro che vi maledicono, pregate per coloro che vi\nmaltrattano; prestate senza sperarne nulla. Siate misericordiosi, come \u00e8\nmisericordioso il Padre vostro\u201d (Lc 6,27-38).<\/p>\n\n\n\n<p>La misericordia \u00e8 ingrediente\nessenziale dell\u2019amore; tutti ne abbiamo bisogno, perch\u00e8 tutti siamo difettosi e\nin mille modi manchiamo. Il perdono, gesto supremo di misericordia, \u00e8 gesto\nnecessario, gesto che solo pu\u00f2 tenere unite le persone, le famiglie, le\ncomunit\u00e0, le classi sociali, i popoli. Senza perdono e senza misericordia \u00e8 la\nlotta, la disunione, la dispersione.<\/p>\n\n\n\n<p>Dio ci faccia\nmisericordiosi! Anche perch\u00e9 i misericordiosi otterranno la misericordia di\nDio, ha detto Ges\u00f9 (Mt 5,7). <\/p>\n\n\n\n<p>10. Consideriamo\nun ultimo aspetto dell\u2019amore di Ges\u00f9, aspetto che non \u00e8 spesso colto e messo in\nluce, ma che invece \u00e8 molto dolce e che ci parla della bella umanit\u00e0 che Ges\u00f9\naveva: Ges\u00f9 era una persona che si lasciava amare; Ges\u00f9 si lasci\u00f2 amare.<\/p>\n\n\n\n<p>Un giorno che\nsi trovava a pranzo, ospite di un fariseo, si lasci\u00f2 avvicinare da una donna,\nuna prostituta, e lasci\u00f2 che ella si accovacciasse ai suoi piedi, glieli\nbagnasse di lacrime, glieli asciugasse con i suoi lunghi capelli, glieli\ncoprisse di baci e li ungesse di profumo (Lc 7,36-50). Il testo dice\npropriamente \u201cglieli copr\u00ec di baci\u201d; usa il verbo \u201ckatafil\u00e8o\u201d (\u03ba\u03b1\u03c4\u03b1\u03c6\u03b9\u03bb\u03ad\u03c9),\ncomposto e rafforzativo del semplice \u201cfil\u00e8o\u201d (\u03c6\u03b9\u03bb\u03ad\u03c9) che vuol dire \u201cbaciare\u201d.\nQuella donna \u201cnon finiva pi\u00f9 di baciargli\u201d i piedi, da tanto bene che voleva a\nGes\u00f9, e Ges\u00f9 lasci\u00f2 che glieli baciasse finch\u00e8 ella volle, accett\u00f2 tutti quei\nbaci senza fermarla, senza frenarla.<\/p>\n\n\n\n<p>Sei giorni\nprima della sua passione Ges\u00f9 accett\u00f2 un\u2019altra unzione, sul capo, da una donna.\nUna unzione con un olio profumato di grandissimo valore; trecento denari era il\nsuo prezzo, tanto quanto il salario di un anno di lavoro di un bracciante. E\nquella donna spezz\u00f2 addirittura il vasetto di alabastro che conteneva il\nprofumo perch\u00e9 uscisse tutto, fino all\u2019ultima goccia, sul capo di Ges\u00f9, tanto\ngrande era il suo affetto per lui (Mc 14,1-9); e Ges\u00f9 non la rimprover\u00f2 perch\u00e9\naveva fatto uso di un profumo cos\u00ec costoso, accett\u00f2 l\u2019amore di quella donna che\nsentiva il bisogno di esprimerglielo fino a quel punto.<\/p>\n\n\n\n<p>Ges\u00f9 si\nlasci\u00f2 amare dai suoi apostoli, accett\u00f2 la loro stima, la loro dedizione, il\nloro affetto; in particolare l\u2019affetto di Giovanni, che doveva volergli proprio\nbene se sent\u00ec che poteva posare il capo sul petto di Ges\u00f9 durante l\u2019ultima cena\nfino ad avvertire i battiti del suo cuore (Gv 13,23-25).<\/p>\n\n\n\n<p>Quando i\nsoldati sotto la croce si diedero al cinico rito di dividersi le vesti di Ges\u00f9,\ncome era usanza fare con le vesti dei condannati a morte, si trovarono a dover\ndecidere cosa fare della sua tunica. Quella tunica, nota l\u2019evangelista\nGiovanni, era una tunica speciale, signorile, \u201ctessuta tutta d\u2019un pezzo da cima\na fondo\u201d; per cui decisero di non lacerarla e di tirare la sorte su di essa per\nvedere a chi dovesse toccare (Gv 19,23-24). <\/p>\n\n\n\n<p>Quella tunica\nera un dono particolare fatto da qualcuno a Ges\u00f9, e non \u00e8 detto che fosse stata\ntessuta e donatagli da sua madre, Maria, ma potrebbe essergli stata donata da\nMaria Maddalena che tanto voleva bene a Ges\u00f9; e Ges\u00f9 accett\u00f2 quel dono. Ges\u00f9\nsapeva accettare di farsi amare.