{"id":6636,"date":"2022-03-17T09:26:33","date_gmt":"2022-03-17T07:26:33","guid":{"rendered":"http:\/\/demamah.it\/?p=6636"},"modified":"2022-03-17T09:26:33","modified_gmt":"2022-03-17T07:26:33","slug":"3-domenica-di-quaresima-forma-straordinaria-5","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/demamah.it\/?p=6636","title":{"rendered":"3^ domenica di Quaresima &#8211; forma straordinaria"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image\"><a href=\"http:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/DMMH_S_3Quaresima.pdf\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"1024\" height=\"538\" src=\"http:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/Piero-del-Pollaiolo-Carit\u00e0-1469-1024x538.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-6626\" srcset=\"https:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/Piero-del-Pollaiolo-Carit\u00e0-1469-1024x538.jpg 1024w, https:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/Piero-del-Pollaiolo-Carit\u00e0-1469-300x158.jpg 300w, https:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/Piero-del-Pollaiolo-Carit\u00e0-1469-768x403.jpg 768w, https:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/Piero-del-Pollaiolo-Carit\u00e0-1469.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><figcaption><em>Piero del Pollaiolo &#8211; Carit\u00e0 &#8211; 1469<\/em><\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p style=\"text-align:center\">clicca <a href=\"http:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/DMMH_S_3Quaresima.pdf\">QUI<\/a> per scaricare l&#8217;omelia<\/p>\n\n\n\n<p style=\"text-align:center\">( Ef 5,1-9; Lc 11,14-28)<\/p>\n\n\n\n<p style=\"text-align:right\">Domenica 20 marzo, <em>risalente all\u201911 marzo 2012<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; San\nPaolo, nella prima lettura che abbiamo ascoltato, propone due obiettivi di\nimpegno spirituale agli Efesini; e a noi. Il primo obiettivo potrebbe essere\ndefinito, con un\u2019espressione classica latina, la \u201cpars destruens\u201d e il secondo\nobiettivo potrebbe essere definito la \u201cpars construens\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cPars destruens\u201d significa\nqualcosa che va distrutto, che va eliminato, che va lasciato; e \u201cpars\nconstruens\u201d significa qualcosa che va costruito, che va perseguito e coltivato.<\/p>\n\n\n\n<p>Cos\u2019\u00e8 che va distrutto ed\neliminato? qual \u00e8 la \u201cpars destruens\u201d? Dice Paolo: \u201cQuanto alla fornicazione e\na ogni specie di impurit\u00e0 o cupidigia neppure se ne parli tra voi, come si\naddice a santi; lo stesso si dica per le volgarit\u00e0, insulsaggini, trivialit\u00e0:\ncose tutte sconvenienti\u201d. <\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Paolo\nscrive ai cristiani di Efeso, citt\u00e0 popolosa, porto di mare, segnata da vita\nlicenziosa e scostumata. Paolo vuole riscattare i suoi cristiani da\ncomportamenti sessualmente scorretti in cui potrebbero ricadere (pur essendosi\nconvertiti a Cristo), a causa del poco tempo dacch\u00e8 sono diventati cristiani, e\na causa del richiamo che l\u2019ambiente pagano e lascivo di Efeso poteva esercitare\nsu di loro. <\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; E\nsi mostra deciso; non solo chiede che non si pratichino comportamenti contrari\nalla castit\u00e0, ma chiede che neppure nel linguaggio, nei modi di dire, nelle\nconversazioni si accenni a cose poco edificanti, evitando cos\u00ec del tutto il\nturpiloquio. L\u2019impurit\u00e0 \u00e8 qualcosa che abbrutisce l\u2019uomo. L\u2019impurit\u00e0 gli rende\noscuro il cuore. \u201cLa sapienza di Dio \u2013 dice il libro della Sapienza \u2013 non abita\nin un corpo schiavo del peccato\u201d (Sap 1,4). \u00c8 sempre attuale e necessaria per\ntutti la bella preghiera del libro del Siracide: \u201cSignore, padre e Dio della\nmia vita, non mettermi in bal\u00eca di sguardi sfrontati e allontana da me la\nconcupiscenza. Sensualit\u00e0 e libidine non si impadroniscano di me; a desideri\nvergognosi non mi abbandonare\u201d (Sir 23,4-6).