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(At 2,1-11; Gv 14,23-31)
Domenica 23 maggio, risalente al 27 maggio 2012
Abbiamo bisogno di Spirito Santo. Il mondo ha bisogno di Spirito Santo. Ne abbiamo bisogno ciascuno di noi. L’uomo, senza Spirito Santo, si trova ad essere guidato e sospinto dal proprio spirito. E sappiamo, purtroppo, qual è il nostro spirito; ci conosciamo abbastanza per dire che il nostro spirito non è sempre buono, è spesso uno spirito di individualismo, di narcisismo, di contrapposizione, di egoismo, di autosufficienza, di libidine.
Quanto male e quanta sofferenza nel mondo a causa dello spirito dell’uomo! E come sarebbe invece diverso il mondo se fosse animato e pervaso di Spirito Santo!
“Manda il tuo Spirito, o Signore, e la faccia della terra sarà rinnovata”, dice il salmo (Sal 104,30). Il Signore, questo spirito, il suo spirito, ce lo ha mandato, ce lo ha inviato.
Il brano degli Atti degli apostoli ci ha raccontato la Pentecoste, il giorno in cui gli apostoli furono ripieni di Spirito Santo e vennero fatti uomini nuovi. Quel giorno lo Spirito Santo fece irruzione nei loro cuori, e la faccia della terra cominciò ad essere rinnovata. Attorno agli apostoli si formò una nuova umanità, una comunità di uomini diversi, di gente di provenienza diversa, di lingua diversa, di nazionalità diversa, di cultura diversa; tutti uniti e concordi, diventati “un cuor solo e un’anima sola” (At 4,32) attorno ad un centro, Cristo.
La caratteristica più propria, l’essenza, dello Spirito Santo, è quella di essere “comunione”. Lo Spirito Santo è la comunione tra il Padre e il Figlio all’interno della Santissima Trinità, è l’amore che unisce il Padre e il Figlio tra loro in una unità assoluta, perfetta e indissolubile.
Di comunione ha bisogno il mondo; di comunione ha bisogno ogni uomo e ogni donna, perché ogni uomo e ogni donna, ogni umana creatura, è fatta per la comunione, e vive se è in comunione. Eppure quanto è difficile la comunione! Quanto è faticosa! Quanto è fragile e delicata! Quanto è a rischio di continuo, e come è facile disturbarla e romperla! E poi, quanto costa ricostruirla, rifarla! Abbiamo bisogno di Spirito Santo che ci conservi nella comunione.
Lo Spirito Santo è spirito di umiltà, di delicatezza, di tenerezza, di fiducia. Egli è tutto questo. Lo Spirito Santo è umiltà, “è come il vento – dice Gesù – di cui non sai da dove venga e dove vada” (Gv 3,8), eppure c’è, eppure è fonte di vita, eppure muove le cose. Di lui non riusciamo neppure a figurarci il volto, eppure è una persona che ci ama, che ci abita, che ci salva e ci santifica.
Lo Spirito Santo è delicatezza; non ci accusa mai, non ci tratta con durezza mai; si avvicina a noi, anche dopo che avessimo sbagliato, con dolcezza e amabilità, solo per risollevarci, per medicarci, per incoraggiarci e per dirci che possiamo ricominciare.
Lo Spirito Santo è tenerezza. Nel testo ebraico della Bibbia lo Spirito Santo è detto “rùach” ( רוחַ ), e “rùach”è di genere femminile. Lo Spirito Santo ha un che di femminile, ha i tratti della donna, della madre, di Colui/Colei che è tenerezza e bontà.
Lo Spirito Santo è fiducia, ha sempre in cuore un futuro per l’uomo, anche per l’uomo peccatore; non dice mai “basta; sei così e resterai così”, ma sempre e di continuo crede nell’uomo, lo sollecita e lo chiama a migliorare, a diventare più buono, perché, sempre, l’uomo può fare un passo avanti nella bontà e nel bene.
In tal modo lo Spirito Santo è comunione, e in tal modo egli può aiutare la nostra comunione, infondendo nei nostri rapporti se stesso, rendendoci capaci di immettere, nei nostri rapporti, ciò che lui è: umiltà, delicatezza, tenerezza, fiducia.
Con queste virtù, con questi atteggiamenti interiori che lo Spirito Santo ci dà, noi saremo comunione, costruiremo comunione, godremo comunione.
Abbiamo bisogno di Spirito Santo. Ed è gioia per noi il sapere che la Pentecoste è sempre in atto, che lo Spirito Santo è in stato di permanente e continua effusione; che ogni volta che ci apriamo a lui, lo Spirito Santo ci si dona; egli non attende altro che di potercisi donare per renderci “uno” tra noi.
Sia allora frequente, quotidiana, continua la nostra invocazione e la nostra preghiera; “Vieni, Spirito Santo, riempi i nostri cuori; donaci ciò che tu sei, sii tu stesso tra noi la comunione che sei tra il Padre e il Figlio; facci “uno” come “uno” è Dio; facci “uno” per la nostra gioia, per la nostra vita, perché possiamo essere salvi”.
