{"id":8833,"date":"2025-11-14T09:59:16","date_gmt":"2025-11-14T07:59:16","guid":{"rendered":"https:\/\/demamah.it\/?p=8833"},"modified":"2025-11-14T09:59:16","modified_gmt":"2025-11-14T07:59:16","slug":"23-domenica-dopo-pentecoste-forma-straordinaria-4","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/demamah.it\/?p=8833","title":{"rendered":"23^ domenica dopo Pentecoste &#8211; forma straordinaria"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"http:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/Michelangelo-Merisi-detto-Caravaggio-Morte-della-Vergine-1604.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"679\" height=\"1024\" src=\"http:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/Michelangelo-Merisi-detto-Caravaggio-Morte-della-Vergine-1604-679x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-8829\" srcset=\"https:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/Michelangelo-Merisi-detto-Caravaggio-Morte-della-Vergine-1604-679x1024.jpg 679w, https:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/Michelangelo-Merisi-detto-Caravaggio-Morte-della-Vergine-1604-199x300.jpg 199w, https:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/Michelangelo-Merisi-detto-Caravaggio-Morte-della-Vergine-1604-768x1159.jpg 768w, https:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/Michelangelo-Merisi-detto-Caravaggio-Morte-della-Vergine-1604.jpg 800w\" sizes=\"(max-width: 679px) 100vw, 679px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\"><em>Michelangelo Merisi detto Caravaggio &#8211; Morte della Vergine &#8211; 1604<\/em><\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>clicca <a href=\"http:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/DMMH_S_23dopoPentecoste.pdf\">QUI<\/a> per scaricare l&#8217;omelia<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\">(Fil 3,17-21;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Mt 9,18-26)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\">domenica 16 novembre, <em>risalente al 23 ottobre 2016<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>C\u2019\u00e8 ancor oggi chi deride Cristo. Il giorno che a Cafarnao, ove era morta una ragazza di dodici anni, Ges\u00f9 disse: <em>\u201cLa fanciulla non \u00e8 morta, ma dorme\u201d<\/em>, e stava per risuscitarla, fu deriso dalla gente. La gente lo derise. Quella gente avr\u00e0 sussurrato: \u201cCostui non \u00e8 del tutto a posto; non si rende conto delle cose. Magari fosse vero, come dice lui, che la ragazza dorme e non \u00e8 morta; ma, purtroppo, la ragazza \u00e8 morta. Altro che dorme!\u2019 E lo deridevano. Ancora oggi c\u2019\u00e8 chi deride Cristo; c\u2019\u00e8 chi lo considera uno di cui non tenere conto, e magari addirittura lo combatte e lo osteggia.<\/p>\n\n\n\n<p>Noi, per grazia di Dio, non deridiamo Cristo, non lo combattiamo e non lo osteggiamo; ma abbiamo fede in lui? la fede del padre di quella ragazza, che ebbe il coraggio di chiederne nientemeno che la risurrezione; la fede dell\u2019emorroissa, che ebbe il coraggio di credere che al solo tocco del mantello di Ges\u00f9 sarebbe guarita dalla sua malattia? Abbiamo una fede cos\u00ec?<\/p>\n\n\n\n<p>Ho letto recentemente sulla rivista \u201cTracce\u201d una riflessione profonda sulla fede. L\u2019articolista, don Julian Carron, parlava di \u2018insicurezza esistenziale\u2019. Sviluppava un pensiero di questo tipo: noi soffriamo un po\u2019 tutti di insicurezza esistenziale; ci sentiamo insicuri, incerti, paurosi, sempre minacciati da qualcosa e da qualcuno; fragili imbarcazioni continuamente in pericolo di essere inghiottite dai marosi della vita. Soffriamo di insicurezza esistenziale. L\u2019antidoto&nbsp;&nbsp; -diceva don Carron- \u00e8 la fede. La fede che radica in Dio, che radica in Cristo.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019anima radicata in Dio, in Cristo, non soffre pi\u00f9 di insicurezza esistenziale, \u00e8 sicura, certa, serena, si fida di Dio, di quel Dio che ha detto: <em>\u201cTi ho amato di amore eterno, per questo continuo ad esserti fedele\u201d <\/em>(Ger 31,3); di quel Dio che ha detto: <em>\u201cSe dovrai attraversare le acque, sar\u00f2 con te, i fiumi non ti sommergeranno; se dovrai passare in mezzo al fuoco, non ti scotterai, la fiamma non ti potr\u00e0 bruciare, perch\u00e9 io sono il tuo salvatore. Tu sei prezioso ai miei occhi; tu mi appartieni\u201d<\/em> (Is 43,1.4); di quel Dio che ha dato il suo Figlio per noi, e <em>\u201ccome potrebbe <\/em>-dice san Paolo- <em>non donarci ogni cosa insieme con lui?\u201d <\/em>(Rom 8,32); di quel Dio che ha detto: <em>\u201cIo sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivr\u00e0; chiunque vive e crede in me, non morir\u00e0 in eterno\u201d <\/em>(Gv 11,25).<\/p>\n\n\n\n<p>Siamo noi cos\u00ec radicati in Dio, in Cristo? Abbiamo questa fede? o siamo ancora molto radicati in cose umane, in cose di questo mondo, pur buone e non peccaminose, ma pur sempre umane, che potrebbero improvvisamente esserci tolte e venirci a mancare: un affetto, la salute, un progetto per cui abbiamo tanto lavorato, condizioni economiche sicure\u2026 Radicati in Dio, in Cristo; totalmente. Questa \u00e8 \u2018fede\u2019; la fede che ci toglie dall\u2019insicurezza esistenziale; la fede che ci d\u00e0 la serenit\u00e0 e la pace, pur in mezzo alle difficolt\u00e0 del cammino, pur vivendo in mezzo a situazioni segnate da insicurezza e da precariet\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Ges\u00f9 ebbe a dire: <em>\u201cSe avrete fede pari a un granello di senape, direte a questo monte: \u2018Spostati da qui a l\u00e0\u2019, ed esso si sposter\u00e0, e nulla vi sar\u00e0 impossibile\u201d <\/em>(Mt 17,20).<\/p>\n\n\n\n<p>Ges\u00f9, tu ci dici: \u201cSe avrete fede pari a un granello di senape\u2026\u201d. Vuoi forse dirci che la nostra fede non \u00e8 neppure grande come un granello di senape? S\u00ec, \u00e8 vero, la nostra fede \u00e8 ancora tanto poca e tanto piccola! Aiutaci tu a radicarci sempre di pi\u00f9 in Dio, in te; in voi, che siete roccia ferma e salda, roccia che nessun uragano, nessun turbine e nessun mare burrascoso pu\u00f2 smuovere e scalfire. In voi, roccia sicura di salvezza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><em>don Giovanni Unterberger<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>clicca QUI per scaricare l&#8217;omelia (Fil 3,17-21;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Mt 9,18-26) domenica 16 novembre, risalente al 23 ottobre 2016 C\u2019\u00e8 ancor oggi chi deride Cristo. 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