Festa di Maria Madre di Dio (forma ordinaria)

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(Num 6,22-27;   Gal 4,4-7;   Lc 2,16-21)

Duomo di Belluno, 1 gennaio 2018

 

Siamo all’inizio di un nuovo anno. E siamo qui, nella casa di Dio, da lui, alla sua presenza. Abbiamo, certamente, molte grazie da chiedergli, molte cose da dirgli, difficoltà da presentargli per ricevere aiuto, luce, sostegno, soluzione. Lo faremo durante la celebrazione, e potremo farlo anche personalmente a casa nostra; ma ora, in questo momento, lasciamo che sul nuovo nostro anno scendano le parole della prima lettura, le parole che il sacerdote ebraico pronunciava sul popolo riunito in preghiera al tempio di Gerusalemme.

“Ti benedica il Signore”. Abbiamo bisogno della benedizione del Signore. La benedizione del Signore fa vivere, pone in noi germi di bontà, di carità, di speranza, di fiducia, di salvezza. La benedizione del Signore non è semplice augurio, ma è potenza che agisce e opera ciò che dice; è potenza di Dio. Benedetti dal Signore, noi siamo rinforzati, rinvigoriti, sostenuti, confortati, consolati. Chiediamo la benedizione del Signore: ‘Signore, benedici la mia vita, quest’anno che oggi inizia; benedici tutti i suoi giorni, ogni cosa che farò. Benedici i miei cari, tienili sotto il tuo amore, dentro la tua onnipotente benedizione che salva.

“Il Signore ti custodisca”. Abbiamo bisogno di essere custoditi. Custoditi da tanti mali, da tante insidie, da tanti pericoli. ‘Signore, custodiscimi. Custodisci la mia mente da pensieri malvagi, di superbia, di vanagloria, di autosufficienza, di odio, di vendetta, di avvilimento, di scoraggiamento. Custodisci il mio cuore da affetti malsani, da attaccamenti sbagliati a persone, a cose, a progetti che non sono i tuoi. Signore, custodisci il mio corpo da istinti di lussuria, da voglie impure, da una sorta di idolatria del corpo, e aiutami a dare ad esso ciò di cui invece ha bisogno in misura e riposo. Signore, custodiscimi dal peccato, dal fascino del male, dal ribellarmi a te, dal dimenticarti, dal trascurarti, dal non considerarti per quello che sei. Custodiscimi da Satana, dalle sue tentazioni, dai suoi raggiri e menzogne. Custodisci, Signore, i miei cari nell’anima e nel corpo. Proteggili e tienili stretti a te che sei salvezza.

“Il Signore faccia risplendere  per te il suo volto”. Abbiamo bisogno del volto di Dio. Non c’è volto più bello di quello di Dio. Dio è la bellezza da cui ogni bellezza. E’ bello il volto di un bambino, di una giovane donna, ma cosa sarà il volto di Dio? “Guardate a lui e sarete raggianti”, recita un salmo (Sal 34,6). Per quel Volto  noi siamo fatti; in quel Volto noi potremo inebriarci, perché è volto di bontà, di santità, di giustizia e insieme di misericordia, di padre e di madre. “Cercate il suo volto -invita il salmista-  il tuo volto, Signore, io cerco” (Sal 27,8). Cerchiamo quel volto, anche se subito non ci sarà dato di vedere; ma quanto più noi purificheremo il nostro spirito, tanto più esso ci apparirà. “Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio”, ha detto Gesù (Mt 5,8). Il volto di Dio ci si manifesterà.

“Il Signore ti conceda pace”. Di pace abbiamo bisogno. Quanti turbamenti, quanti sussulti, quante ansie, quante paure abitano la nostra vita e le nostre giornate! ‘Signore, abbiamo bisogno di pace; della tua pace, di quella che hai promesso tu, di quella che tu sai dare e il mondo non sa dare (cfr Gv 14,27). Dona pace ai nostri cuori, alle nostre famiglie, alle nostre comunità, alla Chiesa, al mondo intero. Che noi possiamo vivere nella pace!

Oggi, primo giorno dell’anno, la Chiesa celebra la festa di Maria, madre di Dio. L’anno viene posto sotto la sua protezione. Affidiamo a lei tutto ciò di cui le nostre vite hanno bisogno, ella provvederà al vero bene di noi suoi figli.

don Giovanni Unterberger

 

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