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(Gal 2,19-20; Gv 15,1-8)
risalente al 23 luglio 2012
Brigida, donna forte; forte nella sua vita matrimoniale (ebbe otto figli che educò con vigore nella disciplina del Signore); donna forte nella sua vita ascetica di preghiera e di penitenza, che la dispose a ricevere dal Signore grandi grazie mistiche e di rivelazione; donna forte nei viaggi numerosi e faticosi che intraprese, fino a giungere a Roma, per essere al centro della cristianità. Morì a 70 anni, una vita lunga per quell’epoca, nel 1373. Brigida, donna forte.
Da dove traeva Brigida la sua forza? Le letture che abbiamo ascoltato e che la liturgia ha scelto come espressive della sua spiritualità, ce lo indicano: la traeva dalla comunione vitale con Cristo, lui tralcio innestato in Cristo vite; e la traeva in particolare da Cristo crocifisso, da Cristo da cui si sentiva amata e che aveva dato se stesso per lei. “Questa vita nella carne io la vivo unita a Cristo che mi ha amato e ha dato se stesso per me.” La croce del Signore era la sua forza, la contemplazione del Crocifisso la irrobustiva.
La vita cristiana deve guardare alla croce; la vita cristiana è piena, completa e matura quando arriva ed ha il coraggio di fermarsi a contemplare la croce, e Colui che alla croce fu appeso. La vita cristiana è piena, completa e matura quando arriva a dire: “sto anch’io sulla mia croce; su quella croce che è il mio temperamento, per certi aspetti diverso da quello che vorrei; su quella croce che le circostanze quotidiane mi preparano; su quella croce che le persone, alle volte per poco tatto e con un certo egoismo, mi mettono sulle spalle. Sto sulla mia croce. Ci sto col Signore, non da solo, ma col Signore, crocifisso per me.”
Ci dia Santa Brigida, donna forte perché donna della croce e del Crocifisso, la forza che ebbe lei, per essere anche noi di Cristo e di Cristo crocifisso.
