1^ domenica di Quaresima – forma ordinaria

Duccio di Buoninsegna – Tentazione di Gesù sul monte – XIV secolo

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(Gn 9,8-15;   1Pt 3,18-22;   Mc 1,12-15)

Duomo di Belluno, 21 febbraio 2021

Dobbiamo ringraziare la Chiesa per molti motivi: ci ha generati alla vita di Dio; ci orienta di continuo verso la verità e il giusto pensiero; ci accoglie in sé e ci conserva nel suo grembo anche se imperfetti e peccatori… Una volta si era usi chiamarla ‘la santa Madre Chiesa’. Vera madre, è la Chiesa, anche offrendoci ogni anno il tempo di quaresima. Quale madre non desidera che i suoi figli crescano bene, che si sviluppi in loro il seno di responsabilità di fronte alla vita, che crescano in virtù, e diano il meglio di sé? Questo desidera per noi la Chiesa: desidera che cresciamo nel bene; che ci responsabilizziamo di fronte a questa vita, e di fronte alla vita che ci aspetta, la vita eterna, che dobbiamo preparare; desidera che cresciamo in virtù. Tempo speciale per tutto questo è la quaresima; a questo la quaresima ci chiama e ci invita.

Ci è proposto un itinerario penitenziale; e di un itinerario penitenziale abbiamo vero bisogno, perché ancora non siamo perfetti. E c’è un Sacramento che la Chiesa particolarmente ci propone e ci invita a vivere nel tempo di quaresima, il Sacramento della Riconciliazione. Esso aiuta a guardarsi dentro, a dare un nome ai propri pensieri, ai propri affetti, ai propri gesti; a cogliere nella verità gli inquilini che ci abitano il cuore e ci spingono ad agire. E’ un Sacramento altamente medicinale: non solo perdona i peccati, ma anche cura le cattive inclinazioni che ci portano a peccare, e irrobustisce l’anima nel bene. Certamente il Sacramento dell’Eucaristia è il Sacramento per eccellenza, però esso non produce gli effetti che sono propri del Sacramento della Riconciliazione. Il Sacramento della Riconciliazione, ricevuto spesso e con fede, affina la coscienza e rende l’anima più pura per l’Eucaristia. I Sacramenti si aiutano tra di loro.

Di conversione e di ricorso al Signore abbiamo grande bisogno, affinché lui, con la sua grazia, ci trasformi e ci rinnovi. Così pregava lo storico inglese Charles Singer, morto nel 1960: “Le mie mani, coperte di cenere, segnate dal mio peccato e da fallimenti, davanti a te, Signore, io le apro, perché ridiventino capaci di costruire e perché tu ne cancelli la sporcizia. Le mie mani, avvinghiate ai miei possessi e alle mie idee già assodate, davanti a te, Signore, io le apro, perché lascino andare i miei tesori… Le mie mani, pronte a lacerare e a ferire, davanti a te, Signore, io le apro, perché ridiventino capaci di accarezzare. Le mie mani, chiuse come pugni di odio e di violenza, davanti a te, Signore, io le apro, deponi in loro la tua tenerezza. Le mie mani, si separano dal loro peccato. Davanti a te, Signore, io le apro: deponivi il tuo perdono”.

La quaresima è tempo di conversione e di lotta, lotta contro le passioni cattive, e anche contro le incursioni di Satana. Satana che non ebbe ritegno neppure di tentare il Figlio di Dio, non risparmierà noi dalla tentazione. Ma con la preghiera, con il digiuno e la mortificazione, con opere di carità, noi potremo vincere Satana e progredire nell’amore al Signore. Ci riconciliamo, allora, con la quaresima, la consideriamo un dono della Madre Chiesa, e vorremo viverla con impegno e generosità.

don Giovanni Unterberger

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