Domenica di Sessagesima (forma straordinaria)

clicca QUI per scaricare l’omelia

(2 Cor 11,19-33; 12,1-9;    Lc 8,4-15)

Belluno, chiesa di s. Stefano, 19 febbraio 2017

Ricordate: due domeniche fa il Vangelo ci proponeva la parabola del grano e della zizzania: in un campo era stato seminato del buon grano, ma quella semina era stata rovinata da Satana, il disturbatore della semina col suo seminare la zizzania. Oggi Gesù ci parla ancora di semina: “Il seminatore uscì a seminare”, e ci parla ancora di Satana che tenta di rovinare la semina. Il seminatore -dice Gesù- è Dio; il campo è il mondo, siamo noi; il seme è la parola di Dio. Dio semina la sua parola, e la semina con larghezza, con generosità, in abbondanza, ma c’è Satana, il quale vuole rovinare tutto.

Come fa Satana a rovinare la semina? Qual è la tecnica che egli usa? Gesù dice: Dio semina, “ma poi viene il diavolo e porta via la parola dal cuore, perché non credano e così siano salvati”. Ecco la tecnica di Satana, ecco la sua opera malvagia: rubare la parola di Dio dal cuore dell’uomo, portargliela via, perché l’uomo non si salvi.

Satana sa che la parola di Dio è salvifica; sa che la parola di Dio è più forte di lui: l’ha inequivocabilmente sperimentato. Gesù era nel deserto, dopo il battesimo, e Satana gli si avvicinò per tentarlo, ma fu vinto dalla parola di Dio. Gesù, ad ogni tentazione del demonio oppose parola di Dio: “Sta scritto: ‘Non di solo pane vivrà l’uomo’; sta scritto: ‘Non tentare il Signore Dio tuo’; sta scritto: ‘Adora il Signore Dio tuo, a lui solo rendi culto’; e Satana dovette battere in ritirata, perse la battaglia, vinto dalla parola di Dio (Mt 4,1-11).

L’apostolo Giovanni fa un’affermazione forte nella sua prima lettera, dice: “Chiunque è nato da Dio non commette peccato, perché un germe divino dimora in lui, e non può peccare” (1Gv 3,9). Il ‘germe divino’ di cui parla Giovanni è la parola di Dio; finché nel cuore dell’uomo resta presente e viva la parola di Dio -dice Giovanni- l’uomo non pecca. La parola del Signore custodisce l’uomo dal peccato, lo preserva dal peccare.

Questo Satana lo sa, ed allora cerca in tutti i modi di far dimenticare all’uomo la parola del Signore, di portargliela via, di impedire che gli attecchisca nel cuore. Lo fa spingendo l’uomo ad un attivismo esagerato; lo fa tenendo l’uomo legato agli affanni e alle preoccupazioni della vita; lo fa affascinando l’uomo e come incantandolo con i beni materiali, con le cose del mondo; lo fa tentandolo nella fede così che l’uomo non abbia a dare credito fino in fondo alla parola di Dio e dubiti della sua forza, della sua verità. Lo fa in mille modi, nei mille modi che la sua astuzia e la sua cattiveria gli suggeriscono; scopo e fine ultimo: portare via la parola di Dio dal cuore dell’uomo. Senza quella parola l’uomo è vulnerabile; è di Satana facile preda.

“La parola di Dio dimori tra voi abbondantemente”, esorta san Paolo; “Accogliete con docilità la parola che è stata seminata in voi e che può salvare le vostre anime”, esorta l’apostolo Giacomo (Giac 1,21); “Mai dimenticherò la tua parola, Signore”, dice il salmista (Sal 119,16).

Con forza la Chiesa invita i fedeli a leggere la parola di Dio, a leggerla quotidianamente; a meditarla con profondità, con assiduità, con fiducia e fede. La parola di Dio è salvezza. Dalla parola di Dio, come da uno scudo potente, noi siamo protetti e difesi dal Maligno.

 don Giovanni Unterberger

Questa voce è stata pubblicata in Omelie di Don Giovanni. Contrassegna il permalink.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.