Domenica della Sacra Famiglia (forma straordinaria)

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(Col 3,12-17;   Lc 2,42-52)

Belluno, chiesa di s. Pietro, 7 gennaio 2018

 

In questa domenica della Sacra famiglia tutte e tre le Orazioni della Messa ci fanno chiedere,  per le nostre famiglie, la protezione e l’aiuto di Gesù, Maria e Giuseppe, i componenti della Sacra famiglia. Nell’Orazione di Colletta abbiamo pregato così: “Signore Gesù Cristo, che stando sottomesso a Maria e a Giuseppe, consacrasti la vita domestica, fa’ che col loro aiuto possiamo conseguire la salvezza”. L’Orazione sopra le offerte ci farà pregare con queste parole: “Ti supplichiamo, Signore, che per l’intercessione della Vergine Madre di Dio e del beato Giuseppe, tu mantenga nella pace e nella tua grazia le nostre famiglie”. E nell’Orazione dopo la Comunione diremo: “Signore Gesù, fa’ che nel momento della nostra morte meritiamo, con l’aiuto della gloriosa Vergine tua Madre e del beato Giuseppe, di essere accolti nella tua dimora eterna”. Abbiamo bisogno di Gesù, di Maria e di Giuseppe.

Possiamo immaginare con quanto grande amore essi guardino alle nostre famiglie, essi che hanno vissuto la vita di famiglia; una vita di famiglia non facile e non senza problemi e difficoltà, una vita di famiglia ricca di bene e di virtù.

Immaginiamo quanta fiducia reciproca devono avere avuto Maria e Giuseppe tra di loro! Maria: fiducia che Giuseppe non l’avrebbe fatta lapidare per la soprannaturale e umanamente inspiegabile maternità, ricevuta da Dio; Giuseppe: fiducia che Maria non l’aveva tradito con un altro uomo. Quanta fiducia in Dio devono avere avuto Maria e Giuseppe insieme! Accogliere la nascita del loro figlio lontano da casa, e poi, poco dopo, dover fuggire dalla Palestina e riparare in Egitto per salvare la vita del Bambino, e rimanervi lì, per circa due anni, in terra straniera. Come avranno campato in quei due anni? Con quali risorse? Giuseppe avrà trovato lavoro? Quanta fiducia in Dio fu loro richiesta!

Quanta capacità di accoglienza reciproca dovettero esercitare tra di loro Maria, Giuseppe e Gesù! E’ vero, erano tutti e tre santi; ma c’erano tra loro differenze abissali. Gesù era uomo, ma era anche Dio; e in quanto Dio era infinitamente diverso e distante da Maria e da Giuseppe, semplici creature umane. Di fatti Gesù dovette essere più volte apparso a Maria e a Giuseppe un mistero incomprensibile, come nell’episodio che abbiamo sentito ora narrare nel Vangelo, quando a loro insaputa egli s’intrattenne al tempio di Gerusalemme e disse loro: “Perché mi cercavate? Non sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre mio?” “Essi non compresero “, nota l’evangelista.

Ma gli stessi Giuseppe e Maria erano tra loro molto differenti: Maria “piena di grazia” (Lc 1,28), concepita senza peccato originale; con un’esperienza del divino straordinaria e unica nella storia, avendo ospitato e portato in grembo per nove mesi il Verbo di Dio fattosi uomo; e Giuseppe, semplice e umile falegname, uomo del popolo, uomo “giusto”, dice il Vangelo (Mt 1,19), ma pur sempre segnato dal peccato e da una natura incline al male e difettosa. Non dovette essere facile la loro reciproca accoglienza!

Come pure l’accoglienza richiesta a Gesù dell’autorità di Giuseppe e di Maria, cui stava sottomesso, lui, il Figlio di Dio, Dio egli stesso, il Creatore stesso di Giuseppe e di Maria…

La Sacra famiglia di Nazareth ci sia di esempio e di aiuto. Fiorisca anche tra di noi la fiducia reciproca; fiorisca la fiducia in Dio e nella sua Provvidenza; cresca la capacità di accoglierci vicendevolmente pur nelle differenze, nell’originalità, nelle qualità e nei limiti di ciascuno. Una volta le famiglie cristiane avevano tutte, nella camera da letto, sopra il letto matrimoniale, un quadro della Sacra famiglia. Era viva questa devozione. Ravviviamola anche noi, invocando spesso, nel nostro cammino di famiglia, talvolta duro e faticoso, Gesù, Maria e Giuseppe. Ci sentiremo sostenuti e rafforzati.

don Giovanni Unterberger

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