11° Domenica dopo Pentecoste 2017 (forma straordinaria)

(1 Cor 15,1-10;   Mc 7,31-37)

Belluno, chiesa di s. Pietro, 20 agosto 2017

Gesù guarì un sordomuto; gli mise le dita negli orecchi, toccò con la propria saliva la lingua di quell’uomo, e gli restituì l’udito e la parola. C’è un particolare che colpisce in questo episodio. Compiuto il miracolo, Gesù comandò al sordomuto, e all’altra gente, di non dirlo a nessuno, di non divulgarne la notizia. Cosa strana. Perché mai Gesù avrà chiesto ciò?

Non è questo l’unico caso in cui Gesù chiese il riserbo e il silenzio. In un’altra occasione Gesù aveva guarito un cieco e -dice il Vangelo- Gesù, presolo per mano, lo condusse fuori del villaggio, lì lo guarì, e gli comandò di non rientrare nel villaggio (cfr Mc 8,22-26). In un’altra occasione ancora Gesù, a un lebbroso guarito, disse: “Guarda di non dire niente a nessuno” (Mc 1,40-45). Gesù aveva bisogno che non gli venisse fatta troppa pubblicità. Un’ eccessiva pubblicità avrebbe allarmato farisei, sadducei ed erodiani, i suoi nemici, i quali sarebbero intervenuti anzi tempo a bloccare il suo ministero, e Gesù non sarebbe riuscito a portare avanti la sua missione neppure per i due anni e mezzo in cui riuscì ad operare, prima di essere messo a morte.

Ma da questo modo riservato di agire di Gesù noi cogliamo un insegnamento. Gesù non cercava la pubblicità, non cercava il plauso e il successo. Non agiva per essere acclamato e osannato. Gesù intendeva fare a volontà del Padre, e ciò per lui era tutto. Un giorno egli rimproverò i Giudei così: “Voi prendete gloria gli uni dagli altri, e non cercate la gloria che viene da Dio” (Gv 5,44).

La tentazione alla visibilità, all’apparire, al fare in modo che la gente s’accorga ed apprezzi ciò che siamo e facciamo è una tentazione che facilmente s’insinua strisciante in noi. Quante vite distorte per la smania di essere considerati! San Josemaria Escrivà de Balaguer scrive: “Non voler essere come quella banderuola dorata del grande edificio: per quanto brilli e per quanto sia in alto, non conta nulla per la solidità della costruzione. Fossi tu come la vecchia pietra nascosta nelle fondamenta, sotto terra, dove nessuno ti veda: proprio per te la casa non crollerà”. Gesù contestò il desiderio di apparire; disse: quando preghi non farlo per essere visto; quando aiuti il prossimo non volere che tutti lo sappiano; quando digiuni fa in modo che nessuno se ne accorga” (cfr Mt 6,1-4. 16-18).

Dona grande libertà interiore il non essere debitori e schiavi del giudizio altrui. Dona grande libertà! E aiuta a cogliere il valore e la preziosità di ciò che è buono, giusto e vero, sia pur fatto nel silenzio e nel nascondimento. “La vostra vita è nascosta con Cristo in Dio -dice san Paolo- e quando si manifesterà Cristo, la vostra vita, allora anche voi sarete manifestati con lui nella gloria”(Col 3,3-4). Vale ciò che è fatto con Cristo; ciò che è fatto in comunione con lui, per lui e in lui. Tutto viene allora riscattato; anche la più piccola cosa, anche il più piccolo gesto acquistano importanza, preziosità e valore. Tutto costruisce il Regno di Dio.

Del resto noi abbiamo un esempio eclatante nel Signore Gesù: egli visse lontano dai riflettori, per trent’anni in un piccolo villaggio a fare il falegname; in un’epoca in cui non esistevano né macchine fotografiche, né cineprese, né registratori, né giornali; dovendosi affidare alla memoria  e ai ricordi di chi l’aveva visto e udito; eppure egli è il Salvatore, il salvatore del mondo!

Ci dia il Signore il desiderio di ‘essere’ e non di ‘apparire’; di essere momento per momento ciò che egli desidera che siamo; e allora ‘saremo davvero’, e avremo costruito noi stessi e una realtà eterna che dura.

don Giovanni Unterberger

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