21° Domenica del Tempo ordinario (forma ordinaria)

(Is 66,18b-21;   Ebr 12,5-7. 11-13;   Lc 13,22-30)

Duomo di Belluno, sabato 20 agosto 2016

Il cuore di Dio è meravigliosamente grande e meravigliosamente buono. Nel suo cuore ci sta tutto il mondo e tutta l’umanità; proprio tutto il mondo e tutta l’umanità! Dio vuole bene a tutti, e tutti vuole salvi nella sua casa, nella sua gioia, nella sua felicità: il paradiso. La prima lettura ci ha detto: “Io verrò a radunare tutte le genti e tutte le lingue; essi verranno e vedranno la mia gloria”.

Qui a Belluno, da alcuni mesi, c’è un giovane nigeriano, di ventun anni, cristiano. E’ ferventissimo; porta al collo una corona del Rosario, senza vergognarsi. Conosce la Messa degli Angeli e anche la Messa della Madonna, in gregoriano; la canta, con altri fedeli, alla Messa delle otto del mattino, la domenica, nella chiesa di Santo Stefano. Faceva il chierichetto nella chiesa cattedrale della sua città, in Nigeria. Partecipa anche ad un corso biblico la domenica sera. E’ un giovane che ama il Signore. Davvero: “Io verrò a radunare tutte le genti e tutte le lingue; essi verranno e vedranno la mia gloria”! Davvero si stanno continuamente avverando le parole profetiche di Gesù: “Verranno da oriente e da occidente, da settentrione e da mezzogiorno e siederanno a mensa nel regno di Dio”!

In tutto il mondo c’è un movimento centripeto di persone verso Cristo e verso il Cristianesimo, a fronte di un movimento centrifugo che spinge le persone via da Cristo e dalla pratica cristiana. “Vi sono ultimi che saranno primi, e vi sono primi che saranno ultimi”.

Gesù pronunciò queste parole agli scribi e ai farisei, che si ritenevano giusti ma si chiudevano ostinatamente a lui e al suo messaggio, mentre gente pagana, e addirittura prostitute e pubblici peccatori si convertivano e si aprivano alla sua parola e al suo amore.

Le parole di Gesù che abbiamo sentito ora nel Vangelo, contengono un avvertimento serio e, in una certa misura, severo: “Sforzatevi di entrare per la porta stretta. Quando il padrone di casa si alzerà e chiuderà la porta, voi, rimasti fuori, comincerete a bussare alla porta, dicendo:‘Signore, aprici!’. Ma egli vi risponderà: ‘Non so di dove siete. Allontanatevi da me, voi tutti operatori di ingiustizia!’ Là ci sarà pianto e stridore di denti”.

Papa Francesco ha voluto che in quest’anno fossero aperte nel mondo, con grande larghezza, le porte della misericordia. La porta della misericordia di Dio è sempre aperta; sempre il peccatore pentito può oltrepassare quella porta; è la porta stessa a chiamarlo a sé. Ma non possiamo dimenticare che quella porta chiede conversione; che sulla vita dell’uomo, sulle sue azioni, suoi comportamenti, sta il giudizio di Dio. Troppo poco, forse, pensiamo, al giudizio di Dio sulle nostre azioni, comprese quelle minime, quelle piccole di ogni giorno.

Il giudizio di Dio non è mai giudizio di punizione e di condanna, è sempre e solo giudizio di assoluzione e di perdono, ma insieme è un giudizio che chiede cambiamento e novità di vita, chiede pentimento sincero, pena l’escluderci da noi stessi da quella porta, pena che quella porta siamo noi stessi a chiudercela davanti, e a non entrarvi. In caso estremo, quella porta, l’uomo potrebbe chiudersela davanti definitivamente e per sempre, e rimanere per sempre là dove c’è “pianto e stridore di denti”. L’esistenza dell’inferno è verità di fede indicataci da Gesù stesso.

La vita cristiana non deve fondarsi sulla paura, deve nutrirsi piuttosto della bontà e dell’amore del Signore che ci vuole tutti salvi e felici in cielo. Dev’essere una vita vissuta nella serietà e nell’impegno, una vita d’amore a Dio in risposta all’amore grande, infinito, di Dio per noi.

don Giovanni Unterberger

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