{"id":6544,"date":"2022-01-27T00:17:20","date_gmt":"2022-01-26T22:17:20","guid":{"rendered":"http:\/\/demamah.it\/?p=6544"},"modified":"2022-01-27T00:17:20","modified_gmt":"2022-01-26T22:17:20","slug":"4-domenica-del-tempo-ordinario-3","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/demamah.it\/?p=6544","title":{"rendered":"4^ domenica del Tempo ordinario"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><a href=\"http:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/DMMH_O_4TempoOrdinario.pdf\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"1024\" height=\"786\" src=\"http:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/Giovanni-Bellini-La-Trasfigurazione-1478-1024x786.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-6542\" srcset=\"https:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/Giovanni-Bellini-La-Trasfigurazione-1478-1024x786.jpg 1024w, https:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/Giovanni-Bellini-La-Trasfigurazione-1478-300x230.jpg 300w, https:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/Giovanni-Bellini-La-Trasfigurazione-1478-768x590.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><figcaption><em>Giovanni Bellini &#8211; La Trasfigurazione &#8211; 1478<\/em><\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p style=\"text-align:center\">clicca <a href=\"http:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/DMMH_O_4TempoOrdinario.pdf\">QUI<\/a> per scaricare l&#8217;omelia<\/p>\n\n\n\n<p style=\"text-align:center\">(Ger 1,4-5. 17-19;&nbsp;&nbsp; 1Cor 12,31 \u2013 13,13;&nbsp;&nbsp; Lc 4,21-30)<\/p>\n\n\n\n<p style=\"text-align:right\">Sabato, 29 gennaio 2022, <em>risalente a sabato 30 gennaio 2016<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Racconta un <em>midrash<\/em> ebraico: Un rabbino stava\nfacendo lezione, e chiese ai suoi alunni: \u201cQuando, secondo voi, sulla terra c\u2019\u00e8\nsufficiente luce cos\u00ec che si possa vedere? Quando si pu\u00f2 dire che si \u00e8 fatto\ngiorno?\u201d \u2013 Quando &#8211; rispose un alunno &#8211; &nbsp;si riesce a distinguere un melo da un\npero\u201d.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; \u2013 \u201cNo, disse il rabbino; non\nsi pu\u00f2 ancora dire che sia arrivato il giorno\u201d \u2013 \u201cQuando &#8211; rispose un altro\nalunno &#8211; si riesce a distinguere un uomo da una donna\u201d. \u2013 \u201cNon ancora\u201d, disse\nil rabbino. \u201cQuando &#8211; rispose un terzo alunno &#8211; si riesce a vedere che siamo\ntutti fratelli\u201d. \u2013 Ecco, s\u00ec, disse il rabbino, quando ci si vede e ci si riconosce\ntutti fratelli, allora si pu\u00f2 dire che c\u2019\u00e8 luce sufficiente sulla terra, e che\n\u00e8 arrivato il giorno, perch\u00e9 a fare luce, la vera luce, \u00e8 l\u2019amore\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Abbiamo ascoltato, nella\nseconda lettura, l\u2019inno all\u2019amore che Paolo scrisse ai cristiani di Corinto. I cristiani\ndi Corinto avevano particolare bisogno di un inno all\u2019amore, perch\u00e9 essi, tra\ndi loro, erano molto divisi e discordi, si erano divisi in gruppi e fazioni\ncontrapposte (1Cor\n1,11-12). Ma\nnon solo i Corinzi soffrivano di divisioni e discordie. La comunit\u00e0 cristiana\ndi Filippi soffriva all\u2019interno di s\u00e9 per la lotta di due donne, benemerite per\nla diffusione del Vangelo ma che non riuscivano ad andare d\u2019accordo tra di loro\n(Fi 4,2-3), e portavano scompiglio e\ndivisione in tutta la comunit\u00e0; tanto che l\u2019apostolo Paolo sent\u00ec di rivolgersi\nall\u2019intera comunit\u00e0 scrivendo: <em>\u201cNon fate\nnulla per spirito di vanit\u00e0 o per vanagloria, ma ciascuno di voi, con tutta\numilt\u00e0, consideri gli altri superiori a se stesso, senza cercare il proprio\ninteresse, ma anche quello degli altri\u201d <\/em>(Fil 2,3-4). Le divisioni e le lotte dovevano essere forti e\nfuribonde all\u2019interno della comunit\u00e0 cristiana della Galazia, se Paolo scrisse\nloro: <em>\u201cSe vi mordete e divorate a\nvicenda, guardate almeno di non distruggervi del tutto gli uni gli altri!\u201d <\/em>(Gal 5,15).<\/p>\n\n\n\n<p>Non c\u2019\u00e8 lettera in cui Paolo\nnon esorti all\u2019amore, alla carit\u00e0. Agli Efesini scrive: <em>\u201cCamminate nella carit\u00e0, nel modo che anche Cristo vi ha amati\u201d <\/em>(Ef 5,2). Ai Colossesi scrive: <em>\u201cRivestitevi di sentimenti di misericordia,\ndi bont\u00e0, di umilt\u00e0, di mansuetudine, di pazienza, sopportandovi a vicenda e\nperdonandovi scambievolmente, se qualcuno abbia di che lamentarsi nei riguardi\ndegli altri. Come il Signore vi ha perdonati, cos\u00ec fate anche voi. Al di sopra\ndi tutto poi vi sia la carit\u00e0, che \u00e8 il vincolo di perfezione\u201d <\/em>(Col 3,12-14). E ai Romani scrive: <em>\u201cAccoglietevi tra voi gli uni gli altri come\nCristo accolse voi\u201d <\/em>(Rm 15,7).