5a Domenica dopo l’Epifania (forma straordinaria)

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(Col 3,12-17;   Mt 13,24-30)

Belluno, chiesa di s. Stefano, 5 febbraio 2017

Un campo di grano infestato dalla zizzania. Qualcosa di brutto; occorre intervenire. Il padrone del campo però frena lo zelo dei servi che vorrebbero attivarsi a strappare la zizzania. Il padrone del campo riserva a sé i tempi e i modi dell’operazione.

Nella spiegazione che Gesù darà della parabola, si capirà che il campo è il mondo, il buon grano sono gli uomini buoni, la zizzania sono gli uomini che si lasciano guidare dal diavolo; e il seminatore della zizzania è il diavolo stesso.

Il diavolo sta seminando, va seminando zizzania nel mondo. Questa presenza e questa opera malefica di satana non va dimenticata, non va sottovalutata. Siamo sotto continuo attacco, sotto continua aggressione. C’è un leone ruggente -dice l’apostolo Pietro nella sua prima lettera- che si aggira nel mondo cercando chi azzannare e chi divorare (cfr 1Pt 5,8). Il campo del mondo è continuamente disturbato da Satana.

I servi della parabola si meravigliano che nel campo ci sia la zizzania; era stato seminato buon grano! E domandano stupiti al padrone: “Da dove viene questa zizzania?”. Domanda comprensibile, ma domanda che non tiene conto di una cosa, di un piccolo particolare che invece è grande, importante e decisivo; il testo dice: “Mentre tutti dormivano venne il nemico, seminò zizzania in mezzo al grano e se ne andò”. Mentre tutti dormivano… Tutti dormono, e il nemico  viene, compie la sua opera, e se ne va indisturbato. Neppure un cenno di lotta, di opposizione, di tentativo di contrastare il nemico da parte dei servi. I servi dormono; e il nemico agisce, agisce, agisce…e se ne può andare indisturbato, senza dover sostenere nessuna lotta, senza quindi nessuna fatica oltre quella del seminare (se pur il seminare gli costi fatica…). E’ necessario vegliare; è indispensabile vigilare. Vigilare soprattutto sui pensieri, perché spesso è di là che entrano la tentazione e l’opera di Satana.

Un signore mi disse una volta, in un incontro, una cosa che trovai molto giusta e utile anche per me; mi disse: “Cerco di controllare i miei pensieri. Ai miei pensieri dico: ‘Tu chi sei? Cosa vuoi? Dove vuoi portarmi?’ Cerco di non concedere troppo facilmente il lasciapassare ai miei pensieri; cerco di imporre loro una sorta di dogana, di sottoporli a una specie di interrogatorio, perché so, per esperienza, che se lascio passare tutto, poi mi trovo a dover combattere un’infinità di tentazioni, tentazioni che già hanno fatto strada in me e che già hanno preso forza e che non sempre riesco a vincere”. Mi ha interessato questa indicazione, dire ai pensieri: “Tu chi sei? Cosa vuoi? Dove vuoi portarmi?’

E’ necessario vigilare, non dormire, per non trovarsi la zizzania già dentro il cuore, seminata dall’astuto e cattivo nemico che non patisce sonno e non dorme mai, e sempre vuole insidiare la nostra anima e la nostra vita. E’ importante, invece, coltivare pensieri buoni; richiamare alla mente qualche Parola di Dio; cantarci in sordina qualche canto di Chiesa che ci piace; fare memoria dei benefici ricevuti dal Signore; stare in sua compagnia godendo dell’amore che ci porta…

Non tutta la zizzania che Satana vuole seminare in noi riusciamo ad evitare; il nostro campo non sempre riusciamo a custodirlo perfetto e solo di grano. Ma abbiamo un Sacramento che riesce a ripulire ogni volta il nostro campo dalla zizzania: è il Sacramento della Penitenza. Ricorriamo con frequenza a questo Sacramento: esso non solo sradica dal nostro cuore la zizzania, ma, in più, irrobustisce e fa crescere bene il grano.

don Giovanni Unterberger

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