<\/p>\n\n\n\n<p>Il permettere\nalle persone di amarci, di volerci bene, di esprimerci il loro affetto, la loro\nriconoscenza, la loro stima, il loro cuore, \u00e8 un voler loro bene, \u00e8 un modo\nfinissimo di amarli. Spesso siamo rudi e chiusi su questo punto e a questo\nriguardo, pi\u00f9 incentrati su di noi e sulla nostra sensibilit\u00e0, che sulla\nsensibilit\u00e0 e sul cuore dell\u2019altra persona. Lasciare che gli altri ci amino \u00e8\nuna forma d\u2019amore. L\u2019umanit\u00e0 di una persona \u00e8 matura e completa quando sa amare\ne lasciarsi amare.<\/p>\n\n\n\n<p>Abbiamo\nconsiderato l\u2019amore di Ges\u00f9, le varie modalit\u00e0, coloriture, sfumature del suo\namore, per imparare anche noi ad amare come lui. Titolo di questa nostra\nriflessione era: \u201cAmare con l\u2019amore di Cristo\u201d. Ma perch\u00e9 noi possiamo amare\ncon l\u2019amore di Cristo, occorre che sia Cristo stesso a darci il suo amore. Noi\nnon abbiamo il suo amore. Noi, tralci, abbiamo bisogno di rimanere innestati in\nlui, che \u00e8 la vite, per avere la sua linfa, linfa che \u00e8 l\u2019amore, come dice\nGiovanni al capitolo quindici del suo Vangelo (Gv 15, 1-17).<\/p>\n\n\n\n<p>Il Signore ci\nha lasciato un Sacramento che \u00e8 la sorgente di tale amore, l\u2019Eucaristia. L\u2019Eucaristia,\nla Messa, \u00e8 il\nsacrificio di Cristo, \u00e8 Cristo nel suo vertice e nella sua misura massima\ndell\u2019amore, nel momento in cui ci ha amati fino all\u2019estremo, \u201cfino alla fine\u201d, sulla\ncroce. Noi, cibandoci dell\u2019Eucaristia, introduciamo in noi quell\u2019amore.\nPartecipando alla Messa e facendo la Comunione non dovremmo mai dimenticarci di\nchiedere un aumento di carit\u00e0, perch\u00e9 la carit\u00e0 \u00e8 il dono specifico del\nSacramento dell\u2019Eucaristia. Rivediamo sempre di continuo la qualit\u00e0 del nostro\nrapporto con l\u2019Eucaristia.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>clicca QUI per scaricare la lettura dalla conferenza di don Giovanni di marzo 2012 L\u2019orazione di Colletta della Messa della quarta settimana del Tempo ordinario \u00e8 un\u2019orazione molto bella, che a me piace tanto, e che mi sono imparato a &hellip; <a href=\"https:\/\/demamah.it\/?p=6090\">Continua a leggere<span class=\"meta-nav\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":5,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[13],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/demamah.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/6090"}],"collection":[{"href":"https:\/\/demamah.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/demamah.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/demamah.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/5"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/demamah.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=6090"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/demamah.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/6090\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6091,"href":"https:\/\/demamah.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/6090\/revisions\/6091"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/demamah.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=6090"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/demamah.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=6090"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/demamah.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=6090"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}