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(risalente a gennaio 2013)
Lunedì 21 gennaio 2013 (Mc 2,18-22)
Gesù propone un cambiamento di vita che richiede coraggio. Non è sufficiente voler rimediare ad uno strappo su un vestito vecchio con una toppa di panno nuovo; non è sufficiente mettere vino nuovo e voler conservare gli otri vecchi. Occorre rinnovare tutto; è necessario un cambiamento radicale e profondo della realtà, della vita.
Siamo nell’Ottavario di preghiera per l’unità dei cristiani. Il processo di unificazione tra le varie Confessioni cristiane (cattolica, ortodossa, protestante), separatesi tra di loro nel corso dei secoli (nel secolo XI gli ortodossi, nel secolo XVI i protestanti), separazioni che nel tempo si sono cristallizzate e rese sempre più dure…, queste separazioni hanno bisogno di tanta grazia di Dio per incamminarsi e procedere sulla via dell’unità; hanno bisogno di tanta preghiera.
C’è ancora grande distanza tra i membri dell’una e dell’altra Confessione cristiana. Occorre carità e forte desiderio di verità. E’ necessario un cambiamento profondo dei cuori, e non solo un cambiamento superficiale. L’unità tra i cristiani sarà possibile solo quando ogni credente in Cristo si sarà lasciato radicalmente cambiare da Cristo.
Domandiamo al Signore di non opporre resistenza alla sua volontà, che ci vuole “una cosa sola”, uniti in lui, cambiati radicalmente.
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Martedì 22 gennaio 2013 (Mc 2,123-28)
I farisei criticavano Gesù e gli apostoli perché secondo loro gli apostoli non rispettavano il riposo del sabato. Una delle attività proibite dalla legge ebraica in giorno di sabato era mietere; e lo strappare spighe di grano passando per i campi, per cibarsene, -cosa che gli apostoli facevano- era, secondo i farisei, un mietere, e quindi una violazione del riposo del sabato.
Fino a quel punto si era fossilizzata la loro mentalità! fino al punto da mettere la norma al di sopra e prima del bene vero delle persone. Gesù reagì, dicendo che non è l’uomo al servizio della norma, ma è la norma al servizio dell’uomo.
Gli schemi che nella mente delle persone si possono formare sono qualcosa di molto pericoloso e brutto. Tante differenze, tante distanze, tante incomprensioni ed ostilità tra le persone nascono e si sviluppano proprio da schemi mentali sbagliati e rigidi che si impadroniscono delle menti e dei cuori degli uomini. Schemi che poi è difficile abbattere e da cui è difficile uscire.
Anche tra le Confessioni cristiane si sono formati in larga misura schemi e rigidità che solo lo Spirito Santo, con la sua luce di verità e con il suo calore d’amore, è capace di rompere e spezzare.
Chiediamo allo Spirito Santo che tutti (cattolici, ortodossi, protestanti) acquistino sempre più l’unico “schema” vero e giusto, che è quello del Vangelo, per trovarsi uniti nell’unica Chiesa di Cristo, secondo la sua volontà.
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Mercoledì 23 gennaio 2013 (Mc 3,1-6)
Anche stasera, come ieri sera, siamo posti davanti agli schemi mentali sbagliati e rigidi dei farisei nei confronti del sabato. E l’episodio che abbiamo ora sentito narrare ci ha detto una cosa in più rispetto all’episodio di ieri; ci ha detto che i farisei, dopo che Gesù ebbe guarito l’uomo dalla mano paralizzata, di sabato, ed aver -secondo loro- violato il riposo del sabato, tennero consiglio con gli erodiani per mettere a morte Gesù. I loro schemi mentali sbagliati li condussero fino a voler eliminare fisicamente Gesù, fino a rifiutare totalmente la verità di Cristo, di Dio.
Il danno più grave degli schemi mentali sbagliati è quello di chiudere alla verità, è quello di negare la verità, di combatterla e di voler addirittura eliminare chi la professa e la propone. La verità invece ha bisogno di menti libere, di cuori aperti, di persone che si lascino condurre da ciò che è buono, da ciò che è giusto, da ciò che è vero. La verità ha bisogno di menti e cuori docili, umili, disposti a lasciarsi interrogare, interpellare e anche cambiare.
