18° Domenica dopo Pentecoste (forma straordinaria)

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Belluno, chiesa di s. Stefano, 18 settembre 2016

“Alzati e cammina”, disse Gesù al paralitico. Quell’uomo era bloccato. La paralisi è una malattia che blocca le parti del corpo paralizzate; le parti del corpo paralizzate non si muovono, sono inerti, non rispondono ai comandi del cervello. L’uomo guarito da Gesù doveva essere paralizzato alle gambe; di fatti Gesù gli disse: “Alzati e cammina”, gli restituì la capacità di alzarsi e di camminare.

La paralisi colpisce il corpo, ma esiste una paralisi che colpisce, che può colpire, anche lo spirito; c’è anche una paralisi spirituale. Brutta anche la paralisi spirituale, perché anch’essa blocca; anch’essa tiene fermi e prigionieri della situazione in cui ci si trova.

Il ricordo e il dolore per offese ricevute, per violenze, torti, ingiustizie subìte, ci può tenere paralizzati, bloccati in quei ricordi e in quelle sofferenze. A paralizzare può essere la paura, la paura di fronte a un problema, a una difficoltà, ad un impegno che si avverte gravoso. La paura toglie le forze, rende incapaci di reazione e di iniziativa. A paralizzare può essere la sfiducia e lo scoraggiamento: non si sa più sperare che una data situazione, compromessa e rovinata, ad esempio nei rapporti con persone, possa cambiare, possa essere rimediata; e quindi non si fa più nulla, ci si arrende sconsolati.

Ancora: a paralizzare può essere il ricordo di sbagli ed errori commessi in passato. Il ricordo di sbagli ed errori commessi in passato può togliere la capacità di vivere al meglio l’oggi, il momento presente, il tempo che ora abbiamo nelle mani, e che può essere vissuto in modo giusto, vero e buono. A paralizzare può essere una condizione di tiepidezza spirituale, di mediocrità di vita, che ci impedisce qualsiasi slancio di bene, qualsiasi guizzo di impegno e di generosità. Sono molte le paralisi di cui possiamo soffrire.

Gesù è il guaritore da qualsiasi paralisi. In qualsiasi situazione di paralisi noi ci trovassimo, Gesù può ed ha la capacità di pronunciare una parola di guarigione, di novità e di salvezza; può dire: “Alzati e cammina!”, può rimetterci in piedi e rimetterci in moto. Quante persone il Signore ha rimesso in piedi e ha rimesso in moto lungo i secoli! Persone che erano vissute a lungo nel vizio, o anche solo in uno stile di vita scialbo e incolore, e che ad un certo punto, toccate dalla grazia di Dio, da una parola del Vangelo, da un avvenimento della loro vita, dal richiamo di un amico, si sono convertite, si sono messe d’impegno e si sono incamminate sulla via del Signore!

“Alzati e cammina!”, dice anche a noi il Signore. Alzati e non stare seduto, accasciato nella tua situazione. Alzati; il Signore ti vuole in piedi; ti vuole ‘su’, che cammini. Via ogni pusillanimità e ogni resa sbagliata. Alzati! Gesù è capace di farti camminare, di irrobustire i tuoi piedi e di riempire il tuo cuore di fiducia, di speranza, di volontà nuova.

Sono belle e consolanti le parole della Sacra Scrittura: “Nulla è impossibile a Dio” (Lc 1,37). “Impossibile agli uomini, ma non a Dio” (Mc 10, 27). Le disse Dio ad Abramo di cento anni e a Sara di novanta, quando promise loro un figlio (cfr Gn 18,14); le disse Dio al profeta Zaccaria promettendo un futuro glorioso per Gerusalemme devastata e distrutta dai nemici (cfr Zac 8,6); le disse l’angelo a Maria il giorno dell’Annunciazione assicurandole che Dio l’avrebbe potuta rendere madre pur restando ella vergine (cfr Lc 1,37); le disse Gesù agli apostoli che pensavano che nessuno potesse salvarsi data l’altezza e le esigenze grandi chieste da Gesù per entrare nel regno dei cieli (cfr Mc 10,27). “Nulla è impossibile a Dio!”

Oggi Gesù dice a noi: “Alzati e cammina!; con la mia grazia tu lo puoi fare. E’ impossibile a te, ma non a me, non alla mia grazia e alla mia potenza. Alzati, dunque! Alzati e cammina!”.

don Giovanni Unterberger

 

 

 

 

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