Domenica di Pasqua

Tintoretto – Resurrezione di Cristo – 1578-1581

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(1Cor 5,7-8;   Mc 16,1-7)

(At 10,34a. 37-43;   Col 3,1-4;   Gv 20,1-9)

Domenica 1° aprile 2024, risalente al 5 aprile 2015

Il sabato, col suo riposo, era passato, e Maria Maddalena, Maria madre di Giacomo e Salome, di buon mattino (di più non seppero aspettare), si recarono al sepolcro di Gesù per ungerne il corpo. Avevano in mente un morto, un corpo morto da ungere con unguenti ed aromi, come era costume presso gli Ebrei. Avevano il cuore gonfio, pieno di dolore, ferito dalla morte atroce del loro Maestro.

Ma che sorpresa! Nel sepolcro di Gesù Gesù non c’era! Al suo posto, seduto accanto al luogo ove Gesù era stato deposto, c’era un giovane biancovestito, che disse loro: “Non è qui. Gesù non è qui!”  –  “Come non è qui? e allora dov’è?”, si saranno chieste immediatamente, stupefatte e impaurite,  le donne.

Gesù era ormai in Cielo, in paradiso; ed era libero di muoversi in ogni luogo sulla terra; sarebbe apparso dappertutto, una apparizione dopo l’altra: alle donne, agli apostoli, a più di cinquecento persone in una sola volta, come ci riferisce san Paolo (1Cor 15,6). “Non è qui; Gesù non è qui, è risorto!”, disse quel misterioso giovane biancovestito alle donne; e le donne avranno fatto fatica a credere. Era cosa troppo strana, troppo fuori del normale… incredibile!

Durante l’ultima cena Gesù aveva detto agli apostoli: “E’ bene per voi che io me ne vada” (Gv 16,7), è bene per voi che io muoia e risorga, perché così non sarò più legato ad un luogo, ma sarò con voi dappertutto; sarò accanto ad ogni uomo, dentro ogni situazione di vita dell’uomo; e lo sarò per sempre. “Io sarò con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo” (Mt 28,20).

Il cristiano è l’uomo che crede nella risurrezione del Signore; è l’uomo che crede che Gesù è vivo; è vivo ed è dentro la storia; dentro la sua storia, e dentro la storia di tutti gli uomini. Presente come “acqua viva”. L’uomo ha sete; ha sete di pace, di serenità, di felicità, di eternità, di infinito. Gesù risorto è quest’acqua viva. “Io ho un’acqua che, chi la beve, non avrà più sete in eterno”, disse Gesù alla samaritana (Gv 4,14).

Gesù risorto è presente come “luce”. “Io sono la luce del mondo; chi cammina dietro a me non cammina nelle tenebre, ma avrà la luce della vita” (Gv 8,12). Il cristiano crede in Gesù luce; in Gesù risorto che gli illumina il cammino; in Gesù vivo, che con gli insegnamenti e i suggerimenti dello Spirito Santo gli dice dove andare e come andare.

Gesù risorto è presente come “pastore”. “Io sono il buon pastore; io conosco le mie pecore e le chiamo per nome” (Gv 10,14. 3). Il cristiano è sereno, fiducioso; si sente accompagnato, accudito, nutrito, difeso, custodito, guidato da un pastore, da un buon pastore, che si prende cura di lui.

Per il cristiano Gesù non è un morto, è vivo. Non è uno dei grandi della storia che sono morti. Un giorno i Giudei dissero a Gesù: “Sei tu più grande del nostro padre Abramo, che è morto? anche i profeti sono morti. Chi pretendi di essere?” (Gv 8,53). E Gesù rispose loro: “Io sono da sempre, e per sempre”.

Gesù risorto ci è contemporaneo. La sua vicenda non fu interrotta e portata a conclusione dalla grossa pietra messa sul suo sepolcro. Quella grossa pietra le donne, il mattino di pasqua, la trovarono rotolata via dal sepolcro, e nel sepolcro Gesù non cera più. “E’ risorto, non è qui”, disse il giovane biancovestito. La vicenda di Gesù è vicenda di tutti i tempi; è vicenda di oggi, di domani, di dopodomani, del secolo prossimo, del millennio prossimo, di sempre! di sempre!

A questa compagnia, a questa presenza fedele e continua, noi possiamo in ogni istante appoggiarci, ad ogni istante ricorrere. Con Cristo vivo noi possiamo in ogni momento della vita colloquiare, dirgli le nostre pene, i nostri dolori; presentargli i nostri progetti, le nostre speranze, le nostre ansie, le nostre paure, i nostri peccati; e sentire da lui la sua parola pronunciata in questo istante; non parola di una volta, non parola di duemila anni fa, ma parola pronunciata ora, in questo istante, per me, per te: “Ci sono io; non temere; sono risorto e sono qui con te”!

La pasqua del Signore è giorno radioso di vita, di luce, di speranza, di presenza di Dio nel mondo e nella storia. E’ giorno di un Cristo vivo, risorto, che è con noi per sempre, a salvezza. Dopo tanti giorni in cui la Chiesa si è trattenuta dal cantare l’ “Alleluja”, oggi e d’ora in poi lo canta esultante: “Alleluja, alleluja, alleluja”! E lo canta senza arrestarsi, senza fermarsi più, perché è lieta, felice e sicura d’avere con sé il suo Signore, il suo Dio, il suo Gesù, vivo e risorto.

don Giovanni Unterberger

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