Lo Spirito Santo è lo Spirito di verità, colui che -come ha detto Gesù- è capace di portare i discepoli di Cristo dentro la verità tutta intera (Gv 16,13). Preghiamo e chiediamo che tutti i cristiani cerchino con lealtà e con sincerità la pienezza della verità di Cristo.
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Giovedì 24 gennaio 2013 (Mc 3, 7-12)
Gesù fu un evento e una realtà sorprendente. Le cose che diceva e le guarigioni che compiva lo avevano reso noto in tutta la regione, tanto che da ogni dove la gente correva da lui. Marco si compiace nel dire che veniva a Gesù gente dalla Giudea e da Gerusalemme , il centro religioso di Israele; dall’Idumea, la terra a sud di Israele; dalla Transgiordania, la zona ad est di Israele; da Tiro e da Sidone, la zona a nord di Israele; cioè da tutte le parti. E la gente si gettava addosso a Gesù per essere guarita, perché da Gesù usciva una forza che sanava e guariva tutti. Gesù era centro di guarigione per tutti coloro che ricorrevano a lui.
E’ il segreto per l’unità dei cristiani. I cristiani delle varie Confessioni saranno e diverranno una cosa sola in proporzione e nella misura che ricorreranno a Gesù, perché in proporzione e nella misura che ricorreranno a Gesù verranno da lui sanati e guariti.
Perché, infatti, siamo divisi tra di noi? Perché siamo malati, malati di egoismo e di poco amore. La nostra malattia è il peccato. Il peccato è ciò che ci chiude in noi stessi e ci impedisce di essere cuore aperto ai fratelli. Il peccato è il vero nemico dell’ecumenismo e di ogni comunione. Ricorrere a Gesù, aprirsi alla sua verità, lasciarsi dare il suo amore divino è la vera e unica medicina che può guarire il nostro peccato, e farci “uno” tra noi.
Sia allora nostro impegno “gettarci addosso a Gesù”, come faceva la gente di Palestina, per diventare più “cristiani” e più fratelli.
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Venerdì 25 gennaio 2013 (At 22,3-16 ; Mc 16,15-18)
L’Ottavario di preghiera per l’unità dei cristiani culmina e si conclude nel giorno della festa della Conversione di san Paolo. Abbiamo sentito raccontare l’incontro di Paolo con Gesù sulla via di Damasco, incontro che decise dalla sua via e lo fece apostolo delle genti.
Paolo fondò un gran numero di comunità cristiane: in Asia Minore (l’odierna Turchia), in Macedonia, in Grecia, sembra anche in Spagna. Un suo obiettivo sempre perseguito fu quello di legare i suoi cristiani a Cristo, renderli una cosa sola, uniti, in Cristo.
In tutte le sue lettere che scrisse alle varie comunità, egli insistette molto sulla comunione e sull’unità. Il testo più forte è quello indirizzato ai Corinzi, in cui dice: “Voi, Corinzi, siete divisi tra di voi; c’è chi si rifà a me, chi si rifà a Cefa, chi si rifà ad Apollo, e siete gli uni contro gli altri. In questo modo voi fate a pezzi Cristo, perché voi siete il corpo di Cristo. Con le vostre divisioni voi fate a pezzi Cristo” 1Cor 1,13). Ai Galati scrive: “Non mordetevi e non divoratevi a vicenda, fino a distruggervi del tutto tra di voi” (Gal 5,15). E ai Filippesi propone l’esempio di Gesù umile fino alla morte di croce per esortarli alla concordia e all’unità (Fil 2,1-8).
Oggi noi concludiamo l’Ottavario di preghiera per l’unità dei cristiani, ma continui il nostro impegno e sforzo di unità tra di noi, all’interno delle nostre famiglie, delle nostre comunità, tra le varie realtà ecclesiali. La preghiera di Gesù durante l’ultima cena, suo testamento spirituale: “Padre, che siano una cosa sola, come io in te e tu in me” (Gv 17,11) sia una preghiera efficace per noi, una preghiera che ci conduce ad unità.
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