Solennità dell’Epifania

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(Is 60,1-6;   Ef 3,2-3a. 5-6;   Mt 2,1-12)

 Duomo di Belluno, 6 gennaio 2018

 

Per due volte, nel Vangelo che abbiamo ora ascoltato, vengono nominati espressamente i magi; per tre volte vengono nominati espressamente Erode e il Bambino nato; e per quattro volte viene nominata la stella. La stella sembra essere la protagonista del racconto e dell’evento. Infatti, fu per la stella che i magi si mossero e si misero in viaggio; fu per la stella che giunsero fino a Gerusalemme; e fu ancora essa ad indicare il luogo ove si trovava Gesù, fermandosi sulla sua casa.

Ma di che stella si tratta? Molti esegeti hanno pensato che l’evangelista Matteo si sia ispirato ad un fenomeno celeste che raramente si avvera: la congiunzione del pianeta Giove col pianeta Saturno nel segno zodiacale dei Pesci. Tale fenomeno si verificò  negli anni 7-6 a.C., gli anni della nascita di Gesù. Gli antichi astronomi assegnavano significati particolari ai corpi celesti, ai pianeti e alle stelle: Giove, il più grande dei pianeti, era simbolo di regalità; Saturno era il rappresentante cosmico dei Giudei; così si spiegherebbe che degli scrutatori del cielo, quali erano i magi, si siano messi in cerca di un re nato, annunciato dal cielo.

C’è una seconda linea di riflessione circa la stella, suggerita da altri esegeti, che non viene ad eliminare la prima, ma che viene a perfezionarla e a completarla. Questi studiosi vedono nella stella del nostro brano un richiamo da parte dell’evangelista Matteo, tanto attento nel suo Vangelo all’Antico Testamento, ad un passo del libro dei Numeri, in cui si dice che una stella sarebbe spuntata da Giacobbe, un re sarebbe nato da Israele (cfr Num 24,17).

Questa stella, pertanto, sarebbe Gesù stesso, sarebbe il Bambino nato a Betlemme. Sarebbe lui la Stella che, servendosi di una congiunzione straordinaria di pianeti, chiamò i magi fino a sé, li guidò verso Betlemme, e si fece loro trovare, illuminando la loro vita e il loro futuro cammino. Cristo, Stella dell’uomo; Stella dell’umanità; Stella della storia.

“Io sono la luce del mondo; chi segue me non cammina nelle tenebre, ma avrà la luce della vita”, dirà un giorno quel Bambino, diventato adulto, divenuto indicatore della vera via nella vita. In Gesù abbiamo la Stella! La notte di Natale il profeta Isaia ci ha detto: “Il popolo che camminava belle tenebre vide una grande luce; su coloro che abitavano in terra tenebrosa una luce rifulse” (Is 9,1); e l’evangelista Giovanni nella Messa del giorno ci ha detto; “Veniva nel mondo la luce vera, quella che illumina ogni uomo” (Gv 1,9),

Cristo è la Stella! Non andiamo dietro ad altre stelle; il mondo ce ne fa brillare davanti molte, ma sono stelle false, sono miraggi ingannatori che, splendendo per un momento, si spegnerebbero poi presto, lasciandosi nel buio più fitto. In particolare  nel pericolo di seguire stelle sbagliate sono i giovani, facili preda di proposte allettanti ma non vere, proposte alla fin fine disumanizzanti e rovinose; possano trovare in noi adulti persone che hanno visto la Stella vera, che da essa si sono lasciate chiamare e illuminare; persone che alla Stella sono arrivate e con la Stella abitano e vivono; uomini e donne che da quella Stella sono state fatte esse stesse luce: “Voi siete la luce dl mondo”, ci ha detto Gesù (Mt 5,14),

don Giovanni Unterberger

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