Santo Natale 2013

(Is 52,7-10 ;   Ebr 1.1-6 ;  Gv 1,1-14)

Il pio ebreo, che duemilacinquecento anni fa, in una situazione di sofferenza e di esilio, lontano dalla patria, scrisse in un salmo: “Il Signore si è affacciato dall’alto del suo santuario, dal cielo ha guardato la terra, per ascoltare il gemito del prigioniero, per liberare i condannati a morte” (Sal 102, 20-21), aspettava che dal cielo il Signore intervenisse con un gesto di salvezza a suo riguardo e a riguardo dei suoi compagni di sventura, ma mai avrebbe immaginato che il Signore si sarebbe affacciato dal cielo e avrebbe guardato la terra fino al punto da lasciare il cielo e scendere sulla terra, per venire a vivere sulla terra, per diventare uomo, uomo come noi, uomo tra di noi, tanto che Giovanni evangelista abbia potuto dire: “Il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi”. Tale fu l’affacciarsi di Dio dal cielo; fino ad abbracciare la terra!

Il Natale è il grande “sì” del Cielo alla terra, è il grande “sì” di Dio all’uomo. L’uomo aveva detto “no” a Dio, e Dio, nascendo tra gli uomini e facendosi uomo, ha detto “sì” all’uomo. Un “sì” in risposta ad un “no”. Ed un “sì” costoso, un “sì” limitante, un “sì” doloroso, in risposta ad un “no” superbo, ingrato e ingiurioso.

Che cosa sarebbe stato dell’uomo se Dio non avesse risposto nulla al “no” dell’uomo? se Dio avesse taciuto? se non avesse dato nessuna risposta? se avesse lasciato l’uomo nel suo “no”? O se Dio avesse risposto anche lui con un “no” al “no” dell’uomo, e gli avesse chiuso per sempre il cuore, la salvezza, l’accesso a lui, la vita, la felicità?

Ma Dio ha risposto “sì”. “Il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi”. San Paolo dice che “mentre eravamo ancora peccatori, Cristo si è incarnato ed è morto per noi empi. A stento si trova chi sia disposto a morire per una persona dabbene, ma Dio ha dimostrato il suo amore verso di noi, perché mentre eravamo ancora peccatori, Cristo si è incarnato ed è morto per noi” (Rm 5,6-8). Ecco l’amore di Dio! Ecco fino a che punto è giunto il “sì” di Dio all’uomo! Fino all’estremo, fino al massimo di sé. Il Natale è il cuore di Dio che ci si è svelato e che ci ha raggiunti.

“O uomo -esclama sant’Agostino- saresti morto per sempre, se egli non fosse nato nel tempo. Non avrebbe liberato la tua natura dal peccato, se non avesse assunto una natura simile a quella del peccato. Una perpetua miseria ti avrebbe posseduto, se non fosse stata elargita questa misericordia. Non avresti riavuto la vita, se egli non si fosse incontrato con la tua stessa morte. Saresti perito, se non fosse venuto”.

“E noi abbiamo contemplato la sua gloria -ci ha detto l’evangelista Giovanni- gloria come del Figlio unigenito che viene dal Padre, pieno di grazia e di verità”. Nel bambino nato a Betlemme noi vediamo rifulgere e risplendere la gloria di Dio. La gloria di Dio in un bambino! in un bambino piccolo, inerme, indifeso, che ha bisogno di tutto, del latte della madre, del caldo di un abbraccio… E quello sarebbe Dio? il Dio glorioso? Sì, quello è Dio, il Dio glorioso, perché la gloria di Dio, la sua gloria più grande non è la potenza, non è l’onniscienza, non è l’eternità, ma è l’amore. Dio è glorioso perché ama, soprattutto perché ama; e di amore Dio ne ha senza limiti, senza confini, per sempre, per l’eternità!

Dice ancora sant’Agostino: “Avendo un Figlio unigenito, Dio l’ha fatto figlio dell’uomo, e così viceversa ha reso il figlio dell’uomo figlio di Dio. Cerca il merito, cerca la causa, la giustizia di questo, e vedi se trovi mai altro che amore. Troverai solo amore”.

Contempliamo, allora, Gesù bambino nel suo Natale; contempliamolo nel presepio. Fissiamo a lungo il nostro occhio sul Bambino Gesù del presepio, e diciamo con le labbra e col cuore: “Gesù, tu sei amore”, “Gesù, tu sei amore”, “Gesù, tu sei amore”. Diciamolo e ripetiamolo tante volte, in contemplazione. Quell’amore ci prenderà, ci conquisterà, ci commuoverà, ci trasformerà, ci farà “amore” anche noi; e chi ci sarà accanto avvertirà davvero che abbiamo fatto Natale, perché avremo Gesù dentro nel cuore; avremo il suo amore nel nostro amore; e il Cielo avrà raggiunto e penetrato la terra.

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