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(Apoc 1,1-5; Mt 18,1-10)
domenica 16 ottobre 2022, risalente al 29 settembre 2013
Festa, oggi, dell’arcangelo san Michele. Dio, prima di creare il cielo, la terra e gli uomini, creò gli angeli. Gli angeli sono puri spiriti, spiriti senza corpo; sono persone dotate d’intelligenza, di volontà e di libertà, non condizionate, come noi, dal tempo e dallo spazio, in quanto non esistenti in un corpo materiale come è il nostro corpo.
Essi hanno il compito di lodare Dio; la Sacra Scrittura li presenta spesso nell’atto di adorare il Signore, lodarlo, fargli corona. Il profeta Isaia, nella sua visione, vede Dio attorniato dai serafini che proclamano “Santo, santo, santo il Signore Dio degli eserciti” (Is 6,2-3).
La notte di Natale una moltitudine di angeli invase il cielo di Betlemme e cantò: “Gloria a Dio nel più alto dei cieli” (Lc 2,13-14).
L’apostolo Giovanni vide in visione Dio seduto su di un alto trono con gli angeli attorno a sé che gli s’inchinavano davanti con la faccia piegata fino a terra in adorazione, e cantavano: “Lode, gloria, sapienza, azione di grazie, onore, potenza e forza al nostro Dio nei secoli dei secoli. Amen” (Apoc 7,11-12).
Gli angeli sono i messaggeri del Signore; oltre che lodarlo, sono sempre pronti ai suoi ordini, ai suoi comandi. La parola “angelo” deriva dal greco “àngelos” (̓άγγελος), che significa “annunciatore, messaggero, nunzio”. Dio mandò due angeli ad annunciare a Lot il diluvio di fuoco che stava per cadere su Sodoma (Gn 19,15); mandò un angelo a Maria ad annunciarle la nascita del Salvatore (Lc 1,26); mandò un angelo ad avvertire Giuseppe che Erode era morto e che poteva tornare dall’Egitto con Maria e il bambino Gesù (Mt 2,19-20). Gli angeli sono piena e perfetta obbedienza a Dio.
Ma non tutti gli angeli sono così. Prima ancora che il mondo esistesse, ed esistessero gli uomini, un certo numero di angeli si ribellò a Dio, pretese con superbia la propria autonomia e indipendenza da lui, e si trasformò in demoni. Il libro della Genesi ci parla già dei primi uomini, Adamo ed Eva, tentati dal demonio nel paradiso terrestre (Gn 3,1-5). Tali angeli ribelli e cattivi tentano in tutti i modi di allontanare gli uomini da Dio, di spingere gli uomini alla ribellione, e di trascinarli dentro la propria superba e cattiva ribellione. San Pietro nella sua prima lettera avverte: “Siate sobri e vigilate, il vostro nemico, il diavolo, come leone ruggente va in giro cercando chi divorare; resistetegli saldi nella fede” (1Pt 5,8-9).
Fra tutti gli angeli buoni, e a capo di essi, Dio ha posto Michele. L’arcangelo Michele, ci dice il libro dell’Apocalisse, è l’angelo che guida le schiere degli angeli buoni nella lotta contro gli angeli cattivi, contro i demoni. “Scoppiò una guerra nel cielo – dice il testo sacro -: Michele e i suoi angeli combattevano contro il drago. Il drago combatteva insieme ai suoi angeli, ma non prevalse, e non ci fu più posto per loro in cielo. E il grande drago, il serpente antico, colui che è chiamato diavolo e satana, e che seduce tutta la terra abitata, fu precipitato sulla terra e con lui anche i suoi angeli” (Ap 12,7-9).
Gli angeli cattivi, satana e i suoi satelliti sono stati sconfitti da Michele; essi però ancora nuocciono e insidiano gli uomini.
L’arcangelo Michele, nella sua lotta contro satana e gli angeli ribelli, li affronta al grido di “Chi è come Dio?” Il nome Michele è un nome ebraico che significa: “Chi è come Dio?” “Mi-ka-el” (מׅי כׇ אֶל ) = “Chi-come-Dio?” Michele, a satana e ai suoi angeli che non vogliono riconoscere il primato di Dio, e vogliono porre se stessi al posto di Dio, grida con forza e fermezza: “Chi è come Dio? nessuno è come Dio! a Dio ogni creatura deve sottomettersi. È lui, e solo lui, il Signore! A lui, e solo a lui, devono essere dati onore, gloria, sottomissione e obbedienza da parte di ogni essere che esiste!”
Noi siamo nel bel mezzo di questa lotta, di questa battaglia. Abbiamo da una parte satana che ci spinge contro Dio, e dall’altra l’arcangelo Michele che ci spinge verso Dio. Noi vogliamo seguire Michele. Anche perché solo stando dalla parte dell’arcangelo Michele saremo tra i vincitori; chi si mette dalla parte di satana si mette tra i perdenti, perché satana è già stato vinto, è un vinto; ha già perso la battaglia!
Seguendo l’arcangelo Michele noi sottoporremo a Dio tutta la nostra vita, accetteremo la sua signoria su ogni nostro gesto, parola e pensiero; tutto vorremo che sia di Dio.
San Michele, che spesso nell’iconografia è rappresentato con una lancia in mano nell’atto di trafiggere il drago, satana, ci aiuterà nella lotta. E ci aiuteranno nella lotta anche gli angeli custodi. Ognuno di noi è assistito da un angelo custode; ad ogni uomo Dio ha fatto dono di un angelo che lo accompagni e lo protegga. Ce l’ha detto la finale del Vangelo che abbiamo ascoltato, là dove Gesù dice: “Non disprezzate nessuno di questi piccoli, perché i loro angeli nei cieli vedono sempre la faccia del Padre mio che è nei cieli”.
All’angelo custode e a san Michele dobbiamo essere devoti; essi ci possono e ci vogliono aiutare nel cammino verso Dio; ci possono e vogliono aiutare ad essere lode al Signore e obbedienza al Signore come sono loro.
don Giovanni Unterberger