<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Dopo\nla \u201cpars destruens\u201d, Paolo indica la \u201cpars construens\u201d. Egli chiede ai\ncristiani di Efeso una cosa straordinaria, chiede di costruire e di impegnarsi\nin un\u2019impresa che ha dell\u2019inverosimile: \u201cfatevi imitatori di Dio\u201d, imitate Dio,\nfate come fa lui.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Poteva\nl\u2019apostolo chiedere e proporre una cosa pi\u00f9 alta, una m\u00e8ta pi\u00f9 sublime di\nquesta? e pi\u00f9 ardua di questa? Ecco subito l\u2019obiezione che ci nasce in cuore:\n\u201cnon ce la far\u00f2 mai; \u00e8 cosa impossibile imitare Dio, cos\u00ec come \u00e8 impossibile\nmettere in pratica quello che Ges\u00f9 ha chiesto quando disse: \u201cSiate perfetti\ncome \u00e8 perfetto il Padre vostro celeste\u201d (Mt 5,48).<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Questa\nobiezione \u00e8 terribile, e quanto mai da respingere, si mette di traverso proprio\nall\u2019inizio di ogni cammino, toglie forza ad ogni sforzo, tronca il respiro e\nparalizza qualsiasi movimento. <\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Ma\ncome continua San Paolo il suo dire? Dice: \u201ccamminate nella carit\u00e0\u201d. Certo, una\ncarit\u00e0 non qualsiasi, perch\u00e9 aggiunge subito: \u201cal modo che Cristo ci ha amati e\nha dato se stesso per noi, offrendosi in sacrificio di soave odore\u201d. La carit\u00e0\n\u00e8 il modo di imitare Dio; s\u00ec, perch\u00e9 Dio \u00e8 carit\u00e0, \u00e8 amore (1Gv 4,8), e lo si\nimita amando.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; E\nla carit\u00e0 che ci \u00e8 richiesta \u00e8 nientemeno che la carit\u00e0 di Cristo, una carit\u00e0\nche arriva fino al sacrificio di s\u00e9, come fu la carit\u00e0 di Cristo che sal\u00ec in\ncroce.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Ma\nPaolo dice: \u201ccamminate\u201d, camminate nella carit\u00e0. \u00c8 importante tenere conto che\nquel \u201ccamminate\u201d, nella forma greca del verbo usata da Paolo, \u00e8 un imperativo\npresente, che, alla lettera, tradotto nel suo significato preciso, dice:\n\u201ccontinuate a camminare, mettete un passo dopo l\u2019altro\u201d sulla via della carit\u00e0.\nFate un passo dopo l\u2019altro, compite azione dopo azione, nella carit\u00e0. Non\nspaventatevi davanti a \u201ctutto\u201d il cammino da compiere; se guardate tutto il\ncammino da compiere in una volta sola e lo cogliete con un unico sguardo vi\nscoraggerete, e non muoverete neppure il primo passo. Ma non \u00e8 cos\u00ec che dovete\nfare; concentratevi su azione dopo azione, su momento di vita dopo momento di\nvita, e vedrete che una cosa alla volta riuscirete a farla bene, riuscirete con\nla grazia di Dio e con l\u2019impegno che vi chiede quel preciso momento, a\ncompierlo e a viverlo nella carit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; C\u2019\u00e8\nuna \u201cpars destruens\u201d e una \u201cpars construens\u201d da fare nella nostra vita. La vita\n\u00e8 tempo di lavoro, di impegno; non pu\u00f2 essere che il tempo della vita, i\ngiorni, i mesi, gli anni passino senza che noi lavoriamo su di noi. Sar\u00e0 dolce\ne bello trovarci somiglianti a Dio il giorno in cui lo incontreremo per essere\ncon lui per l\u2019eternit\u00e0. <\/p>\n\n\n\n<p style=\"text-align:right\"><em>don Giovanni Unterberger<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>clicca QUI per scaricare l&#8217;omelia ( Ef 5,1-9; Lc 11,14-28) Domenica 20 marzo, risalente all\u201911 marzo 2012 &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; San Paolo, nella prima lettura che abbiamo ascoltato, propone due obiettivi di impegno spirituale agli Efesini; e a noi. 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