Domenica fra l’Ottava di Natale (forma straordinaria)

clicca QUI per scaricare l’omelia

(Gal 4,1-7;   Lc 2,33-40)

Belluno, chiesa di s. Pietro, 31 dicembre 2017

 

Questa domenica è la domenica fra l’Ottava del Natale. L’Ottava, nel calendario liturgico, è il prolungamento di otto giorni della festa celebrata. La festa celebrata è così solenne, così grande e così importante per la salvezza, che non può rimanere rinchiusa entro sole ventiquattro ore, entro un unico giorno, ma ha bisogno di un giorno ‘lungo’, di un ‘giorno di otto giorni’, per esprime e donare tutta la sua ricchezza.

L’istituzione dell’Ottava prese spunto dall’uso giudaico; nella liturgia ebraica le grandi feste di Pasqua, della Capanne e della Dedicazione del tempio duravano otto giorni. Nella liturgia romana l’Ottava cominciò ad affermarsi nel IV secolo, per le feste più importanti: Natale, Pasqua, Pentecoste. Lungo il Medioevo si aggiunsero, sia pur con minore solennità, altre Ottave, per alcune feste della Madonna, come l’Immacolata, l’Assunta, e per le feste di alcuni Santi più importanti, quali san Giuseppe, san Giovanni Battista, gli apostoli Pietro e Paolo.

L’Ottava di Natale, che si concluderà domani, intende conservare per otto giorni nel cuore del cristiano l’evento e la memoria del grande mistero dell’Incarnazione. La Chiesa vuole dare al fedele tempo per considerare e contemplare le ricchezze nascoste nel nato Bambino.

Quel Bambino è il Verbo di Dio, il Dio che abitava i cieli, e che non disdegnò di scendere sulla terra e nascere in una stalla. Per lui, il creatore dell’universo, neppure una semplice casa per nascere, ma una stalla. Veramente umile è il nostro Dio! Esempio supremo di abnegazione!

Quel bambino nacque in povertà. Non negli agi, non nei conforts, ma nelle ristrettezze e nel poco che Giuseppe e Maria poterono dargli, lontani com’erano dalla propria casa, dalla propria abitazione, dal proprio paese.  In povertà nacque il nostro Dio!

Quel Bambino si fece uomo; non solo si pose ‘accanto’ all’uomo, ma ‘si fece’ uomo; assunse tutto ciò che è proprio dell’uomo, compreso il dolore, la sofferenza, la paura, la morte. Veramente solidale con l’uomo è il nostro Dio!

In quel Bambino è rinchiusa la speranza del mondo. In lui è l’amore del Padre per l’umanità, la redenzione e la salvezza; la certezza che il male non prevarrà.

L’Ottava del Natale sta per terminare; domani sarà il suo ultimo giorno; ma se ci fosse un po’ sfuggita, abbiamo modo di recuperare. Non dismetteremo subito il presepio che abbiamo allestito nelle nostre case, lo conserveremo ancora per un po’ di tempo; e ci regaleremo dei momenti di sosta, di contemplazione, di preghiera davanti ad esso. Sarà proprio un ‘regalo’ che ci faremo, oltre che un regalo al Bambino nato per noi. Grazie grandi ci verranno dallo stare in silenzio davanti al presepio, e guardare, guardare…. Guardare Gesù, guardare Maria, guardare Giuseppe, guardare i pastori…. Quel ‘guardare’ ci farà tanto bene!

don Giovanni Unterberger

Questa voce è stata pubblicata in Omelie di Don Giovanni. Contrassegna il permalink.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *