2a Domenica del Tempo ordinario (forma ordinaria)

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(Is 49, 3.5-6;   1Cor 1,1-3;   Gv 1,29-34)

Duomo di Belluno, sabato 14 gennaio 2014

Anche l’evangelista Giovanni, nel Vangelo che abbiamo ora ascoltato, parla del battesimo di Gesù ad opera di Giovanni Battista. Vi allude e lo racconta non in forma narrativa, come fanno Matteo, Marco e Luca, come abbiamo sentito nel Vangelo di domenica scorsa, ma lo fa in modo più teologico, per così dire. Giovanni presenta Gesù, nel momento in cui Gesù si mostra al mondo e inizia la sua missione, come l’uomo dello Spirito Santo.

Per ben due volte Giovanni evangelista dice che su Gesù discese e si fermò lo Spirito Santo. Le parole che egli mette in bocca al Battista sono: “Ho contemplato lo Spirito discendere come una colomba dal cielo e rimanere su di lui”. E appena sotto: “Una voce mi disse: Colui sul quale vedrai discendere e rimanere lo Spirito, è lui, il Messia”. Giovanni evangelista presenta Gesù come l’uomo dello Spirito, l’uomo investito dallo Spirito Santo e reso stabile dimora di lui. “Vidi discendere, e rimanere” lo Spirito Santo, dice Giovanni.

Gesù fu concepito per opera dello Spirito Santo (Mt 1,18); lo ricevette il giorno del battesimo; fu condotto nel deserto ad affrontare le tentazioni di Satana guidato e sostenuto dallo Spirito Santo (Mt 4,1); nella sinagoga di Nazareth, il giorno in cui inaugurò la sua missione, Gesù disse: “Lo Spirito del Signore è su di me” (Lc 4,18); al ritorno degli apostoli dalla missione “esultò nello Spirito Santo” (Lc 10,21); tutta la vita di Gesù fu sotto il segno dello Spirito Santo. Lo Spirito Santo guidò Gesù, lo sostenne, lo animò, lo rese aperto alle necessità e alle povertà della gente; lo rese forte di fronte agli avversari e ai nemici; lo rese capace di affrontare la passione, la croce e la morte.

Gesù fu l’uomo dello Spirito Santo. E lo fu non solo per sé, ma lo fu, e lo è, anche per noi, per tutto il mondo. “E’ lui che battezza nello Spirito Santo”, ci ha detto Giovanni. E un po’ più avanti nel Vangelo Giovanni dice: “Egli dà lo Spirito senza misura” (Gv 3,34). Gesù dona lo Spirito Santo; quello Spirito Santo che egli ricevette e che lo guidò nella vita, egli lo dona a noi; egli lo offre a noi.

E’ il suo grande dono. E’ il dono che può fare di noi creature nuove; il dono che ci rende capaci di pensare come Dio pensa; di agire come Dio agisce; di amare le cose che Dio ama; di rifiutare le cose che Dio rifiuta. E’ lo Spirito che dà forza nelle tribolazioni; che consola nelle sofferenze; che tiene viva la speranza e non permette che ci abbattiamo. E’ lo Spirito di carità che unisce i cuori; che aiuta a perdonare le offese; che spinge alla riconciliazione e alla pace.

Il mondo, le nazioni, hanno bisogno di questo Spirito. Troppe sono le cattiverie, le violenze, le ingiustizie, le frodi, le inimicizie, le guerre che devastano la convivenza umana, che mettono gli uomini gli uni contro gli altri. Lo spirito del mondo, fatto di egoismo, di avidità e di cupidigia, ha bisogno di essere vinto dallo Spirito di Dio. Lo spirito del mondo tenta di continuo e in mille modi di entrare nel cuore dell’uomo; abbiamo bisogno di chiedere a Gesù che ci ‘battezzi’ nello Spirito Santo, che ci ‘immerga’ nello Spirito Santo. Con lo Spirito Santo possiamo affrontare bene la vita, possiamo contribuire, per la nostra parte, alla costruzione di un mondo più buono.

La liturgia della Chiesa possiede due splendidi inni allo Spirito Santo: il ‘Veni creator’ e il ‘Veni, sancte Spiritus’. Sono preghiera e poesia insieme; sono altissima preghiera e altissima poesia. Non è impossibile impararli a memoria in latino, per pregarli così come sono nati, così come sono stati originariamente composti, nella bella melodia gregoriana. Ma li possiamo semmai imparare a memoria in italiano; possono diventare parte delle nostre preghiere quotidiane. Abbiamo immenso bisogno di Spirito Santo!

don Giovanni Unterberger

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