Domenica di Quinquagesima

(1Cor 13,1-13;  Lc 18,31-43)

Belluno, chiesa di s. Stefano, 15 febbraio 2015

Gesù ha lasciato la Galilea. Il tempo del suo ministero sta per terminare, ed egli sta dirigendosi, deciso, verso Gerusalemme. Ha scelto, questa volta, la strada più lunga, quella lungo la valle del Giordano fino a Gerico, ed ora, da Gerico, sta per affrontare la salita, una quarantina di chilometri, che lo portano alla città santa. Lassù egli darà la vita, morirà in croce.

Lo ha predetto ai suoi apostoli: “Il Figlio dell’uomo sarà consegnato ai pagani, sarà schernito, oltraggiato, coperto di sputi e, dopo essere stato flagellato, sarà ucciso, e il terzo giorno risorgerà”. Gesù sa di andare a morire; sa che Gerusalemme sarà la città del suo grande, supremo ed estremo atto d’amore.

San Paolo nella prima lettura che abbiamo ascoltato ci ha tessuto l’elogio dell’amore, dell’amore nella misura e nel grado più alto, la carità. Il mondo dà valore a tante cose spesso diverse dalla carità. Per il mondo ha valore ed è importante chi sa, chi può, chi possiede, chi domina, chi appare, chi è sulla bocca di tutti, chi ottiene successo e notorietà. Chi invece vive nell’ombra, nel quotidiano, nel nascondimento, facendo con semplicità ma con generosità il proprio dovere, non viene quasi considerato. Grande, spesso, per il mondo, è colui che appare.

San Paolo capovolge la prospettiva: “Se anche parlassi le lingue degli uomini e degli angeli; se anche avessi il dono della profezia e conoscessi tutti i misteri; se anche avessi tutta la scienza e possedessi una fede tale da trasportare le montagne, ma non avessi la carità, non sarei nulla; a nulla tutto ciò mi varrebbe e mi gioverebbe”!

Grande davanti a Dio è colui che ha la carità. La carità è la vera statura dell’uomo. Davanti a Dio non vale il sapere, il potere, il fare, il programmare, il realizzare, il costruire…; davanti a Dio vale l’amore; vale la carità. La carità è la porta del Cielo; la carità è la natura di Dio: “Dio è carità”, dice la Sacra Scrittura (1Gv 4,8); la carità è ciò che rende l’uomo simile a Dio. Nulla vale quanto la carità; nulla vale senza la carità.

“La carità non fa nessun male al prossimo”, dice san Paolo. “Se tu ami -dice l’apostolo- non uccidi; se tu ami, non rubi; se tu ami, non sei adultero; se tu ami, non desideri ciò che non è tuo; se tu ami, osservi tutti i comandamenti, perché la carità è il compimento della legge” (Rm 13,9-10). Se tu ami, non fai del male al fratello: non offendi, non giudichi, non disprezzi, non accusi, non parli male, non calunni, non ti prendi gioco del prossimo, non lo circuisci, non lo imbrogli, non lo usi per i tuoi istinti, per i tuoi interessi; al contrario, se tu ami, aiuti, ascolti, accogli, comprendi, compatisci, accompagni, sopporti, perdoni… Se ami, fai del bene.

La storia cristiana è tutta disseminata e ricchissima di gesti di carità. Leggevo tempo fa la vita di santa Eurosia Barban, una donna nata nel 1866 a Quinto Vicentino. A vent’anni sposò un giovane vedovo, rimasto solo con due piccole figlie. Dall’unione nacquero sette figli, e nel 1917 alla famiglia si aggiunsero tre orfani. La cura dei figli non impedì ad Eurosia di dedicarsi anche ai bisognosi e di fare della propria casa un punto di riferimento sicuro per quanti si trovavano nella miseria e nelle difficoltà. Morì nel 1932 e nel 2009 fu proclamata santa; santa della carità.

Seminare carità è seminare seme buono; è seminare Dio, perché Dio è carità; è seminare seme che certamente germoglierà e porterà frutti di salvezza.

La carità, che dev’essere l’ingrediente e la sostanza di ogni gesto e di ogni comportamento, è però sempre a rischio. Noi siamo deboli nella carità. Abbiamo bisogno di luce, luce che viene dallo Spirito Santo, per capire la misura, le modalità, i tempi della carità. Non si può seguire l’istinto. Abbiamo bisogno di Spirito Santo, che è la carità di Dio, per vivere ed esercitare la carità vera, la carità autentica, la carità come Dio vuole che noi la viviamo e la esercitiamo.

La preghiera, allora, sia questa: “O Spirito Santo, facci dono della tau carità; insegnaci ad amare davvero.”

 

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