<\/p>\n\n\n\n<p>Tutte le comunit\u00e0 cristiane\ndegli inizi, pur fervorose per la pronta e generosa adesione al Vangelo,\navevano il problema di vivere la carit\u00e0. E\u2019 il problema di ogni comunit\u00e0; di\nogni comunit\u00e0 piccola o grande che sia; di ogni comunit\u00e0 anche credente; di\nogni parrocchia, di ogni convento e monastero, di ogni famiglia. In ogni tempo.\nNel cuore dell\u2019uomo, di ogni uomo, c\u2019\u00e8 un forte \u2018io\u2019; un \u2018io\u2019 che vuole imporsi\ne vuole essere a tutti i costi lui prima di ogni altro; e ci\u00f2 rende difficile\nla carit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Una volta un mio amico\nburlone mi disse: \u201cPer forza siamo cresciuti egoisti; ci hanno educato ad\nesserlo. A scuola ci hanno insegnato a coniugare i verbi in questo modo: \u2018Io\nsono, tu sei; io amo, tu ami; io gioco, tu giochi; io lavoro, tu lavori\u2019. Prima\nsempre l\u2019 \u2018io\u2019 e poi il \u2018tu\u2019. Avrebbero dovuto insegnarci a partire col \u2018tu\u2019 e\npoi con l\u2019 \u2018io\u2019!\u201d Era, evidentemente, una battuta la sua, che non intendeva\nscardinare il metodo di insegnamento, ma che nascondeva una precisa realt\u00e0:\nsiamo tendenzialmente egoisti. <\/p>\n\n\n\n<p>Ecco allora che abbiamo\nbisogno dell\u2019inno alla carit\u00e0, all\u2019amore, di Paolo. Nella prima parte esso ci\ndice che l\u2019amore, la carit\u00e0, \u00e8 la vera grandezza dell\u2019uomo. La grandezza di una\npersona sta ed \u00e8 proporzionale alla sua carit\u00e0, alla sua capacit\u00e0 di amare. Non\nsta nella sua cultura: <em>\u201cParlassi anche\ntutte le lingue degli uomini e degli angeli\u2026\u201d<\/em>; non sta in doti spirituali\nparticolari: <em>\u201cAvessi il dono della\nprofezia e possedessi tanta fede da trasportare le montagne\u2026\u201d<\/em>; non sta in\ngesti straordinari compiuti per farsi notare e non per amore: <em>\u201cDessi anche tutti i miei beni per averne\nvanto\u2026\u201d<\/em>. La grandezza di una persona sta nella sua carit\u00e0. Senza la carit\u00e0\n-dice Paolo-<em> \u201csarei un bronzo che\nrisuona, un cimbalo che strepita; non sarei nulla\u201d<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>Nella parte centrale\ndell\u2019inno Paolo enumera quindici caratteristiche della carit\u00e0, dell\u2019amore vero.\nCon esse possiamo confrontarci, possiamo misurarci, cercare di farle nostre. E\nnella terza parte dell\u2019inno Paolo afferma ancora una cosa di grande importanza;\ndice che la carit\u00e0 varca i limiti del tempo ed \u00e8 eterna. Tutto scomparir\u00e0,\nrester\u00e0 la carit\u00e0; rester\u00e0 ci\u00f2 che \u00e8 stato fatto con carit\u00e0 e con amore, perch\u00e9\n<em>\u201cDio \u00e8 amore\u201d<\/em> (1Gv 4,8), e Dio resta; e resta\nl\u2019amore.<\/p>\n\n\n\n<p>Domandiamo allora al Signore\nl\u2019amore; domandiamolo in questa Messa e in ogni Messa. La Messa \u00e8 l\u2019amore assoluto e\ninfinito di Ges\u00f9 morto in croce per noi che ci viene messo davanti e offerto.\nCon la Comunione\nnoi ci uniamo, attingiamo, a quell\u2019amore. Ci dia il Signore di saper veramente\namare, cos\u00ec che ci sia luce, sia \u2018giorno\u2019 sulla terra.<\/p>\n\n\n\n<p style=\"text-align:right\"><em>&nbsp;don Giovanni Unterberger<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>clicca QUI per scaricare l&#8217;omelia (Ger 1,4-5. 17-19;&nbsp;&nbsp; 1Cor 12,31 \u2013 13,13;&nbsp;&nbsp; Lc 4,21-30) Sabato, 29 gennaio 2022, risalente a sabato 30 gennaio 2016 Racconta un midrash ebraico: Un rabbino stava facendo lezione, e chiese ai suoi alunni: \u201cQuando, secondo &hellip; <a href=\"https:\/\/demamah.it\/?p=6544\">Continua a leggere<span class=\"meta-nav\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":5,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[13],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/demamah.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/6544"}],"collection":[{"href":"https:\/\/demamah.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/demamah.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/demamah.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/5"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/demamah.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=6544"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/demamah.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/6544\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6545,"href":"https:\/\/demamah.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/6544\/revisions\/6545"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/demamah.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=6544"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/demamah.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=6544"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/demamah.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=6544"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}