Domenica delle Palme 2014

(Is 50,4-7;  Fil 2,6-11;  Mt 26,14 – 27,66)

Duomo, sabato 12 aprile 2014

La Liturgia di questa domenica, domenica delle Palme, celebra l’ingresso glorioso e trionfale di Gesù a Gerusalemme: una folla lo acclama re di Israele e Messia, gli fa festa e lo osanna con gioia ed esultanza.

E in questa stessa domenica la Liturgia pone come Vangelo il racconto della Passione di Gesù, racconto che ci mette davanti, al vivo, Gesù rifiutato, condannato e messo a morte sulla croce.

Contrasto stridente! La folla che la domenica delle Palme osannò Gesù, pochi giorni dopo, il venerdì santo, lo volle morto in croce. La domenica delle Palme : “Osanna al nostro re!”, e il venerdì santo: “Via, via costui; noi non abbiamo altro re che Cesare, l’imperatore di Roma!”.

Accade spesso all’uomo, e anche a noi, di essere incostanti, di essere contraddittori nel’agire, di passare in breve tempo dalla sequela di Cristo all’infedeltà a lui. Partiamo con buoni propositi, e poco dopo veniamo meno ai propositi e alla promesse fatte al Signore.

La Settimana santa che ci sta davanti ci chiede di aprire le porte di quella Gerusalemme  che è il nostro cuore, la nostra vita, al Signore, e di accoglierlo perché egli possa regnare in noi, decisi a non rifiutarlo più, a non offenderlo più, a non crocifiggerlo più.

Per avere questa forza e questa perseveranza nel bene ci gioverà tenere lo sguardo fisso sulla passione del Signore, sul suo amore infinito e senza limiti che lo spinse ad immolarsi per noi, lasciandoci commuovere dal suo dolore e dalla sua carità. Solo un amore così grande, solo il suo amore, così grande, potrà darci perseveranza e costanza.

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