Commemorazione dei fedeli defunti

Caspar David Friedrich – L’ingresso del cimitero – 1825

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(1Cor 15,51-57;   Gv 5,25-29)

2 novembre 2021, risalente al 2012

Il giorno della Commemorazione dei Defunti è un giorno in cui particolarmente riaffermare la verità della Risurrezione. La Parola di Dio ascoltata ci sostiene in questa fede e in questa certezza. Non tutto finisce; c’è una vita oltre questa vita che ci aspetta. Per cui possiamo pensare “vivi” i nostri cari Defunti. Non sono “morti” i nostri cari morti; sono “vivi”.

E questo giorno ci sollecita a conservare, anzi ad intensificare, il nostro legame con loro. Siamo ancora legati a loro, e loro a noi, anche dopo la loro dipartita da questo mondo. Il legame si è fatto diverso, ma non si è spezzato.

Una preghiera che da ragazzo sentivo recitare alla fine del Rosario quando si andava a recitare il Rosario in casa di un defunto diceva: “Anime sante, anime purganti, pregate Dio per noi, che noi pregheremo Dio per voi perché vi dia la gioia santa del Paradiso”. Questa preghiera esprimeva la fede che siamo ancora collegati con i nostri Defunti, noi di qua, ed essi di là. In particolare ci può essere scambio di preghiera; preghiera di loro per noi, e preghiera di noi per loro. Nella preghiera e con la preghiera possiamo ancora restare uniti, perché la preghiera ci mette in Dio, e ci fa incontrare tutti in Dio.

Non manchi il suffragio per i nostri Defunti; ad essi, ad alcuni di essi in particolare, abbiamo speciali doveri di riconoscenza. E non dimentichiamo anche di pregare per le anime dei Defunti più bisognosi e più dimenticati. Sarà un bel atto di carità che Dio gradisce.

Infine il pensiero della morte ci insegni a vivere. San Bernardo diceva: “Vive quasi cotidie moriturus”, vivi come se tu dovessi morire ogni giorno, vivi come se ogni giorno fosse l’ultimo della tua vita. Un pensiero, quello della morte e dell’incontro con Dio, che non deve spaventarci e terrorizzarci, ma che deve solo spronarci a vivere al meglio questa vita, per fare di essa una cosa bella, santa, e per poter godere per l’eternità dell’abbraccio di Dio.

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