Justitia Dei

Se il tema di questo Quaderno è la giustizia, non possiamo
non iniziare col mettere a fuoco quale sia la giustizia
di Dio, il ‘Sommo Giusto’. Ricordo che mi destarono
grande interesse le lezioni di padre Stanislas Lyonnet, professore
di Sacra Scrittura al Pontificio Istituto Biblico, quando ci spiegò
il vero senso delle parole ‘giustizia’, ‘giusto’, ‘giustificare’
nelle lettere di san Paolo. Ci imbattevamo, studiando gli scritti
dell’apostolo, in espressioni come queste: “giustizia di Dio” (Rm
3,21-22); “Dio ha stabilito Cristo come strumento di espiazione
al fine di manifestare la sua giustizia” (Rm 3,25); ‘Dio manifesta
la sua giustizia per essere giusto’ (Rm 3,26).
Noi eravamo portati a intendere tali espressioni nel senso
comune: Dio è ‘giusto’ in quanto premia i buoni e punisce
i cattivi; e la ‘giustizia di Dio’ sarebbe la sua prerogativa di
dare all’uomo la giusta ricompensa o condanna per le opere
compiute.
E invece padre Lyonnet ci spiegò, per mezzo di una rigorosa
e precisa esegesi, che l’espressione ‘Dio giusto’ e ‘giustizia di
Dio’ vanno intese in senso del tutto diverso, anzi opposto. Dio
è ‘giusto’ non nel senso della giustizia umana, (se così fosse
tutti gli uomini sarebbero perduti, perché tutti peccatori), ma
nel senso che egli ‘giustifica’, rende ‘giusto’ l’uomo peccatore
che si apre a lui nella fede; Dio infatti “vuole che tutti gli uomini
siano salvi” (1Tm 2,4).
Non è obiezione alla ‘giustizia’ di Dio il fatto che, secondo
la parabola, egli dia agli operai che hanno lavorato nella vigna
un’ora soltanto, la medesima ricompensa di coloro che vi
hanno lavorato tutta la giornata (cfr Mt 20,1-16); né che egli doni la
salvezza anche a chi si convertisse all’ultimo istante di vita (cfr.
il buon ladrone sulla croce, Lc 23,42-43).
Dio è ‘giusto’, sì, ma nel senso che non può chiamare
‘bene’ il ‘male’ e ‘male’ il ‘bene’, e non può dare salvezza a
chi caparbiamente volesse rimanere nel peccato e nel rifiuto di
lui. La sua ‘giustizia’ coincide con la ‘verità’, che Dio non può
rinnegare, ma non si oppone alla misericordia; anzi, la ‘giustizia
di Dio’ è proprio azione di misericordia, che ‘giustifica’, e rende
‘giusto’ il peccatore pentito, rimettendogli ogni colpa.
Questa visione della ‘giustizia di Dio’ è sommamente
liberante, e addirittura commovente. La sua ‘giustizia’ l’ha
spinto a sacrificare il Figlio per redimere l’umanità dal peccato,
e riportare nel suo abbraccio l’uomo che si era a lui ribellato e
l’aveva offeso. A questa ‘giustizia’ l’uomo può guardare con
speranza e fiducia, ed è invitato a imitarla nei confronti dei
fratelli.

Don Giovanni Unterberger

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