
(Gal 4,1-7; Lc 2,33-40)
Belluno, chiesa di s. Pietro, 30 dicembre 2018
Il celebre scrittore inglese Chesterton ebbe a dire: “Il mondo non perirà per mancanza di meraviglie, ma per mancanza di meraviglia”. In effetti molte sono le cose che dovrebbero suscitare e tenere desto in noi lo stupore, e che noi facilmente diamo per scontate e a cui poco badiamo: il susseguirsi regolare delle stagioni; la terra che da quattro miliardi di anni mantiene fedelmente la sua orbita attorno al sole senza perdersi nell’universo; il cuore che batte giorno e notte senza mai fermarsi per anni e anni; la spiga che nasce e matura da un piccolo chicco… E quante altre meraviglie nel mondo creato, nel mondo della natura! Che cosa dire, poi, del mondo della sopranatura?!
Il Vangelo ci ha raccontato di Giuseppe e Maria col Bambino Gesù al tempio di Gerusalemme, e di loro ha detto: “Giuseppe e Maria, la madre di Gesù, si stupivano delle cose che si dicevano riguardo a lui”. Nel cuore di Giuseppe e di Maria c’era stupore, c’era meraviglia. Le parole del vecchio Simeone e dell’anziana profetessa Anna li trasportavano in una realtà e in una dimensione oltre il visibile, oltre lo sperimentabile. Quel loro bambino non era un semplice, comune bambino; era qualcosa di più, di molto di più! Era e sarebbe stato il punto di paragone per tutta l’umanità, “segno di contraddizione perché fossero svelati i pensieri di molti cuori”.
C’è un ‘oltre’, esiste un ‘oltre’ che è qualcosa di meraviglioso, di bellissimo e di stupendo: è il mondo di Dio. Mondo che è per noi. “Meravigliosa è la tua alleanza, Signore”, recita il salmo (Sal 119,129). L’alleanza del Signore è una meraviglia! Avere lui per alleato; lui che è la bontà, l’amore, la potenza, l’onnipotenza; lui che è la risurrezione e la vita, la continua presenza! che meraviglia! Cosa potremmo sperare e desiderare di più? Ma noi ce ne meravigliamo?
Nel libro del profeta Isaia Dio ci dice: “Tu sarai una magnifica corona nella mia mano, un diadema regale nella palma del tuo Dio. Tu sarai da me chiamato ‘mio compiacimento’, io mi compiacerò di te” (Is 62,3-4). Ma come è possibile? come può accadere che Dio si compiaccia di me? sono un peccatore; sono uno che lo ha tanto trascurato, dimenticato e offeso… Come posso essere una corona, un diadema regale per lui, un qualcosa di cui egli si possa compiacere? Eppure Dio lo ha detto. Che meraviglia! Ma noi ce ne meravigliamo?
“Stupende sono le tue opere, Signore, una meraviglia ai nostri occhi”, recitano ancora i salmi (Sal 66,3; Sal 118,23). Opere meravigliose il Signore ha compiuto in noi e per noi. Più di un migliaio di volte, nei miei lunghi anni, mi sono accostato al Sacramento del perdono, e sempre ho trovato un Dio di perdono; anche voi… ogni volta perdonati! Quanta pazienza in Dio! Che meraviglia! Ma noi ce ne meravigliamo?
E l’Eucaristia? Dio fatto cibo, nostro compagno di viaggio, ‘manna’ nel deserto della vita, pegno di risurrezione e di vita eterna… Che meraviglia! Ne siamo meravigliati? E lo Spirito Santo? e che siamo figli di Dio chiamati ad una felicità senza fine, non sono realtà da meraviglia? “Il mondo non perirà per mancanza di meraviglie, ma per mancanza di meraviglia”.
Ci doni il Signore il desiderio di conoscere sempre di più lui e le sue cose; la capacità di stare in silenzio e in meditazione affacciati sul Mistero con lo stupore e gli occhi dei bambini, che ‘bevono’ ciò che vedono. Non sapremo più cosa sia la noia; saremo introdotti in panorami stupendi e straordinari che ci riempiranno il cuore, e noi saremo gioiosi, allegri, appagati.
don Giovanni Unterberger