20° Domenica del tempo ordinario (forma ordinaria)

(Prov 9,1-6;   Ef 5,15-20;   Gv 6,51-58)

Duomo di Belluno, sabato 16 agosto 2015

Quando si vuole bene ad una persona, si desidera avere vicina a sé quella persona, si desidera essere vicini a quella persona: il desiderio di unione è grande. Forse sarebbe a caso che l’Eucaristia ha preso lungo i secoli anche il nome di “comunione”? No, non è a caso, perché l’Eucaristia è il segno più alto e più grande di quanto Gesù abbia desiderato averci vicini a sé ed esserci vicino. “Mangiate la mia carne, bevete il mio sangue, egli ci dice; portate me dentro di voi”. Unione piena e totale.

Gesù desidera offrirci questa unione piena e totale con lui; ed egli stesso desidera essere in unione piena e totale con noi.

Potrebbe forse l’uomo desiderare qualcosa di più grande, di più alto, di più santo che unirsi a Cristo nell’Eucaristia? E potrebbe desiderare qualcosa di più utile, più vantaggioso per sé che essere in comunione con lui nell’Eucaristia? Gesù è il Signore, è il re dell’universo; è il creatore e il padrone del cosmo; è il Signore dei secoli e della storia; il Redentore dell’umanità; il Salvatore di tutto ciò che esiste; il senso di ogni vita e il futuro eterno di ogni vita; egli è Dio, il Figlio di Dio! Potrebbe l’uomo desiderare qualcosa di più grande che unirsi al Figlio di Dio, a Cristo Signore?

Ma non solo noi desideriamo unirci a Gesù nell’Eucaristia, è anche Gesù stesso che desidera unirsi a noi nell’Eucaristia.

La prima lettura ci ha presentato la Sapienza che chiama tutti al suo banchetto. La Sapienza è immagine di Dio, è immagine di Gesù. Gesù chiama tutti al suo banchetto. L’evangelista Luca ci racconta che Gesù, il giovedì santo, prima di iniziare la sua passione, disse ai suoi apostoli: “Ho ardentemente desiderato mangiare questa cena pasquale con voi” (Lc 222,15). Gesù desiderò ‘ardentemente’ consumare quella cena pasquale con i suoi apostoli, perché in quella cena egli si sarebbe donato loro sotto le specie del pane e del vino. Ora, in ogni Messa, in ogni Eucaristia, Gesù si rende ancora presente con lo stesso ardente desiderio, il desiderio di donarsi a noi sotto le specie del pane e del vino, il desiderio di donare a noi tutto se stesso.

Gesù ci desidera nell’Eucaristia, Gesù ci chiama alla Messa. Gesù desidera unirsi a noi, e desidera unire noi a sé. Alla Messa noi andiamo non solo perché noi desideriamo lui, ma anche perché lui desidera noi. Gesù Eucaristia nutre un ‘ardente’ desiderio di noi; noi andiamo all’Eucaristia perché quell’ardente desiderio non resti disatteso, non resti insoddisfatto. E’ bello andare all’Eucaristia, alla Messa sapendoci desiderati voluti, attesi… e sapendo di fare contento il Signore!

Gesù ci desidera e ci attende perché vuole essere per noi ‘pane di vita’, e di vita eterna. “Chi mangia questo pane –egli dice- vivrà in eterno”.

Le persone che si vogliono bene si cercano, desiderano momenti di affetto e di intimità, sentono il bisogno di unione, di comunione. L’Eucaristia è questo momento privilegiato di comunione, desiderato da noi con Gesù e desiderato da Gesù con noi.

 

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