20a domenica del Tempo ordinario (forma ordinaria)

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Ger 38,4-6. 8-10;  Ebr 12,1-4;   Lc 12,49-53

Duomo di Belluno, sabato 13 agosto 2016

Si era nell’orto del Getsemani e Gesù si era appena alzato dall’agonia. Sopraggiunsero i soldati inviati dai sommi sacerdoti e dai farisei per catturare Gesù; lo presero e gli strinsero i polsi. Gli apostoli, presenti, gridarono: “Signore, dobbiamo colpire con la spada?” E uno di loro, Simon Pietro, con la spada colpì il servo del sommo sacerdote e gli staccò un orecchio. Ma Gesù gli disse: “Pietro, riponi la spada nel fodero”; e, con un gesto di bontà, riattaccò l’orecchio al servo del sommo sacerdote (cfr Lc 22,49-50; Gv 18,10-11).

Gesù non volle che fosse usata la spada neppure quella sera, neppure in quel momento in cui egli stava subendo un’ingiusta aggressione, un’ingiusta violenza. Gesù era contrario ad ogni spada e ad ogni violenza; aveva addirittura detto: “Se uno ti percuote la guancia destra, tu porgigli anche l’atra”, perdonalo, fagli del bene (Mt 5,39).

Ma c’è una spada che Gesù venne a portare nel mondo. Luca ci ha detto ora nel Vangelo: “Pensate che io sia venuto a portare la pace sulla terra? No, vi dico, ma la divisione”. E Matteo, nel passo parallelo, dice: “Non crediate che io sia venuto a portare pace sulla terra; non sono venuto a portare pace, ma una spada” (Mt 10,34). La spada che Gesù è venuto a portare sulla terra è la spada della verità.

La verità è una spada che taglia, una spada che separa, che distingue, che divide, che dice ciò che è bene e ciò che è male. La verità non ammette confusione, non ammette che sia detto ‘buono’ ciò che è ‘cattivo’, e detto ‘cattivo’ ciò che è ‘buono’; la verità è la verità; è lo smascheramento di ogni menzogna e falsità.

E la verità, per natura sua, separa e divide chi segue la verità da chi segue l’errore; i seguaci della verità e i seguaci dell’errore vengono a trovarsi per intrinseca necessità lontani e separati tra di loro, su due sponde diverse gli uni dagli altri. Per ‘colpa’ della verità? No, per ‘merito’ della verità! La verità ha il merito di operare distinzione e divisione tra ciò che è bene e ciò che è male, tra ciò che è giusto e ciò che non è giusto; solo col brillare della verità può essere riconosciuto, ed evitato, il male e l’errore.

Quanto è forte anche oggi nel mondo la scontro tra la verità e l’errore, tra il bene e il male! Quanta mentalità non cristiana, pagana, lotta e combatte contro la mentalità di Cristo! E’ in atto un forte attacco del pensiero del mondo contro il pensiero della Chiesa. E’ in atto una persecuzione violenta, che in molti paesi del mondo arriva fino ad uccidere i cristiani, per odio alla loro fede; ed è in atto, specialmente nel nostro Occidente, una persecuzione più fine, più soft, ma terribilmente pericolosa e insidiosa, che vuole farci pensare e vivere in modo contrario al Vangelo.

Non è forse vero che tale mentalità pagana è già entrata in larga misura nei mezzi di comunicazione sociale, nella stampa, nelle trasmissioni televisive, come pure nelle varie legislazioni e nei costumi della nostra Europa, e della nostra stessa Italia? E, senza andare molto lontano da noi, non ci capita forse quasi quotidianamente di doverci confrontare con pensieri e con concezioni della vita che non sono secondo Cristo? Alle volte addirittura all’interno della nostra stessa famiglia e tra parenti, come ci ha lasciato intendere Gesù nel Vangelo.

Occorre tenersi stretti alla verità, alla verità di Cristo, al pensiero della Chiesa, che si nutre della verità di Cristo. Sopporteremo la non comunione perfetta con chi non la pensasse secondo il Signore; di certo non odieremo nessuno, anche nel caso fossimo odiati ed avversati per il nostro credo cristiano; ma con l’aiuto di Dio continueremo ad offrire ai fratelli il servizio della verità, servizio tanto necessario e tanto prezioso.

don Giovanni Unterberger

 

 

 

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