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(Gal 4,1-7; Lc 2,33-40)
Domenica 29 dicembre 2024, risalente al 27 dicembre 2015
Ogni bambino che nasce porta cambiamenti. La vita di due genitori, la vita di una famiglia, con un bambino che nasce diventa diversa; una vita in più cambia la vita di tutti. Così fu anche per la famiglia di Giuseppe e Maria con la nascita di Gesù; e così fu anche oltre la famiglia di Giuseppe e Maria, al tempio di Gerusalemme.
Il vecchio Simeone, col bambino Gesù fra le braccia, cominciò a dire parole importanti: “Questo bambino è segno di contraddizione per molti in Israele. Questo bambino è qualcosa di grande”. La profetessa Anna cominciò a parlare a tutti del bambino Gesù, e a dire che egli era colui che tutti attendevano, colui che avrebbe redento Gerusalemme. Immaginiamo il fermento, il movimento, l’eccitazione della gente al tempio di Gerusalemme quel giorno. E immaginiamo lo stato d’animo di Giuseppe e di Maria che sentivano dire queste cose e che vedevano tutto quel movimento attorno al loro piccolo. “Erano stupiti”, dice il Vangelo. E in particolare dovette esserlo Maria, che oltre a ciò si sentì dire da Simeone: “A te una spada trafiggerà l’anima”.
La famiglia di Giuseppe e Maria, ma il mondo intero, fu fatto diverso dalla venuta al mondo del Signore. San Paolo nell’epistola ci ha detto che il Figlio di Dio, nascendo a Betlemme ed entrando nella storia dell’umanità, ci ha fatti figli di Dio; grande e straordinario cambiamento per noi, per la nostra semplice natura umana.
Ecco allora la domanda: la nascita di Gesù, il Natale, ha portato qualcosa di nuovo nella nostra vita? Ha portato qualche cambiamento? Ha portato più fiducia, maggiore certezza che siamo amati da Dio; più certezza che egli è con noi a condividere la nostra strada, la nostra fatica, il nostro dolore? C’è più pace nel nostro cuore, benchè certe situazioni possano non essersi ancora risolte, perché crediamo che il Signore, che è nato nella storia, è dentro la nostra storia, è dentro la storia dei nostri cari; e vi è dentro come salvatore, come rigeneratore, come Dio potente?
Il Natale è speranza, è fiducia, è vita. Lasciamoci rinnovare dal Signore, lasciamo che il nato Bambino ci cambi dentro, almeno un po’; lasciamo che egli ci renda più freschi e più giovani nel cuore. Il Natale non passi invano.
don Giovanni Unterberger