(1Tess 4,1-7; Mt 17,1-9)
Belluno, chiesa di s. Stefano, 1 marzo 2015
“Venite, saliamo su quel monte”, avrà detto Gesù a Pietro, Giacomo e Giovanni. E Pietro, Giacomo e Giovanni avranno pensato: “Su quel monte? Dobbiamo salire su quel monte? E’ fatica. Perché dobbiamo salire su quel monte?” Ma si sono fidati. Gesù, il loro Maestro, non aveva mai fatto loro richieste senza senso, proposte che poi li avevano delusi. E si incamminarono con Gesù sul monte.
Il monte Tabor non è un monte altissimo, 588 metri sopra il livello del mare; e la fatica di Pietro, Giacomo e Giovanni non dovette essere stata tanto quella di arrivarvi in cima, quanto piuttosto quella di obbedire a Gesù e di fidarsi di lui.
Su quel monte li attendeva una sorpresa straordinaria, un’esperienza che mai avrebbero immaginato. Gesù, che pur essi consideravano una persona unica ed eccezionale (chi mai aveva guarito ciechi, sordi, paralitici, lebbrosi? chi mai aveva risuscitato dei morti?), Gesù si presentava loro comunemente in sembianze umane, le sembianze di ogni uomo comune della terra; anche lui bisognoso di cibo, di riposo, soggetto a fatica, a stanchezza, ad emozioni, a delusioni…: un Gesù uomo.
Ma quel giorno, su quel monte, Pietro, Giacomo e Giovanni videro un Gesù-Dio. Il suo volto brillò come il sole, le sue vesti divennero candide come la luce; la gloria del Padre inondò tutto il suo essere e tutta la sua persona; accanto a lui apparvero Mosè ed Elia. I tre apostoli rimasero folgorati! Pietro esclamò: “Signore, è bello per noi restare qui; restiamo qui con te per sempre! Facciamo qui tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elia. Non importa se non facciamo capanne per noi; il solo restare qui con te, a contemplarti bello come sei, è per noi gioia, è per noi paradiso!”.
Avevano fatto fatica i tre apostoli a salire sul monte, avevano fatto fatica a fidarsi e ad obbedire all’invito di Gesù; ma quale ricompensa in cima a quel monte!
In un’altra occasione Pietro, Giacomo e Giovanni si erano fidati di Gesù e gli avevano obbedito. Erano sul lago di Genezareth e avevano lavorato tutta una notte da esperti pescatori, ma senza prendere nulla; neppure un pesce era finito nelle loro reti. Gesù si avvicinò loro e disse: “Gettate le reti per la pesca”. Pietro reagì: “Maestro, abbiamo faticato rutta la notte e non abbiamo preso nulla. Ora che è giorno è ancora più difficile che prendiamo qualche cosa!” Ma poi subito si riprese, e aggiunse: “Ma sulla tua parola getterò le reti”.
E cosa accadde? Dice il Vangelo che presero una quantità enorme di pesci, tanto che le reti rischiarono di rompersi e le due barche, piene di pesci, rischiarono di affondare! (Lc 5,4-11). Che sorpresa! che ricompensa alla fiducia in Gesù e all’obbedienza a lui! Il Vangelo dice che “un grande stupore prese Pietro e quelli che erano con lui per la pesca che avevano fatto; così pure Giacomo e Giovanni, che erano soci di Pietro”.
Fidarsi di Gesù è certezza di bene. Un giorno Pietro disse a Gesù: “Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito; che cosa dunque ne otterremo?” E Gesù gli rispose: “In verità io vi dico, chiunque avrà lasciato case, o fratelli, o sorelle, o padre, o madre, o figli, o campi per il mio nome, riceverà già al presente cento volte tanto e nel futuro la vita eterna” (Mt 19,27-29).
Gesù non delude! Il denaro delude. Il prestigio delude. La prestanza fisica delude. La stessa salute delude. Anche il migliore amico delude. Anche un coniuge arriva a deludere. Siamo tutti imperfetti! siamo tutti limitati! siamo tutti poveri e insufficienti a colmare l’abisso del cuore altrui! Tutto è così! Solo Gesù, solo Dio, non delude! Fidiamoci di lui.
Gesù dice: “Non preoccupatevi del domani;il Padre vostro celeste sa ciò di cui avete bisogno” (Mt 6,25-34). Fidiamoci.
Gesù dice: “C’è più gioia nel dare che nel ricevere” (At 20,35). Fidiamoci. Siamo generosi; diamo!
Gesù dice: “Non sono venuto per i giusti, ma per i peccatori” (Mt 9,13), e noi ci sentiamo peccatori; allora è venuto per noi, e non “contro” di noi. Fidiamoci.
Gesù dice: “Io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo” (Mt 28,20), allora abbiamo una compagnia, una presenza, non siamo soli. Fidiamoci.
Gesù dice: “Io vi risusciterò nell’ultimo giorno” (Gv 11, 25); allora abbiamo una speranza. Fidiamoci.
Fidiamoci! Pietro, Giacomo e Giovanni, che si fidarono di Gesù e salirono sul monte, ci dicono: “Fidatevi di Gesù. Salite i monti che egli vi chiede di salire. Accettate la fatica dei cammini che egli vi propone. Non resterete delusi. Sarete contenti!